Riforma nella Pubblica Amministrazione, l’opinione di Angiolo Alerci

LETTERA APERTA PER

LA MINISTRA DELLA RIFORMA DELLA P.A.

MARIANNA MADIA

ROMA

Egregia Ministra,

ho seguito e continuo a seguire con particolare interesse i provvedimenti varati nel corso della sua permanenza al Ministero della riforma della Pubblica Amministrazione.

Fatti che continuano ad accadere in molte regioni d’Italia, portati continuamente all’attenzione, mi hanno spinto ad indirizzarle questa mia nota per farle una proposta che, se lo riterrà opportuno, potrà inserirla in uno dei prossimi provvedimenti che sottoporrà all’attenzione del Parlamento.

I media in questi giorni hanno portato a conoscenza di tutti il grave fatto accaduto per il crollo del ponte sulla superstrada Milano-Lecco

Sono in corso iniziative per accertare le responsabilità di coloro i quali, a conoscenza dell ‘imminente pericolo, non sono intervenuti in tempo, ma non si deve escludere la ricerca di altre responsabilità che possono riguardare l’impresa che ha effettuato i lavori, la direzione dei lavori e i collaudatori.

In Sicilia, purtroppo, di analoghi eventi ne abbiamo avuto tanti.

– Nel maggio del 2009 si è verificata la rottura di un giunto che ha causato il crollo del viadotto “Geremia 2°” della Strada Statale 646 Caltanissetta-Gela, a distanza di soli tre anni dalla sua inaugurazione;

– nell’estate del 2014 si verificato il crollo del viadotto “Petrella” della Strada Statale 626 Ravanusa-Licata;

– il 30 dicembre 2014 si verificato il crollo del viadotto “Scorciavacche” della strada Statale Agrigento-Palermo, inaugurato in “pompa magna” esattamente una settimana prima alla vigilia del Natale, ancora non collaudato;

– nell’ aprile 2015 si è verificato il crollo del viadotto “Imera” dell’autostrada Catania Palermo, a causa di una grossa frana individuata e seguita da oltre dieci anni.

La maggiore responsabilità oggi è riservata ai collaudatori i quali vanno scelti tra coloro quali “ non sia intervenuto in nessun modo nella progettazione,direzione ed esecuzione dell’opera” così come previsto dall’art.67 del testo unico per l’edilizia

(decreto n.380 del 6 giugno 2001).

I collaudi delle grandi opere vengono effettuati con prelievi “ a campione” ed è facile intuire come in molti casi i “campioni” vengono scelti documentando così, ad esempio, la regolare composizione della malta cementizia, causa prima di tutti i disastri verificatisi.

Inoltre la stessa legge prevede che che la nomina dei collaudatori spetta al committente che “ ha l’obbligo di comunicarla al Genio Civile entro 60 giorni dalla ultimazione dei lavori.”.

Questa norma determina quello che normalmente accade: il collaudo delle opere avviene dopo molti mesi e spesso dopo anni dalla loro ultimazione.

Il collaudatore dovrebbe essere nominato contemporaneamente al Direttore dei lavori, dal momento che le diverse funzioni non sono incompatibili, mentre assicurerebbe invece un serio controllo nel corso delle opere e si eviterebbero quei collaudi pilotati, causa prima di tutti i disastri verificatisi.

Si tratta di una “piccola”modifica che individuerebbe immediatamente il responsabile, nel caso di “ difetti” nella realizzazione delle opere.

Conoscendo bene la sua sensibilità, sono certo che questa mia proposta sarà attentamente valutata dagli organismi di competenza.

Con l’augurio di buon lavoro

Angiolo Alerci

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