Sanità: gli ospedali di Sciacca e Ribera confermati come “Spoke”

Gli Ospedali di Sciacca e Ribera confermati come “Spoke” .
E’ un grande risultato per la collettività che arriva grazie all’impegno ed al lavoro sia a livello locale che nazionale.
Sono anni che il centrodestra e in particolare il nostro Partito si batte a favore dell’Ospedale di Sciacca e a sostegno di una sanità migliore per tutti i cittadini. Il risultato di oggi, con l’ospedale di Sciacca che rientra nella categoria DEA è il frutto di un lavoro serio fatto di azioni concrete e continuative non di semplici belle intenzioni e comunicati stampa. Un lavoro che va avanti da almeno quattro anni.
Voglio ricordare alcuni passaggi:
Già quattro anni fa avevo denunciato un vero e proprio “catalogo” di criticità all’attenzione del ministro della salute Beatrice Lorenzin, elencando i problemi del nostro ospedale. Dalla questione dell’emodinamica, a quella dell’area di emergenza. Un’unità operativa definita da me “in perenne situazione di oggettiva difficoltà per la carenza di personale medico ed infermieristico.
Nel 2014 avevo chiesto ancora al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin l’invio di ispettori all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca e evidenziando la tragica situazione in cui versava l’ospedale avevo scritto all’allora assessore alla Salute Lucia Borsellino che, su questo tema non esitai a definire “latitante”.
Voglio ricordare anche la battaglia per bloccare la prima proposta sul riordino della rete ospedaliera che penalizzava il nostro ospedale e quello di Ribera (settembre 2016) “Come spesso accade sulla questione riguardante il riordino della Rete
ospedaliera in Sicilia con le conseguenti refluenze anche nella provincia
di Agrigento, il Presidente della Regione, Rosario Crocetta mistifica la
realtà”
Voglio ricordare i tanti incontri con i sindaci del territorio alla Direzione generale del Ministero della salute e quelli a Sciacca con l’attuale assessore regionale Baldo Gucciardi e sempre a Sciacca, su mia iniziativa con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla quale abbiamo esposto la situazione con dovizia di particolari.
Questi i fatti che hanno permesso di raggiungere  il risultato tanto atteso e auspicato.
 L’obbiettivo di salvare il “Giovanni Paolo II” è stato raggiunto. Ora lavoreremo tutti insieme per superare le criticità quotidiane espresse dal nostro nosocomio e lamentate per anni da degenti e personale medico e paramedico.

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