Rinnovamento dello Spirito evento “l’Altra Cucina per un pranzo d’amore”

“L’ALTrA cucina… per un pranzo d’amore”

Un pranzo che si fa incontro d’amore con 1500 detenuti

 

Chef stellati ai fornelli per i pranzi di Natale nelle carceri di

Roma (Rebibbia), Milano (Opera), Modena, Salerno, Palermo

 

Tutto pronto per “L’ALTrA cucina… per un pranzo d’amore”, l’iniziativa promossa da Prison Fellowship Italia Onlus, Rinnovamento nello Spirito Santo e Fondazione Alleanza del RnS Onlus, per offrire a circa 1500 detenuti e detenute un pranzo natalizio preparato da chef “stellati” e servito da testimonial d’eccezione del mondo dello spettacolo, della musica, della televisione, del teatro. Cinque le città coinvolte nella terza edizione: Roma (Rebibbia), Milano (Opera), Modena, Salerno, Palermo (Pagliarelli).

 

L’evento è stato presentato ieri, martedì 20 dicembre nel corso di una conferenza stampa tenutasi al The Church Palace a Roma.

 

Francesca Fialdini, già testimonial delle prime due edizioni dell’evento, ha introdotto la conferenza: «Terzo appuntamento con “L’ALTrA cucina… per un pranzo d’amore”, un evento che è a tutti gli effetti un incontro: tutto intorno a noi ci parla di segni ben diversi, contrari all’amore di cui questi pranzi sono espressione, ma nelle cinque città in cui avranno luogo si vivrà proprio questo: l’incontro con la persona in uno dei luoghi tenuti troppo spesso “in disparte”, perché luoghi di chi è considerato “scarto” della società, “rifiuto”. Vivere da reclusi, da detenuti, senza libertà, privati della libera scelta: a Natale il carcere diventa un luogo in cui incontrarsi, in cui incontrare l’uomo, chiunque esso sia».

 

Ricordando le parole di Papa Francesco dello scorso 6 novembre, in occasione del Giubileo dei detenuti (“Ogni volta che entro in un carcere domando a me stesso: Perché loro e io no? Ogni volta che entro in carcere io sono felice”) Salvatore Martinez ha spiegato il senso dell’iniziativa ai presenti: «Varcare insieme le porte di un carcere, con la passione che viene dalla fede in Dio e dalla fiducia nell’uomo, significa dare credito alla speranza, costruire con speranza il futuro delle nostre società e comunità locali, troppo spesso arretrate da pregiudizi e risentimenti che rendono noi i veri prigionieri, come ben ci ricorda Papa Francesco, così alle strette nel nostro cuore da non potere fare spazio alla vittoria del bene sul male, della fraternità sull’individualismo… Quanto sia importante per le nostre società tornare ad essere “misericordiose” ce lo detta lo spirito del tempo nel quale siamo immersi. Le nuove generazioni sono sempre più irretite da una cultura dello scarto, dell’indifferenza, della corruzione, del malaffare, che finiscono con il generare nuovi “poveri e carcerati” e soprattutto incattivire il cuore della gente. Noi crediamo fortemente che spetta a noi, alla società civile, ristabilire un vero rapporto tra giustizia e misericordia».

 

Ha presentato l’intero programma dei pranzi nelle carceri Marcella Reni, ricordando gli appuntamenti a Roma, Milano, Modena, Salerno, Palermo. Il Presidente di Prison Fellowship Italia si è soffermata, inoltre, sul ruolo della giustizia riparativa, «un lavoro sottile, molto faticoso e lungo ma profondamente fecondo, che agisce nel cuore dell’uomo, di ogni uomo, anche di quei detenuti che vivono regimi carcerari particolarmente ristrette».

 

Presente lo chef Carmine Giovinazzo che ha sottolineato le parole del Santo Padre: «Vengo da un quartiere borderline e anche io mi sono posto più volte questa domanda. Tutti potremmo essere al posto dei detenuti, a volte basta un errore. Quando sono stato invitato a prendere parte a questa iniziativa ho lasciato tutti gli impegni lavorativi, gli impegni personali: ho messo da parte ogni cosa per esserci, perché so che farà bene a me stesso ancor prima che agli altri».

