SAN MICHELE ARCANGELO NELL’ARTE E TRADIZIONE RELIGIOSA ENNESE; di Francesco Gatto

SAN MICHELE ARCANGELO

NELL’ARTE E TRADIZIONE RELIGIOSA ENNESE

Cari amici

oggi, 29 settembre la chiesa festeggia i santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. i cui nomi conosciamo attraverso la Sacra Scrittura, per le particolari missioni a loro affidati. Essi sono tra i sette Arcangeli che stanno davanti al trono di Dio e lo servono giorno e notte, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente.

Di questi arcangeli il culto in onore San Michele ad Enna, in passato, fu particolarmente sentito e diffuso a giudicare dalle numerose e significative tracce che riscontriamo nell’arte e nella tradizione religiosa ennese.

San Michele Arcangelo, nella tradizione cristiana è colui che combatte e sconfigge Satana, e nell’iconografia sia orientale che occidentale viene rappresentato, come un combattente, con la spada o la lancia nella mano e sotto i suoi piedi il dragone, simbolo di Satana, sconfitto in battaglia.

Tra i segni del culto micaelico ad Enna il più imponente e significativo è certamente la CHIESA DI SAN MICHELE sita in Piazza Giuseppe Mazzini, l’edificio sacro in stile coloniale spagnolo era ex moschea araba secondo la tradizione.

Al suo interno troviamo nella cappella dedicata all’arcangelo, una PREGEVOLE PALA CHE RAPPRESENTA SAN MICHELE DI FINE SECOLO XVI.

L’Arcangelo è raffigurato mentre trionfa su Lucifero, cioè il diavolo, schiacciato ai suoi piedi, incarnando il simbolo della vittoria del Bene sul Male.

Con vivaci e vari toni di colore, è rappresentato alato, vestito con una armatura di colore ferrigno dotata di una specie di cintura da cui pendono svolazzanti fasce gialle e fornito di calzari rossi. Nella sinistra tiene sguainata una spada con cui ha sconfitto il demonio e nella destra sorregge una bilancia con cui pesa le anime, misurandone vizi e virtù.

UN PREZIOSO PARTICOLARE DA NOTARE IN QUESTA TELA:

Sullo sfondo è visibile il romano Castel Sant’Angelo, l’edificio che fu il mausoleo dell’imperatore Marco Aurelio (121-180 d.C.) e che in epoca cristiana divenne un baluardo a difesa degli edifici vaticani nei cui spazi fu ricavato un ambiente dedicato a San Michele. Nel quadro è raffigurata una processione penitenziale, guidata dal papa Gregorio I, detto Magno ovvero il Grande (540 circa –604 d.C.) che, indossando la tiara pontificia, la effettuò nell’anno 590 per scongiurare il pericolo di una pestilenza. Cosa che avvenne, dopo l’apparizione di San Michele che rinfodera la spada a indicare che l’epidemia è allontanata, motivo per cui il grandioso monumento, sorto come sepolcro imperiale, fu da allora chiamato Castel Sant’Angelo.

Da secoli sulla sua cima era posta una statua dell’Arcangelo (ora di legno, ora di marmo, ora di bronzo…) ma quella che oggi noi vediamo fu realizzata in bronzo nel 1753 da Peter Anton von Verschaffelt, scultore fiammingo (1710-1793).

Nel pregevole pavimento in maiolica troviamo raffigurati i simboli micaelici: l’elmo, la spada e la bilancia.

Nella CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA, in una nicchia, è custodita una STATUA LIGNEA DI S. MICHELE ARCANGELO DI AUTORE IGNOTO XVIII. L’arcangelo è raffigurato in un atteggiamento guerresco contro il male, il diavolo. La statua viene portata in processione durante la festa della Madonna della Visistazione il 2 luglio.

L’interno della CHIESA DELLE ANIME SANTE sormonta da una volta a botte, ornata da stucchi di gesso a figurazioni floreali, possiamo ammirare tra le varie raffigurazioni realizzate dal pittore fiammingo Guglielmo Borremans tra il 1720 ed il 1723, dipinte a fresco, troviamo raffigurato San Michele nella la cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso.

Nella CHIESA DI MONTESALVO SANTA MARIA DEL GESÙ, troviamo una preziosa tela dell’Arcangelo del 1604 opera dell’artista Matteo da Caccamo.

Nel SANTUARIO DI VALVERDE troviamo una bellissima statua lignea dell’arcangelo Michele degli anni 50 che viene portata in processione, nella festa della Madonna di Valverde.

Questi segni che troviamo nell’arte religiosa ennese ci richiamano ancora l’importanza che la tradizione cristiana ha attribuito all’arcangelo Michele, spero cari amici che anche voi impariate a conoscere d’invocare l’aiuto di quest’arcangelo, per averlo a fianco nella quotidiana lotta contro le insidie del male che combattiamo quotidianamente nella nostra mente, nel nostro cuore e nelle relazioni.

Il grido dell’arcangelo Michele “CHI E’ COME DIO? ” è quando mai attuale,

e continua a ripeterlo a ciascuno di noi,

specialmente quando soccombendo nella difficile lotta quotidiana
contro le tentazioni e le lusinghe del male,
mettiamo in discussione il primato di Dio nella nostra vita,
e scivolando nell’idolatria e facciamo sedere altri sul Suo trono.

Cari amici
All’Arcangelo Michele difensore dei diritti inalienabili di Dio,
che sempre ci sostiene nella lotta contro le insidie del male
e a quanti con lui nella preghiera e nel sacrificio
alzano un argine contro le dirompenti forze del male,
dedico questa splendida poesia di Mons. Del Ton.

Arcangelo Michele suona il tuo nome gloria
conduci alla vittoria gli eserciti del ciel.

Empia e spavalda avanza sulla terra
l’atroce bestia ad ogni bene ostil.

Tremor ci assale, poiché in tanta guerra
ci è fiacco il braccio ed ogni sforzo è vil.

Legge è suprema che non sia impunito
chi folle vuol l’Altissimo oltraggiar.

Sospiro degli eletti è l’Infinito,
per lor la terra è un’inviolato altar.

Vieni dunque! O biondo guerriero
la spada d’or lucente
il serpente infernal trafiggerà:
sotto gli auspici tuoi dolce ridente
un’era di pace al mondo brillerà.

Mons. Del Ton.

29.09.2018 Francesco Gatto

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