Sanità; nasce all’Asp di Enna la Rete di Emergenza Ostetrica

Salvata la vita a mamma e figlio. Il triste epilogo della piccola Nicole balzato alla cronaca ha determina la nascita della Rete di emergenza ostetrica grazie alla quale sabato sono state salvato due vite umane. Una task force da Caltanissetta a Enna, che ha vinto una corsa contro il tempo. Una donna di 47 anni di Troina alla 32ª settimana di gravidanza veniva diagnosticato la placenta previa centrale con accreta, una condizione clinica con la quale dal 50 al 70 per cento delle donne va incontro a morte certa. «Dovevamo scegliere se recarci a Nicosia o andare a Enna scegliere l’Umberto I mi ha salvata la vita», ha dichiarato la signora Rosalia ancora provata ma serena adesso ricoverata nel reparto di Ostetricia. La donna giunta a Enna è stata prontamente operata, nell’arco di 30 minuti l’équipe guidato dal primario Ettore la Ferrero ha fatto nasce il bambino e tolto l’utero. La tempestività in questo è stato l’elemento fondamentale perché, come ricorda il primario La Ferrera, sette donne su 10 in queste condizioni muoiono. Momenti di panico conclusi con un lieto fine. Importante il ruolo esercitato dal dottore Ferrigno, il primo a capire la gravità della situazione e quindi del 118 che allertavano l’ Hub dell’Umberto I di Enna (Centro di riferimento per le gravidanze ad alto rischio e per le emergenze ostetriche). Partita in elisoccorso da Caltanissetta la donna è stata accolta è operata subito, mentre la stessa arrivava nel nosocomio ennese si preparava la sala operatoria e si allertava il Centro trasfusioni per le sacche di sangue e i medici di rianimazione. La donna, già mamma di due figli, in seguito a una cospicua emorragia ha infatti ricevuto sei sacche di sangue e sei di plasma. Dopo una breve ma necessaria degenza in Rianimazione, conclusasi lunedì, lei e la sua creatura il piccolo Silvio Maria sono entrambi sani e salvi. «La rete di emergenza ostetrica nata dopo il sacrificio della piccola Nicole è servita. Infatti il sistema reticolare ha funzionato alla perfezione, ognuno ha esercitato il suo ruolo con tempestività e abbiamo così salvato due vite umane», commenta con gioia La Ferrera responsabile dell’ Hub di riferimento di Enna Caltanissetta e Agrigento e componente della commissione regionale.  «Quella della placenta previa centrale con accreta così come suggerisce la letteratura scientifica- spiega ancora il Primario –  è l’evenienza più grave, più drammatica che si può verificare durante una gravidanza e un parto. La placenta aderisce all’utero dal quale non si stacca e provoca un’emorragia violenta alla donna rendendo difficoltosa l’uscita del nascituro». La buona risoluzione di questo episodio drammatico, molto provati i protagonisti, spazza via l’ombra sulle gravidanze che tristi casi di cronaca hanno raccontato finora.

Angela Montalto

Fonte: Giornale di Sicilia

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