Particolarmente sensibile alla causa, per la prima volta il cantautore Amedeo Minghi è tra gli artisti de “L’ALTrA cucina”. Minghi sarà presente a Rebibbia: «Entrare in un carcere non è facile: tutti noi siamo pronti a regalare questa giornata meravigliosa lasciando a chi quotidianamente vive quei luoghi, il grande segno di un’umanità attenta e di un ricordo vivo».

L’ALTrA cucina… per un pranzo d’amore”

Pranzi “stellati” per detenuti e detenute di 5 carceri:

i dettagli delle iniziative di

Roma (Rebibbia), Milano (Opera), Modena, Salerno, Palermo (Pagliarelli)

L’ALTrA cucina… per un pranzo d’amore” è un’iniziativa promossa da Prison Fellowship Italia Onlus, Rinnovamento nello Spirito Santo e Fondazione Alleanza del RnS Onlus per offrire a circa 1500 persone – tra detenuti, detenute, familiari e volontari – un pranzo natalizio preparato da Chef “stellati” e servito da testimonial del mondo dello spettacolo, della musica, del teatro, della televisione.

Dopo il felice esito delle due esperienze realizzate il 24 dicembre 2014 nel carcere di Rebibbia e il 23 dicembre 2015 a Rebibbia (Roma), Casal del Marmo (Roma), Opera (Milano), Sant’Anna (Modena), Pagliarelli (Palermo), quest’anno l’evento avrà luogo il 22 dicembre ancora a Rebibbia, Opera, Sant’Anna, Pagliarelli e, per la prima volta, a Salerno.

Nella Casa Circondariale femminile di Rebibbia sarà Cristina Bowerman a cucinare per 320 detenute. Il pranzo verrà servito alle ore 12.30 con l’aiuto e la partecipazione di Amedeo Minghi, Francesca Fialdini, Arianna Ciampoli, Michele La Ginestra, Linda Batista, Dana Ferrara, Giuseppe Massimiliano Falcone, i comici Nino Taranto, Francesca Di Cataldo, Marco Passiglia. Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito e della Fondazione Alleanza del RnS Onlus, sarà presente a Rebibbia.

Nella Casa di reclusione Opera di Milano, Tommaso Arrigoni preparerà il pranzo per 60 detenuti del carcere, riuniti per l’occasione con 60 familiari;  parteciperanno Barbara Benedettelli, il comico Pino Campagna, i Notte New Trolls, Giusy Versace, Piero Salvatori, Mago Linus. Il pranzo inizierà alle ore 13.00, dopo la Celebrazione della Messa di Natale, in programma alle 11.00. Dopo il pranzo, la giornata prosegue nel teatro del carcere con uno spettacolo per i detenuti. Saranno presenti mons. Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura, la carità, la missione e l’azione sociale per la Diocesi di Milano; Marcella Reni, presidente di Prison Fellowship Italia Onlus; Lorenzo Pasquariello, membro di Comitato nazionale per l’area Pastorale.

Nella Casa circondariale Sant’Anna di Modena Carmine Giovinazzo cucinerà per 420 detenute e detenuti. Anche qui, prima del pranzo, alle ore 11.00, i detenuti avranno la possibilità di riunirsi nella “falegnameria” per uno spettacolo in cui si esibiranno Nek, i comici del Trio d’Italia e Davide Del Fiume. Saranno presenti don Angelo Lovati, delegato vescovile, e Federico Luzietti, membro di Comitato nazionale per l’area Formativa.

Nella Casa circondariale di Salerno Lorenzo Cuomo sarà ai fornelli per 90 detenuti. Prima del pranzo, i detenuti si ritroveranno nel teatro del carcere per uno spettacolo che vedrà la presenza di Maurizio Casagrande, Alessandro Greco, Beatrice Bocci, i musicisti Massimiliano D’Alessandro, Sara Jane, Gianni Testa. Sarà presente Amabile Guzzo, direttore RnS.

A Palermo, nella Casa Circondariale Pagliarelli, 320 detenuti gusteranno i piatti preparati da Pietro D’Agostino. Allieteranno il pranzo che verrà servito alle ore 12.30, il comico siciliano Manlio Dovì, i ballerini Alessandra Tripoli e Luca Urso, il presentatore Massimo Minutelli. Sarà presente Luciana Leone, direttore edizioni RnS.

