Sanità. A Catania dirigenti regionali Ugl a confronto con la segretaria confederale Ballico.

Sanità. A Catania dirigenti regionali Ugl a confronto con la segretaria confederale Ballico.
“Nel privato, urge fermare il crescente e pericoloso ricorso all’esternalizzazione dei servizi.”

Dirigenti sindacali provenienti da tutta la Sicilia per l’incontro che la segreteria regionale della federazione Ugl sanità ha organizzato in occasione della presenza a Catania della neo segretaria confederale Daniela Ballico, già alla guida della compagine sindacale nazionale dei sanitari. E’ stato un pomeriggio di confronto e ricco di spunti utili, quello aperto con i saluti del segretario generale territoriale Giovanni Musumeci, nel corso del quale i presenti si sono confrontati sugli innumerevoli problemi, sui passi in avanti fatti e sulle prospettive che riguardano da vicino il mondo della salute nell’isola. “L’iniziativa si è svolta nell’ambito del ciclo di incontri che per il 2018 abbiamo voluto programmare, anche con la presenza dei vertici nazionali di categoria – spiega il segretario regionale Carmelo Urzì, anch’egli intervenuto durante la riunione. Siamo già pronti alla sfida delle elezioni Rsu in tutte le strutture sanitarie pubbliche in Sicilia, perché vogliamo far crescere il sindacato e far conoscere le sue battaglie, ma nel contempo rimaniamo sempre operativi in quelle private dove abbiamo registrato risultati soddisfacenti nelle azioni di tutela dell’occupazione e dei lavoratori. Esprimiamo un giudizio positivo sui primi atti messi a punto dal nuovo assessore regionale Ruggero Razza, con il quale abbiamo trovato recentemente diversi punti di convergenza. Auspichiamo una nomina in tempi brevi dei direttori generali in tutte le aziende ospedaliere siciliane, così come ci auguriamo che si proceda presto alla nuova designazione dell’amministratore della Seus 118. Nel contempo – prosegue Urzì – siamo molto preoccupati per i ritardi nell’apertura dell’ospedale San Marco di Catania e della definizione di tutta la rete ospedaliera nella regione. Ci auguriamo anche che si provveda a definire meglio la linea di confine tra il pubblico ed il privato. In questo senso si sta inserendo la nostra nuova lotta contro il crescente ricorso alle esternalizzazioni dei servizi da parte dei privati che avviene in barba alla corretta applicazione del lavoro subordinato ed alle quote stabilite, che prevedono un minimo utilizzo della forza lavorativa esterna. Oggi, invece si sta verificando il contrario di ciò, mortificando i lavoratori che vengono così sottopagati e l’efficienza delle prestazioni che le aziende erogano. Un fenomeno che ha dapprima toccato figure professionali come quelle dei pulizieri e degli ausiliari, ma che si sta via via diffondendo anche ad altre professionalità come gli infermieri o i medici, la cui paga mensile è assai lontana dai parametri contemplati in tutti i contratti collettivi nazionali. Siamo di fronte, ad un nuovo mostro, capace di privare chi lavora di ogni diritto basilare e di esporlo al concreto rischio di facile licenziamento. Non possiamo più tollerare, dunque, che buona parte delle aziende sanitarie private allo stato attuale abbiano un organico proprio ridotto al lumicino, mentre il resto delle risorse umane presenti provengono da affidamenti o accordi esterni. Per questo chiederemo un intervento all’assessore regionale, perché si possa fermare questo scempio prima che sia troppo tardi, così da assicurare maggiori tutele e garanzie ai lavoratori della principale industria siciliana quale è la sanità.” A Ballico, invece, sono spettate le conclusioni con uno sguardo sulla situazione nazionale e sulla vicenda contratti. “Abbiamo apertamente contestato la chiusura dell’accordo per il contratto collettivo degli operatori della sanità pubblica, che sminuisce pesantemente i sacrifici fatti dai lavoratori in tutti questi anni. Consapevoli di ciò, per questo, daremo del filo da torcere sulla trattativa per il rinnovo dei contratti del settore privato (Aiop, Ares, Aias) perché dopo 11 anni dall’ultima firma non possiamo permetterci di far perdere ai dipendenti i diritti e la dignità che meritano.”

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