Rifiuti; la Coop. Liberambiente Enna “Su di noi avviata la macchina del fango”

In seguito alla protesta delle lenzuola, organizzata dal comitato ENNA PULITA, che ha imbiancato numerosi balconi ennesi, è partita, nei confronti della cooperativa LiberAmbiente Enna, gestore dell’ecopunto, una vera e propria “macchina del fango”. Sono state infatti messe in giro numerose voci secondo cui l’ecopunto sarebbe illegittimo e un onere aggiuntivo nella gestione dei rifiuti e che la cooperativa sarebbe al centro di maneggi di denaro pubblico.

La cooperativa LiberAmbiente Enna rispose, nel lontano 2012, a una Manifestazione d’Interesse del Comune di Enna sulla promozione e l’incremento della raccolta differenziata, proponendo l’ecopunto. Alla Manifestazione seguì un Protocollo d’Intesa. Tutto pubblico, legale e trasparente.

Sfidiamo chiunque a trovare fatture emesse dal Comune di Enna a favore della cooperativa LiberAmbiente Enna. I bilanci comunali sono pubblici e chiunque può accedervi per verificare, sia gli amministratori che i comuni cittadini. Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti la nostra iniziativa ha contribuito a fare risparmiare al Comune circa 100.000 euro, certo poca cosa se consideriamo che un solo diregente ATO percepisce uno stipendio di circa 160.000 euro annui.

Ribadiamo che l’ecopunto ha svolto la propria attività in un locale di proprietà dei soci della cooperativa dove, per intenderci, se solo si volesse, si potrebbe ricominciare già da domani. Abbiamo proposto all’Amministrazione soluzioni logistiche a 360°, sempre a costo 0 per il Comune, e nessuna di queste soluzioni è stata presa in considerazione.

Altre realtà simili all’ecopunto sono aperte o stanno aprendo in tutta la Sicilia, rispondendo alle linee guida della legge regionale. Queste realtà seguono lo stesso iter burocratico che la cooperativa LiberAmbiente Enna ha percorso per l’apertura dell’ecopunto di Enna. Il “modello ecopunto” viene visto altrove come una soluzione talmente vantaggiosa che le amministrazioni comunali contribuiscono anche economicamente all’apertura e alla gestione. Tutto questo per l’ecopunto di Enna NON era previsto, né la cooperativa LiberAmbiente Enna l’ha mai richiesto: le spese, gli oneri fiscali e gli stipendi sono sempre stati a carico della cooperativa.

Se c’è una cosa che ci si può imputare è una gestione legalitaria e trasparente del ciclo dei rifiuti, cosa che in questo settore è scomoda.

Se questa amministrazione, a differenza di quanto detto in campagna elettorale, non vuole più l’ecopunto, lo dica apertamente, assumendosene le responsabilità, ma che non dia più adito al fango!

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