La realizzazione dei pranzi è stata possibile grazie a: Tenuta Fontana (BN), Gambero Rosso, The Church Palace.

Inoltre si segnala che

a Roma, per i figli delle detenute di Rebibbia Coco Mat (fondata ad Atene nel 1989, leader nel mondo per la produzione del “sistema letto”) regalerà cuscini a forma di cuore;

a Roma, l’Azienda agricola Biasiotto (BL) offre vino spumante ai detenuti e alle guardie della Polizia penitenziaria;

a Roma e a Milano, l’Azienda Loison Pasticcieri dal 1938 offre i panettoni ai detenuti e alle famiglie;

a Milano, l’Azienda Rigoni di Asiago offre 60 vasetti della rinomata crema Nocciolata ai bambini dei detenuti della Casa di reclusione di Opera;

a Milano, Confartigianato Regione Lombardia contribuisce alle spese del pranzo;

a Modena e a Roma (Casal del Marmo) la Pasticceria Luigi Biasetto, Coupe du Monde de la Pâtisserie 1997, offre 250 panettoni ai detenuti delle due Case di reclusione;

a Salerno, Eccellenze Campane (contenitore di piccole imprese operanti nel settore enogastronomico, impegnato nella promozione e valorizzazione delle eccellenze agroalimentari coniugando la qualità, la tipicità, la cultura e la tradizione con i concetti di sostenibilità, accessibilità, economicità, informando ed educando su provenienza e lavorazione dei prodotti) donerà i dolci di Natale ai 90 detenuti della Casa circondariale;

a Salerno, Caseificio Mail di Bellizzi (SA) della famiglia Raimondo offre prodotti caseari per la preparazione del pranzo dello Chef Lorenzo Cuomo;

a Salerno, il Panificio “Dal Fornaio” di Salerno, della famiglia Fortunato offre agli ospiti del pranzo della Casa cirondariale il pane e prodotti da forno;

a Palermo, l’Azienda agricola “Tenuta Duca” e l’Azienda agricola “Tenuta San Francesco” di Gela (CL) donano le carni per i pranzi di Opera (MI) e Pagliarelli (PA);

a Palermo, lo Chef Carmelo Criscione, pasticciere della Petit Cafè Nobel (tra i leader del catering e banqueting in Sicilia), offrirà 500 cannoli siciliani ai detenuti;

a Palermo, Borzì Viaggi (agenzia viaggi di Palermo) offrirà i grembiuli;

a Palermo, i Gruppi RnS di Misilmeri (PA) “Cuore Immacolato di Maria” e “Maria” in occasione dei 40 anni della presenza del RnS a Misilmeri, offriranno il pane come gesto simbolico di unità; la Comunità dell’Amen e il Rinnovamento della diocesi di Palermo curano l’organizzazione logistica, la presenza dei volontari e parte della spesa.

 

Intervento del dott. Salvatore Martinez

Presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo

e della Fondazione Alleanza del RnS

«Amo tanto andare in carcere, ma non che mi portino in galera! …Ogni volta che io entro in un carcere, domando a me stesso: “Perché loro e io no?”. Io non sono meno peccatore di loro, ma il Signore mi ha preso per mano. Anche questo lo sento. E quando vado in carcere sono felice».

Così si è espresso più volte Papa Francesco, ancora per il Giubileo dei Carcerati, il 6 novembre u.s. in occasione dell’Anno straordinario della misericordia. In questa circostanza, il Santo Padre ha voluto meglio precisare il senso di questa espressione: “Perché loro e io no?”.

«Tutti abbiamo la possibilità di sbagliare: tutti. In una maniera o nell’altra abbiamo sbagliato. E l’ipocrisia fa sì che non si pensi alla possibilità di cambiare vita: c’è poca fiducia nella riabilitazione, nel reinserimento nella società. Ma in questo modo si dimentica che tutti siamo peccatori e, spesso, siamo anche prigionieri senza rendercene conto. Quando si rimane chiusi nei propri pregiudizi, o si è schiavi degli idoli di un falso benessere, quando ci si muove dentro schemi ideologici o si assolutizzano leggi di mercato che schiacciano le persone, in realtà non si fa altro che stare tra le strette pareti della cella dell’individualismo e dell’autosufficienza, privati della verità che genera la libertà. E puntare il dito contro qualcuno che ha sbagliato non può diventare un alibi per nascondere le proprie contraddizioni».

