Ragazza violentata a Roma: perché è più facile pensare che sia stata colpa sua

“Quando è un esponente delle forze dell’ordine a commettere il reato di violenza carnale si innesca in noi un problema di coscienza: come facciamo a giustificare il fatto che proprio chi dovrebbe difenderci commette un reato? Paradossalmente, è molto più facile pensare che la violenza sia avvenuta per colpa della ragazza che non per tradimento dei valori civili su cui si basa il nostro assetto societario da parte di chi questi valori dovrebbe difenderli”. Così Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta, analizza le reazioni nate intorno a questo caso di cronaca

 

 

Siracusa, 6 luglio 2015Un militare della Marina violenta e minaccia una ragazza di 16 anni nel cuore della Roma bene. La ragazza era scesa in strada con due amiche per vedere i fuochi d’artificio a Castel Sant’Angelo. Si avvicina un uomo che mostra un tesserino, dice di essere un poliziotto e le rimprovera dicendo che alle minorenni è vietato bere birra. Chiede i documenti. Una delle tre lo segue e viene violentata. Il militare viene fermato, si difende dicendo che lei era consenziente.

 

Sui social network scoppiano i commenti sul fatto e molti si scagliano contro la ragazza: perché era ancora in strada alle 11 di sera? E i genitori cosa stavano facendo? Era vestita in un certo modo? Era davvero consenziente?

 

Perché questa reazione? C’è ancora una discriminazione maschilista verso le donne violentate, che le accusa di essere la causa del problema?

 

“Quando è un esponente delle forze dell’ordine a commettere il reato di violenza carnale si innesca in noi un problema di coscienza: come facciamo a giustificare il fatto che proprio chi dovrebbe difenderci commette un reato? È un po’ come quando un sacerdote, che dovrebbe difenderci dal male spirituale, abusa di chi si rivolge a lui con fiducia. Prendercela con le forze dell’ordine significherebbe sovvertire l’ordine delle cose, accettare che non c’è nessuno a difenderci, e che chi dovrebbe difenderci dagli impostori in realtà è lui stesso un impostore”. Così Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, analizza le reazioni nate intorno a questo caso di cronaca.

 

 

“Ecco perché per la società è meglio pensare che in fondo sia stata la ragazza a proporsi, magari con un comportamento falsamente ingenuo, causando l’accaduto; meglio pensare che l’errore di chi dovrebbe difenderci è avvenuto perché era sottoposto a condizioni irresistibili, in quanto è la ragazza che lo ha tentato. Paradossalmente, è molto più facile pensare che la violenza sia avvenuta per colpa della ragazza che non per tradimento dei valori civili su cui si basa il nostro assetto societario da parte di chi questi valori dovrebbe difenderli” continua l’esperta.

 

Che puntualizza: “Se l’uomo che ha commesso l’abuso fosse stato straniero? Non avremmo esitato ad accusarlo e a dargli la colpa: è più semplice, infatti, concepire un reato da parte di chi è straniero e non ha un senso di appartenenza al nostro Paese”.

 

 

 

 

Per maggiori informazioni e interviste, la Dottoressa Margherita Spagnuolo Lobb è disponibile ai seguenti recapiti: 348 7252437 – margherita.spagnuolo@gestalt.it

 

 

 

 

Dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb. Psicologa psicoterapeuta, Direttore Istituto di Gestalt HCC Italy, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia riconosciuta Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nelle sedi di Siracusa, Palermo, Milano. Ha introdotto in Italia le opere e il lavoro clinico dei rappresentanti più significativi della psicoterapia della Gestalt. È didatta internazionale di psicoterapia della Gestalt, invitata presso vari istituti di formazione e università italiani ed esteri.

 

Istituto di Gestalt HCC. L’Istituto opera dal 1979 nell’ambito della formazione e della ricerca in psicoterapia della Gestalt sia a livello nazionale che internazionale. È stato la prima Scuola di Formazione in Psicoterapia della Gestalt in Italia. È riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica con Decreti Ministeriali del 9 Maggio 1994, 7 Dicembre 2001, 24 Ottobre 2008 e 24 Aprile 2011 presso le sedi di Siracusa, Palermo e Milano.

L’Istituto mantiene scambi didattici e di ricerca con Università e prestigiosi Istituti di Formazione internazionali. Diffonde i risultati di tale ricerca innanzitutto attraverso il modello che caratterizza la propria Scuola di Specializzazione postlaurea in Psicoterapia della Gestalt, e inoltre attraverso programmi di formazione continua e supervisione per psicoterapeuti, master per la gestione dei team di lavoro nelle aziende, master in comunicazione e competenze relazionali. (www.gestalt.it)

 

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