Sanità siciliana. La Ugl soddisfatta per l’esito della sentenza della Consulta sulla nomina dei manager. “Anomalia da noi segnalata a suo tempo. Urgente nominare nuove figure scevre da appartenenze”

Sanità siciliana. La Ugl soddisfatta per l’esito della sentenza della Consulta sulla nomina dei manager. “Anomalia da noi segnalata a suo tempo. Urgente nominare nuove figure scevre da appartenenze”

Sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha accolto il ricorso del Consiglio dei ministri sulla legge del governo Crocetta che stabiliva la proroga dei manager del settore sanitario regionale in carica, intervengono le federazioni sanità e medici della Ugl per esprimere soddisfazione e chiedere alla giunta Musumeci una netta inversione di tendenza. “Non possiamo che condividere assolutamente la decisione presa dalla Consulta, che conferma la bontà di ciò che abbiamo sempre sostenuto in tempi non sospetti, ovvero l’illegittimità di una norma (la non revocabilità dei manager al termine del mandato) che neanche un imperatore romano al culmine della sua potenza avrebbe potuto mai immaginare – evidenziano segretari regionali Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri. Avevamo, per tempo, segnalato questa anomalia e lo abbiamo reiterato in ogni occasione che lo spoil system è necessario in special modo nel comparto della sanità, dove, a nostro avviso, sarebbe stato fondamentale dare un segnale chiaro politico di discontinuità con il passato. Non possiamo non ricordare le nostre innumerevoli e, alla luce di tutta una serie di eventi, fondate critiche alla politica sanitaria del governo guidato da Crocetta e non potevamo (oggi a maggior ragione non possiamo) non chiedere la immediata sostituzione dei manager corresponsabili di un sistema disastroso per la nostra isola. Rete ospedaliera ancora in alto mare, concorsi non partiti ed ospedali sguarniti: è questa l’eredità lasciata dal precedente esecutivo ed a cui il nuovo esecutivo regionale ha cercato di porre rimedi, commettendo soltanto l’errore di lasciare al proprio posto chi è stato complice di questo disastro. Comprendiamo che, nelle more dell’espletamento della selezione dei nuovi dirigenti, non appare di buon senso procedere a nomine temporanee, ma è anche vero che in Italia per insediare una commissione servono sei mesi e per concludere un iter probabilmente altri sei. In questo modo, però, per compiere ciò che immaginiamo fosse un semplice atto di galanteria politica e magari dimostrare di essere diversi dagli altri non soffrendo di sindrome da nomina, ci siamo ritrovati con gli stessi manager nelle stesse posizioni con l’aggravante che adesso vanno rimossi non più per scelte programmatiche ma per adempiere ad una sentenza dei Giudici Costituzionali. Per questo ci chiediamo: era proprio necessario giungere a questo? E’ accettabile che siano stati proprio loro a contribuire al consolidamento del percorso della nuova rete ospedaliera, con le relative conseguenze? Perchè non è stata colta a tempo debito l’opportunità? Rilanciamo dunque la proposta di sostituzione immediata dei manager ancora in carica – continuano i sindacalisti – attraverso il conferimento di incarichi fiduciari a termine assegnati a figure professionali di assoluta garanzia, non presenti nell’elenco dei partecipanti alla selezione pubblica allo scopo di non condizionare nessuno, che possano reggere le aziende fino alla nomina definitiva dei nuovi vertici a conclusione della procedura concorsuale. Siamo convinti che questa è la strada maestra e confidiamo nell’operato dell’attuale governo regionale affinchè possa finalmente mettere una pietra tombale su ciò che è stato il passato, ed avviare una nuova fase improntata sulla capacità e sulla professionalità e non sull’appartenenza. Quanto alla rete ospedaliera apprezzata dalla giunta – concludono Urzì e Lanteri – ci auguriamo che adesso la sesta commissione Ars convochi presto le organizzazioni sindacali perchè, prima dell’approvazione definitiva del nuovo strumento, vogliamo esprimere il nostro punto di vista su ciò che è il focus per presidio sul quale non abbiamo avuto ancora possibilità di intervenire.”

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