Varcare insieme le porte di un carcere, con la passione che viene dalla fede in Dio e dalla fiducia nell’uomo, significa dare credito alla speranza, costruire con speranza il futuro delle nostre società e comunità locali, troppo spesso arretrate da pregiudizi e risentimenti che rendono noi i veri prigionieri, come ben ci ricorda Papa Francesco, così alle strette nel nostro cuore da non potere fare spazio alla vittoria del bene sul male, della fraternità sull’individualismo.

Troppa gente, ogni giorno, mangia il pane del dolore e beve il calice della tristezza per una condanna, giusta o ingiusta, legata ad una colpa, vera o presunta.

Quanto sia importante per le nostre società tornare ad essere “misericordiose” ce lo detta lo spirito del tempo nel quale siamo immersi. Le nuove generazioni sono sempre più irretite da una cultura dello scarto, dell’indifferenza, della corruzione, del malaffare, che finiscono con il generare nuovi “poveri e carcerati” e soprattutto incattivire il cuore della gente.

Noi crediamo fortemente che spetta a noi, alla società civile, ristabilire un vero rapporto tra giustizia e misericordia.

Non sono due aspetti in contrasto tra di loro, ma due dimensioni di un’unica realtà. La giustizia è un concetto fondamentale per la società civile quando, normalmente, si fa riferimento a un ordine giuridico attraverso il quale si applica la legge. Per giustizia s’intende anche che a ciascuno deve essere dato ciò che gli è dovuto. Questa visione, tuttavia, ha portato non poche volte a cadere nel legalismo, mistificando il senso originario e oscurando il valore profondo che la giustizia possiede.

Il richiamo all’osservanza della legge non può ostacolare l’attenzione per le necessità che toccano la dignità delle persone. La misericordia non è contraria alla giustizia ma esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità per ravvedersi, convertirsi e credere. La misericordia corregge la giustizia, specie quando appare insopportabile fino a divenire ingiusta. La misericordia tempera la giustizia, la modera, la rende umana, la rende capace di umanizzare, di conservare la dignità di una persona a prescindere dal peccato o dal reato che ha commesso.

La giustizia da sola non basta e l’esperienza insegna che appellarsi solo ad essa rischia di distruggerla. Per questo un credente sa che Dio va oltre la giustizia con la misericordia e il perdono. Ciò non significa svalutare la giustizia o renderla superflua, al contrario. Chi sbaglia deve scontare la pena. Solo che questo non è il fine, ma l’inizio della conversione, di una redenzione, di un cambiamento di vita, di prospettiva.

C’è un’espressione di Fëdor Dostoevskij che sono certo non possiamo non apprezzare: «Molti uomini non conoscono la pietà, ma conoscono solo la giustizia: per questo sono ingiusti. La vera giustizia è rigorosa, non rigida; è esigente, ma non implacabile; è severa, ma non odiosa».

Il gesto che vogliamo compiere giovedì 22 dicembre, e che rientra tra le “opere di misericordia corporale” – visitare i carcerati – sarà davvero una “speciale visita” che credenti e non credenti, uomini e donne di buona volontà vogliono gratuitamente e generosamente offrire per un “altro Natale” all’insegna di un’“altra cucina” e dunque di un’“altra fraternità” possibili.

In un tempo che esalta le diversità e che spesso non riesce ad armonizzarle o a riconciliarle, così che poi finiscono con l’essere mortificate o con l’entrare in conflitto, noi e tanti amici vogliamo essere giusti testimoniando che è possibile essere “diversamente misericordiosi”, trovando “il gusto” sì di piatti prelibati ben preparati da chef stellati, ma ancor più e ancor prima il “gusto” di essere veramente uomini e donne incarnati tra le piaghe dolorose di questo nostro tempo.

Perché in realtà, noi crediamo che ogni uomo è sempre lo spazio di un miracolo d’amore e che solo la sofferenza ha il potere d’insegnarci questo e di ridarci la giusta misura del nostro vivere condividendo la vita.

Ecco allora la possibilità di un’altra cucina; di un altro spettacolo; di un altro modo di mettere i primi a servizio degli ultimi, facendoli incontrare e gioire insieme, senza riserve, senza limiti alla generosità e alla creatività umana.

