RENZI NON CAMBIA: l’opinione di Angiolo Alerci

RENZI NON CAMBIA

Nei giorni scorsi Renzi ha dichiarato che non si ricandiderà alla primarie per la elezione del nuovo segretario del P.D. e, nello stesso tempo, ha comunicato che Gentiloni sarà il prossimo candidato del P.D. per la Presidenza del Consiglio.
E’ lo stesso Renzi che, dopo avere affermato di fare “ soltanto” il Senatore, all’improvviso in occasione di una intervista rilasciata in TV a Fazio, ha anticipato quella che sarebbe stata la decisione della Direzione del Partito appositamente convocata, rendendola formalmente e sostanzialmente inutile e ridicolizzando coloro i quali l’avevano convocata e tutti i partecipanti.
Il negativo risultato del referendum e la grande batosta elettorale del 4 marzo, anziché farlo meditare sui motivi delle due sconfitte, hanno aumentato i suoi già grandi difetti: presunzione ed arroganza.
Ho seguito con un certo interesse l’ascesa di Renzi Segretario del Partito e successivamente anche Presidente del Consiglio, ma da subito ne ho criticato gli atteggiamenti di sufficienza , mista a presunzione ed arroganza, nei confronti non solo degli avversari, ma anche nei confronti della Istituzione Parlamentare di cui, fra l’altro, non ne faceva parte.
L’ho seguito pubblicando sui giornali on line decine di articoli, sempre trasmessi all’interessato, che oltre a documentare il suo continuo logoramento, testimoniavano anche la mia continua modifica all’originario giudizio espresso nei suoi confronti.
Il 15 giugno 2016, esattamente sei mesi prima della data di effettuazione del referendum, in una mia nota così scrivevo:
“ Sorvoliamo su tanti altri problemi, ma non possiamo non rilevare il grosso errore commesso dal Presidente Renzi nell’aver considerato un atto del Governo le riforme costituzionali e legare la sorte del suo Governo al risultato del referendum.
Tanto è bastato per compattare tutta l’opposizione e gran parte delle minoranze del suo partito. Un risultato negativo, infatti, potrà farlo fuori, sia dal governo che dal partito, con la stessa facilità con la quale ha conquistato le due cariche”

Il 7 novembre 2017 con la nota “ Il futuro di Renzi” scrivevo:
“Oggi siamo alla vigilia di un nuovo errore: il PD si appresta a dare il benservito a Gentiloni che, come Amato, ha ben condotto la gestione del Governo in un momento particolarmente difficile”.
L’8 gennaio 2018 nella nota “Inizio duelli elettorali” scrivevo:
“ Renzi che da un po’ di tempo fa discorsi a tutto campo non ha più parlato dell’eventuale Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Non tiene in alcun conto che questo suo silenzio ha danneggiato e continua a danneggiare il P.D., dal momento che non ha saputo leccarsi le ferite provocate dall’ esito negativo del referendum.
Non esplicitare che, in caso di possibili convergenze. candidato alla Presidenza sarebbe confermato l’ottimo Gentiloni, continua a creare nella pubblica opinione dei moderati incertezze e confusioni.
Il 3 maggio 2018 con la nota “ La crisi al suo punto massimo”scrivevo:
“Renzi, uscito dal finto letargo, nel corso di una intervista televisiva ha anticipato quello che sarebbe stato deciso dalla direzione del suo partito, rendendo inutile quella riunione che, con una decisione formalmente presa all’unanimità, ha confermato che le scelte del P.D. continuano ad essere prese solo da Renzi.”
Gentiloni non avrebbe potuto far recuperare al Partito il grave danno provocato dalla gestione Renzi ma, certamente, avrebbe potuto attenuarlo.
Non so come Gentiloni ha commentato l’ultima provocazione fatta da Renzi indicarlo oggi, con un P.D. al 17%, come candidato per la Presidenza del Consiglio nel caso di prossime elezioni.
Forse una rottamazione al rovescio ?

angiolo alerci

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