Rotary Club Enna; il Professore Fasone parla di Start Up innovative e del rapporto tra Università e territorio

In una fredda serata di fine gennaio, che ha offerto un meraviglioso tramonto, il giovane e brillante prof. Fasone, Presidente del Corso di Economia presso l’Università Kore di Enna, ha letteralmente “inondato” il numeroso e attento uditorio con la presentazione di questi nuovi modelli di ricerca e di sostegno dell’economia, intesa quale “scienza della gestione delle scarse risorse volta al soddisfacimento di bisogni umani”.

L’ “innovazione”, ha precisato il relatore, deve essere quindi intesa quale leva per una migliore e più produttiva gestione delle risorse. tendente a superare i vincoli derivanti dalla loro scarsa disponibilità. L’oggetto sociale esclusivo o prevalente delle “Start Up” deve essere quindi legato allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione di “prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”.

Il carattere di innovatività è riconosciuto dalla norma, laddove ricorra alternativamente una delle seguenti condizioni:

– almeno il 15% di spese ascrivibili ad attività di ricerca e sviluppo;

– almeno 1/3 della forza lavoro complessiva costituita da dottorandi, dottori di ricerca, ricercatori o almeno 2/3 con laurea magistrale;

– titolare, depositaria o licenziataria di brevetto registrato o titolare di programma per elanoratore originario registrato.

La Sicilia può contare attualmente 156 Start Up innovative, pari al 4,2% del totale nazionale. Le prime tre regioni italiane per numero di Start Up registrate sono la Lombardia (808 imprese), l’Emilia Romagna (451) e il Lazio (347).

Nella nostra regione. la cui economia si basa principalmente sui prodotti dell’agroalimentare, il modello delle S.U. innovative e le relative misure di sostegno possono rappresentare, secondo il prof. Fasone, una valida leva per:

a) stimolare la ricerca applicata all’interno dei confini aziendali e in generale di sistema;

b) fornire un buon motivo di speranza per attrarre (o forse meglio per trattenere) cervelli sul territorio.

Dopo avere fornito alcuni dati statistici , dai quali è emerso in particolare come in Italia lo sviluppo di questi nuovi avanzati modelli gestionali non abbia sinora fatto registrare gli stessi ritmi di crescita del resto dell’Europa, il relatore ha concluso che, comunque, “la ripresa economica potrà essere affidata alle Start Up Innovative, a condizione che si crei una visione di sviluppo partecipata, in cui i giovani e le eccellenze del territorio possano trovare quell’humus all’interno del quale fare proliferare il seme della loro attività”.

Il particolare tema presentato ha suscitato diverse richieste di integrazioni e di chiarimenti, alle quali il relatore ha fornito ampie e, soprattutto, chiare risposte, nell’auspicio che anche nel nostro territorio si crei un “incubatore di idee” per la nascita e la crescita di nuove imprese.

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