Se la Provvidenza continuerà ad assisterci, vogliamo che questa tradizione iniziata due anni fa e quest’anno ripetuta in 5 Case circondariali possa diventare una bella tradizione per il nostro Paese. Siamo certi che altri ancora si faranno nostri compagni di cammino e che insieme, in modo creativo, intelligente, propositivo, potremo offrire ai carcerati, agli ex carcerati e alle loro famiglie, vie di redenzione autentiche e integrali che vedano impegnate in modo più equo e solidale le migliori risorse afferenti al mondo delle imprese, del lavoro, della cultura.

Potremo così sfatare l’idea che i prigionieri siano solo i carcerati, dei quali ci ricordiamo di tanto in tanto, magari una volta l’anno, a Natale, per compiere un gesto di bontà.

Aiutateci ad «annunciare la liberazione ai prigionieri», come chiede Gesù (cf Lc 4, 11-12), che non significa “tirarli fuori” da un carcere per dar loro la parvenza della libertà, né stare a fare convegni per costruire provvedimenti “sfolla carceri”, senza anima. Piuttosto impegnarci insieme, come credenti e cittadini, a disegnare e proporre insieme cammini di conversione autentici, a difesa della dignità dell’uomo, degli offesi e degli offensori, attraverso i quali ogni uomo possa esperimentare la vera libertà dal male, possa crescere nella libertà di compiere il bene, possa produrre per sé e per gli altri un destino di libertà.

Fondazione Alleanza del RnS

Promossa dall’Associazione “Rinnovamento nello Spirito Santo” opera esclusivamente nel rispetto degli indirizzi morali, religiosi e culturali dell’Ente fondatore.

Persegue in particolare lo scopo di sensibilizzare, orientare e far comprendere l’azione e le finalità della vita nuova nello Spirito in ambito sociale, culturale ed educativo.

Promuove, attraverso manifestazioni, seminari, convegni, progetti di assistenza e di solidarietà, attività ricreative e di solidarietà, una migliore formazione religiosa, culturale e sociale degli associati, dei partecipanti e dei simpatizzanti del RnS, nonché di tutti coloro che intendano porre al servizio della Chiesa Cattolica i doni e i talenti ricevuti dallo Spirito Santo per il bene comune.

Opera soprattutto a vantaggio dei carcerati, degli immigrati, delle persone socialmente disagiate con progetti sistemici di inclusione e di sviluppo che abbiano in special modo al centro la famiglia.

Nella Repubblica Moldova, d’intesa con la Chiesa Cattolica del Paese, svolge da 13 anni attività di sostegno e di specializzazione in ambito socio assistenziale e socio sanitario, anche mediante appositi protocolli statuiti con Enti e Istituzioni pubbliche. A Chisinau, capitale moldova, possiede e gestisce un Centro missionario.

Presentazione

Prison Fellowship Italia si inserisce all’interno della più vasta organizzazione mondiale Prison Fellowship International (PFI), con sede negli Stati Uniti d’America, che opera da oltre trent’anni nelle carceri ed è attiva in 115 sedi nazionali in tutto il mondo (divenute centosedici con l’aggiunta dell’Italia).

Il suo atto costitutivo risale al 7 dicembre 2009, a Rimini, in occasione della XXXIII Conferenza Nazionale Animatori del movimento cattolico Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS). Durante la Conferenza, il direttore del RnS Marcella Reni – presidente di Prison Fellowship International per l’Italia – ha accolto il presidente mondiale PFI Ronald W. Nikkel all’interno del simposio dedicato all’evangelizzazione nelle carceri.

Prison Fellowship International

Prison Fellowship Italia nasce dall’esperienza statunitense dell’organizzazione omonima che, a partire dal 1976, per opera di Charles W. Colon (braccio destro del presidente Richard Nixon e coinvolto nel caso Watergate) ha dato il via a una missione di recupero e riqualificazione dei detenuti, anche attraverso l’evangelizzazione delle carceri, luogo degli ultimi per eccellenza.

