Sicilia il vero tesoro sta nell’entroterra

La storia non si smentisce: gli entroterra del mondo hanno affrontato, affrontano e affronteranno sempre dure battaglie per la loro affermazione.
Sono paragonabili ai secondogeniti delle famiglie aristocratiche che, nel passato, consegnavano tutto il loro patrimonio ai primogeniti.
Con tale consapevolezza i responsabili delle istituzioni, gli imprenditori e i commercianti delle aree interne della Sicilia avrebbero dovuto individuare modalità e tempi per sanarne le disparità strutturali, economiche e sociali.
Ciò non é avvenuto.
Attualmente nessuno tra i politici e gli amministratori pubblici può dichiarare di sconoscere che le armi di riscatto di un territorio sono concentrate, soprattutto nelle zone interne della Sicilia, nell’agricoltura e nel turismo.
Ed è qui che nasce il paradosso: tutti i programmi elettorali dedicano grandi spazi e proclami al turismo, ma, conclusa la kermesse, nella ripartizione delle risorse disponibili, anche a livello regionale, al settore vengono riservate solo briciole.
Da decenni una domanda semplice non trova risposta: le zone interne della Sicilia sono zavorre da lasciare al loro destino, prive di un presente e di un futuro, ovvero sono territori con notevoli potenzialità, con risorse umane e culturali da valorizzare e coinvolgere in uno sviluppo complessivo dell’isola?
A guardare con attenzione non tutte le aree interne sono uguali, in alcune di esse l’emigrazione è un fenomeno fisiologico di riequilibrio naturale, in altre, come le nostre, il drenaggio continuo di uomini e attività economiche ha prodotto smarrimento e desolazione.
Colpisce in questi territori, oltre alla cronicizzata mancanza di infrastrutture e servizi, l’incapacità di chi le abita di esprimere bisogni e di rivendicare diritti, anche i più elementari.
Nel corso dei seminari organizzati presso l’Università Kore di Enna dal Distretto Turistico “Dea di Morgantina” sono stati ampiamente affrontati questi temi per costruire un linguaggio comune e, soprattutto, sono stati individuati gli elementi necessari per attrarre un numero maggiore di viaggiatori e per indurli a soggiorni più prolungati nell’entroterra.
Il lento decadimento del c.d. “turismo di massa” e il cambiamento dei gusti nella fruizione del tempo libero da parte del viaggiatore contemporaneo favoriscono l’affermazione del “turismo emozionale”, del “turismo lento”, del “turismo delle relazioni umane” e confermano una maturata sensibilità per i luoghi più remoti e meno frequentati.
Si attrezzi, dunque, l’entroterra dinanzi a tale fortuita opportunità e offra alla crescente domanda del “turismo esperenziale” la sua mercanzia d’eccellenza: archeologia, storia millenaria, miti, leggende, riti religiosi, prodotti tipici, sagre, paesaggi e, non ultima, quell’accoglienza che in montagna assume una caratterizzazione un po’ speciale.
Il mutamento epocale che, di anno in anno, registra la crescita del potere delle OTA (Online travel Agency: Booking.com, Trivago, TripAdvisor..) é un formidabile alleato delle aree interne perché apre un’ampia e inimmaginabile finestra internazionale.
In questa direzione si muove la progettualità del Distretto rivolta alla riorganizzazione di un’offerta turistica di qualità: terra e cultura più che cemento e frastuono, prodotti tipici da consumare non solo nelle sagre, sicilianitá da testimoniare e condividere.
Dejá dit ? É probabile, ma il valico che appare insormontabile é la perenne incapacità di costruire le alleanze tra Comuni, associazioni e imprenditori, una resistenza atavica ai sistemi di coesione sociale ed economica sperimentati e realizzati da decenni in altre regioni illuminate.
Finché il termine rete in Sicilia evocherà soltanto la pesca o lo sport nulla potrà essere compiuto! Le rivoluzioni culturali nella nostra ostinata terra, lo testimoniano letterati e poeti, sono lentissime e farraginose, sebbene possibili.
Il pranzo nell’entroterra non è ancora servito, i commensali sono tanti e ognuno dovrà portare in tavola la propria pietanza, senza attenuanti, senza tentennamenti, consapevole della propria responsabilità individuale e politica.
Ognuno faccia la sua parte e, prima o poi, assaggeremo un buon digestivo siciliano.

Nietta Bruno
Presidente Distretto Turistico Dea di Morgantina.

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