Sanità il dirigente di Cardiologia dell’Umberto I di Enna Lello Vasco su la Telecardiologa

“La tele-cardiologia non può e non deve essere un surrogato della pronta disponibilità”. Ad avvalorare l’idea che vedrebbe la pronta disponibilità inadeguata perché in ritardo rispetto alle tempistiche ottimali per il trattamento dell’infarto miocardico acuto sono le nuove linee guida Stemi internazionali; i pazienti giunti in pronto soccorso con dolore toracico devono essere sottoposti entro dieci minuti a elettrocardiogramma, tali tempistiche abbattono dunque la mortalità. Dunque luci puntate sulla tele-cardiologia, attivata a Enna quando a capo dell’azienda sanitaria, che non era un tutt’uno con il nosocomio, c’era ancora Francesco Iudica, intorno al 2011, la trasmissione dei dati (come il tracciato dell’elettrocardiogramma) in tempo reale è al centro di discussioni con la soppressione definitiva del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Piazza Armerina, stabilito di recente nel nuovo piano sanitario regionale. È perciò evidente che la pronta disponibilità, anch’essa in discussione, risulta in questi casi inadeguata e “in ritardo” rispetto all’utilizzo della tele – cardiologia. Il controllo a distanza dei malati cardiopatici gestito dall’Umberto I di Enna avviene sì h24 ma è dedicato solo a specifici pazienti, è necessario chiarirlo. Questa pratica non sostituisce ma piuttosto potenzia il servizio clinico offerto dalla struttura, tanto che il legislatore già nel Piano regionale per la salute 2011/13 definiva la tele – cardiologia: “prerequisito essenziale per la lotta delle malattie cardiovascolari”. “È ormai acquisito che per la gestione ottimale del paziente con infarto è necessario un modello organizzativo coordinato di assistenza – spiega Vasco – Un sistema ben funzionante che si basi sulla diagnosi, sul triage e sul trasporto veloce alla struttura sanitaria più appropriata rappresenta un trattamento di successo e si traduce in una diminuzione della mortalità, per questo è necessario attuare un protocollo unico, che segua le linee guida internazionali. Sarà inoltre necessario garantirne il rispetto e in caso contrario che vengano individuati i vari livelli di responsabilità”. Ma torniamo alle linee guida che prevedono un percorso e delle tempistiche ben precise e applichiamole al territorio ennese alla luce di questo nuovo piano lavoro: il primo passaggio sarebbe l’elettrocardiogramma e trasmissione dati entro 10 minuti dall’arrivo in pronto soccorso, tramite il tele- consulti l’esame viene trasmesso a Enna e si stabilisce, in caso di infarto, se effettuare l’angioplastica primaria (entro 120 minuti) o la trombolisi endovenosa per poi accompagnare il paziente al Sant’Elia di Caltanissetta o in altro ospedale ed effettuare l’intervento necessario. Per fare questo serve realizzare dei percorsi diversificati al triage dei pronto soccorsi. Questa nuova riorganizzazione del lavoro Enna- Piazza Armerina come del resto è già accaduto per Leonforte, che non ha il reparto di Cardiologia, comporterà un ruolo di primo piano per la tele – cardiologia (con il potenziamento, come annunciato della direzione aziendale, della rete per trasmettere i dati) e garantirà maggiore sicurezza ai pazienti con presunto infarto. “Il malato cardiopatico acuto – conclude il primario – ha il diritto ad essere assistito in un ambiente protetto, un reparto dove c’è assistenza continua e apparecchiature adeguate”.

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