L’organismo originario ha successivamente avuto una sua continuità all’interno dei diversi continenti, come risposta a un sempre crescente affollamento delle carceri che (indipendentemente dai Paesi in cui queste sono costituzionalmente intese come luogo di rieducazione o meno) salgono agli onori della cronaca soprattutto per episodi di violenza, difficoltà di condivisione di spazi il più delle volte inadeguati, finendo con il diventare concausa di ulteriori esasperate azioni da parte degli stessi detenuti. Per questa ragione, a partire da Prison Fellowship si sono diramate una serie di organizzazioni indigene riconosciute locali e quindi legate a un tessuto sociale particolare, che tenesse conto delle necessità inerenti il sistema carcerario del singolo Paese. Motivo per cui, in molte occasioni si parla di un volontariato trans-confessionale che consideri l’appartenenza religiosa dei detenuti.

Ciò che ha ispirato il fondatore Charles Colson e i suoi primi collaboratori è un lavoro di recupero e di rivalutazione del detenuto che parta dalla dignità di uomo, dalla sua condizione di figlio di Dio indipendentemente dalla confessione religiosa particolare. 

L’obiettivo italiano è sviluppare nel Paese alcuni dei progetti portati avanti dall’organizzazione internazionale, individuando un punto di inizio nel Progetto Sicomoro che promuove, nell’ambito della Giustizia Riparativa, un’ottica innovativa rispetto a una politica di rieducazione genericamente intesa: in questo caso, attori in causa sono i detenuti insieme alle vittime dei reati, parte attiva e passiva rispetto all’esecuzione dell’atto criminoso in un percorso comune di assunzione di responsabilità, perdono e riparazione. 

Tutte le attività di Prison Fellowship Italia godono del patrocinio del Ministero di Giustizia. 

Rinnovamento nello Spirito Santo

Breve presentazione

Origini

Il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) si sviluppa in Italia agli inizi degli anni ’70 e si configura oggi come un movimento ecclesiale. È l’espressione della grande corrente di grazia denominata “Rinnovamento Carismatico Cattolico” o più semplicemente “Rinnovamento”, inaspettatamente esplosa alla chiusura del Concilio Vaticano II, in America. Oggi il Rinnovamento è diffuso in 204 Paesi dei cinque continenti fra circa 100 milioni di cattolici e assume nelle varie nazioni stili, forme di vita e stati giuridici diversi fra loro.

La grazia del Rinnovamento cattolico è parte di un movimento di risveglio carismatico suscitato dallo Spirito ancora più grande, per così dire “trasversale”, che sta attraversando le tre grandi tradizioni cristiane – cattolica, evangelica e ortodossa – coinvolgendo, secondo le ultime stime dei sociologi, oltre 400 milioni di cristiani che si sforzano di testimoniare una vita nuova nello Spirito a partire dalla riscoperta della grazia pentecostale dell’effusione dello Spirito.

L’esperienza carismatica che contraddistingue il Rinnovamento non ha un fondatore, come tante altre realtà ecclesiali, né un carisma particolare da segnalare alla Chiesa e al mondo, ma vuole contribuire a ridestare la struttura fisiologica dell’esistenza cristiana che è, per sua natura, un’esistenza “nello Spirito Santo”.

Missione

Il Rinnovamento è uno strumento ecclesiale per una nuova comunicazione spirituale della fede e non rappresenta in se stesso una nuova spiritualità; il suo dinamismo è orientato al rinnovamento di tutta la Chiesa, in tutte le sue manifestazioni vitali e in tutte le sue diverse componenti. Pertanto il Rinnovamento è aperto a tutti, ad ogni categoria ecclesiale e sociale, senza distinzioni di età, di sesso, di ceto, perché tutti possano esperimentare la novità di una vita cristiana vissuta secondo lo Spirito e i suoi carismi.

Diffusione

Il Rinnovamento nello Spirito Santo è capillarmente diffuso in tutte le Diocesi d’Italia. Si compone di oltre 200.000 aderenti aggregati in circa 1850 Gruppi e Comunità. I suoi Statuti sono approvati dalla Conferenza Episcopale Italiana e riconosciuti dalla Santa Sede nella forma giuridica di un’Associazione privata di fedeli. Responsabili e animatori guidano a carattere locale, diocesano, regionale e nazionale i gruppi, le comunità, i ministeri, le scuole di formazione, le nove missioni all’estero, i progetti di evangelizzazione dedicati ai giovani, alle famiglie, ai sofferenti. Una Sede nazionale, alcune Cooperative e Fondazioni, assicurano la diffusione, l’organizzazione e l’amministrazione del Movimento.

