SICILIA DISTRUTTA DAI GENERAL CONTRACTOR ORA UNIRLI NEL SOLO SOGGETTO “PROGETTO ITALIASPA”

SICILIA DISTRUTTA DAI GENERAL CONTRACTOR
ORA UNIRLI NEL SOLO SOGGETTO “PROGETTO ITALIASPA”
CON IL SOSTEGNO DI MOLTI SOLDI PUBBLICI
SAREBBE LA DEFINITIVA MORTE DELLA LIBERA CONCORRENZA E DELLE E PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Palermo, 12 luglio 2019 – “In Sicilia, come chiunque – se vuole – può notare, non c’è un solo General contractor che non abbia monopolizzato i lavori pubblici prendendo i soldi senza finire le opere e lasciando sul campo centinaia di milioni di euro di debiti non pagati, migliaia di lavoratori licenziati e centinaia di piccole imprese sul lastrico. Sono carrozzoni che hanno abolito dal mercato delle opere pubbliche principi come libera concorrenza, correttezza, trasparenza e rispetto delle regole”.
E’ il grido d’allarme di Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia, al governo nazionale che sta ora pressando per riunire i General contractor in crisi in un unico soggetto, “Progetto Italia Spa”, finanziato dalla Cassa depositi e prestiti a suon di centinaia di milioni di euro.
“Questa scelta – incalza Cutrone – come evidenzia oggi Ance nazionale, è una soluzione di tipo oligarchico che salva con fondi pubblici pochi soggetti privilegiati e coccolati dalla politica. Non è una soluzione di sistema, non coinvolge le piccole e medie imprese che sono l’ossatura di tutto il settore nazionale delle costruzioni, non risolve il problema della crisi del settore edile e lascia, con un misero ‘Fondo salva imprese’, le briciole alle migliaia di piccoli e medi creditori dei General contractor, buona parte dei quali si trova in Sicilia. Sono questi i veri componenti del tessuto imprenditoriale edile, ma non potranno uscire dalla crisi né c’è qualcuno nelle istituzioni e nella politica che si sta preoccupando di loro”.
“Partiti e movimenti che si professano impegnati solo per il bene del Paese – conclude Cutrone – non possono poi scivolare su queste operazioni di mero potere lobbistico contro il principio della libera concorrenza e solo a favore di pochissimi, e fingere di non sapere che a pagarne il prezzo sarà tutto il resto del settore portante della nostra economia. A nessuno di loro viene il sospetto che prima o poi ne dovranno rendere conto?”.

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