Resistenza ed Antimafia; Piergiovanni Zaffora Anpi Enna “Indignarsi non basta”

INDIGNARSI NON BASTA

Giorni fa il Teatro Garibaldi di Enna ha ospitato un convegno sul tema della Resistenza ed Antimafia trattato come unica battaglia, come unico filo rosso lungo settantacinque anni, evento organizzato dal Comitato provinciale dell’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia.
Da un lato Claudio Fava, Presidente della Commissione antimafia del Parlamento siciliano, dall’altro Ottavio Terranova, Vice presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, hanno messo in evidenza che la tensione morale che spingeva dei semplici cittadini a diventare partigiani è la stessa che segna l’operato di molti magistrati e uomini delle Forze dell’Ordine che combattono la mafia: ristabilire la legalità.
Smarrita nel ventennio fascista, dimenticata nei giorni nostri.
Claudio Fava è destinatario di nuove minacce perché la Commissione che presiede si occupa dell’intricato malaffare Montante, Michele, un cittadino di Centuripe, è destinatario di minacce perché difende il proprio territorio da speculazioni velenose e pretende il rispetto dei propri diritti. Tutto questo e molto altro abbiamo ascoltato quella sera, la lettura attualissima degli scritti di Giovanni Falcone e l’attualità ancora più incalzante della lettera scritta agli amici da Giacomo Ulivi, fucilato a Modena nel 1944 all’età di diciannove anni, quando scrive “ che nel desiderio della quiete è il segno dell’errore”; anche oggi noi preferiamo vivere tranquilli non facendoci prendere dalla difesa della cosa pubblica che oggi viene minacciata da una minoranza inadeguata moralmente ed intellettualmente, la cosiddetta apatia politica che riporta alla mente la poesia che recita sulla deportazione avvenuta ad opera dei nazisti di “ zingari, ebrei, comunisti, nell’indifferenza di tutta la società, ed alla fine non rimane nessuno a protestare quando vennero a prendere me”.
Bisognava andare a teatro quel giorno a portare solidarietà, condivisione, speranza per uscire da una solitudine in cui, gli specialisti ed i populisti della politica ci vogliono relegare. E’ stato importante esserci per avere ridato senso alle tante vite sacrificate di partigiani e di vittime di mafia, per cogliere l’essenza della nostra democrazia che non cerca la nostra indifferenza ma vuole la nostra partecipazione.
Andare ad ascoltare è stato un obbligo morale al quale nessuno doveva sottrarsi, pena la perdita dell’umanità ed, ancora di più, delle libertà repubblicane. Mi auguro che l’ANPI di Enna riesca ad organizzare altri momenti di confronto di tale levatura.
Bisognava andare per cantare Bella ciao.

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