Eventi e attività

Da 39 anni il RnS organizza a Rimini una Convocazione Nazionale, un evento di “popolo” unico in Europa, per la presenza di Cardinali e Vescovi, delegati ecumenici, sacerdoti (non meno di quattrocento), testimoni da tutto il mondo, famiglie, giovani, ragazzi e bambini che, insieme, testimoniano il volto di una Chiesa fraterna. Dal 1998 al 2005, il Santo Padre Giovanni Paolo II e successivamente Benedetto XVI si sono sempre resi presenti alla Convocazione mediante una lettera autografa o messaggi dedicati.

Nel 2014 (1-2 giugno), la tradizionale Convocazione di Rimini si è spostata a Roma, allo Stadio Olimpico, con l’eccezionale presenza del Santo Padre Francesco. L’evento ha visto la partecipazione di oltre 52.000 persone e 2000 partecipanti da più di 60 Paesi del mondo.

Ancora nel 2015 (3-4 luglio), la 38a Convocazione del Rinnovamento nello Spirito Santo si è svolta a Roma: il 3 luglio in piazza San Pietro con una speciale e inedita Preghiera/concerto ecumenico con delegati di tutte le confessioni cristiane e il concerto di Andrea Bocelli, Noa, Don Moen e Darlene Zschech. Papa Francesco ha presenziato e tenuto la sua Udienza al RnS alla presenza di 35.000 fedeli. Il 4 luglio la Convocazione è proseguita allo Stadio Olimpico con la presenza di 25.000 persone.

Tra le principali attività del RnS si segnalano:

  • la Comunità missionaria in Repubblica Moldova (il Paese più povero d’Europa);

  • Missioni permanenti in Svizzera, Germania, Francia, Israele, Stati Uniti, Canada, Messico, Australia;

  • la Casa “Famiglia di Nazareth” a Loreto dedicata alla formazione e all’accompagnamento delle famiglie;

  • il Servizio Nazionale della Musica e del Canto, un’orchestra sinfonico-ritmica di 100 elementi, che da oltre 20 anni produce un cd musicale live unico nel suo genere;

  • le Edizioni RnS, che danno alle stampe un mensile, un trimestrale, 20 libri inediti ogni anno, collane audiovisive di formazione e di evangelizzazione;

  • il Progetto Unitario di Formazione, un itinerario biblico di riscoperta e di maturazione della fede cadenzato su vari livelli, aree e temi fondamentali della spiritualità carismatica con schede monotematiche;

  • il Progetto “Roveto Ardente”, una riscoperta dell’adorazione eucaristica con animazione carismatica promosso da San Giovanni Paolo II in piazza San Pietro alla vigilia della Pentecoste 2004.

  • Il Progetto “Dieci Piazze per Dieci Comandamenti”, iniziativa di evangelizzazione promossa nelle undici maggiori città italiane tra settembre 2012 e ottobre 2013, dedicata alla riscoperta del Decalogo attraverso l’arte, la musica, la letteratura, le testimonianze, il dibattito sui grandi temi della legge naturale.

La Santa Sede ha affidato al Rinnovamento nello Spirito, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Famiglia – oggi Dicastero Famiglia, Vita e Laici – la costruzione e la gestione del “Centro Internazionale Famiglia per la Famiglia” che sorgerà in Terra Santa, a Nazareth, per volontà di Papa Benedetto XVI, dedicato alla spiritualità, alla formazione e all’evangelizzazione delle famiglie di tutto il mondo attraverso la erezione di una Fondazione Vaticana denominata “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth”. La Fondazione di diritto pontificio ha sede nella Città del Vaticano ed è stata istituita su disposizione di Benedetto XVI il 15 ottobre 2013, affidata alla gestione del RnS in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Incarichi

Alla guida del RnS dal 1997 come Presidente nazionale è Salvatore Martinez, che è anche Presidente della Fondazione Vaticana “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth”. Consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, è Consultore uscente dei due Dicasteri Vaticani riformati da Papa Francesco, il Pontificio Consiglio per i Laici e il Pontificio Consiglio per la Famiglia. L’attuale Coordinatore nazionale è Mario Landi, il Direttore è Amabile Guzzo, il Consigliere spirituale nazionale è Don Guido Maria Pietrogrande sdb.

 

 

 

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