Questura Enna; operazione Discovery 2

Operazione “DISCOVERY 2”: sono undici i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta; indagati, a vario titolo, dei delitti di rapina, estorsione, furto e porto abusivo di armi, tutti aggravati dall’aver agito con metodo mafioso. Due di questi sono già in carcere dal giugno scorso a seguito dell’operazione “Discovery” coordinata dalla D.D.A. di Caltanissetta e portata a termine dagli uomini della Squadra Mobile di Enna.

A conclusione di articolate indagini, anche di natura tecnica, durate piu’ di due anni e condotte dalla Polizia di Stato – Sezione “Criminalità Organizzata” della Squadra Mobile di Enna e Commissariato di P.S. di Nicosia (EN) – il G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nissena, ha emesso 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei sottonotati soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di estorsione, rapina, furto aggravato, nonché detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi da sparo, anche clandestine.

In particolare il provvedimento restrittivo è stato emesso nei confronti di:

  1. SOTERA Gaetano, nato a Nicosia (EN), classe 1988, residente a Troina (EN), pregiudicato;

  2. GRASSO Sebastiano, detto “Seby”, nato a Sant’Agata di Militello (ME), classe 1988, residente a Cerami (EN), pregiudicato;

  3. MODICA Cristian, nato a Nicosia, classe 1992, residente a Cerami, incensurato;

  4. GIULIANO Diego, nato a Nicosia, classe 1990, residente a Cerami, incensurato;

  5. COSTA CARDONE Sebastiano Mirko, nato a Nicosia, classe 1992, residente a Cerami, incensurato;

  6. MANCIA Samuel, nato a Nicosia, classe 1993, residente a Cerami, pregiudicato;

  7. CALANNI Emilio, detto “prollungo”, nato a Paternò (CT), classe 1989, residente a Maniace (CT), incensurato;

  8. FOTI Sebastiano, detto “biscotto”, nato a Bronte (CT) classe 1990, residente a Cesarò (ME), incensurato;

  9. SOTERA Giuseppe, nato a Troina, classe 1965, ivi residente, incensurato;

  10. BARBERA Salvatore, detto “Pippu u randazzisi”, nato a Troina, classe 1969, ivi residente, pregiudicato, in atto ristretto;

  11. IMPELLIZZERI Serafino, detto “Fino”, nato a Troina, classe 1970, ivi residente, pregiudicato, in atto ristretto.

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L’operazione di polizia giudiziaria ha posto fine alle condotte delittuose di un gruppo criminale dedito alla commissione di reati di natura predatoria quali estorsioni e furti con il metodo del c.d. cavallo di ritorno.

Di fatto, l’odierno provvedimento restrittivo scaturisce dallo sviluppo delle indagini disimpegnate dagli uomini della Squadra Mobile di Enna – Sezione “Criminalità organizzata” e del Commissariato di P.S. di Nicosia nei confronti di un sodalizio di tipo mafioso riconducibile a “Cosa Nostra”, legato all’area criminale catanese dei “Santapaola” ed attivo in territorio di Troina, sgominato nel giugno scorso con l’operazione “Discovery”, che ha portato all’arresto di 13 soggetti.

Successivamente a questa prima tranche d’indagine, il 26 ottobre u.s., il G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta, dr. Lirio G.F. CONTI, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nissena, ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di undici soggetti, appartenenti ad un distinto gruppo criminale, come accennato, operante in via prevalente nel territorio del comune di Cerami, piccolo centro posto all’estremo nord della provincia di Enna

Tra le numerose attività illecite documentate non solo furti ed estorsioni – poste in essere, per l’appunto, con la tecnica del c.d. “cavallo di ritorno”, attraverso il furto di autoveicoli seguito dalla richiesta di denaro per la successiva restituzione del maltolto – ma anche il reperimento di armi (clandestine), grazie alle quali il sodalizio criminale ha potuto imporsi con maggiore veemenza e pericolosità.

Per quanto concerne specificatamente i furti di veicoli, si rappresenta che, nella notte tra il 23 ed il 24 gennaio 2013, proprio a Cerami, venivano trafugate due autovetture, rinvenute alcuni giorni dopo dalle Forze di Polizia e restituite ai legittimi proprietari.

La responsabilità degli odierni indagati, tanto con riferimento al furto quanto alla successiva attività estorsiva, veniva corroborata dal complesso delle attività tecniche.

Tuttavia, malgrado gli accorgimenti adottati dagli indagati, emergeva chiaramente come gli stessi avessero ricevuto cospicue somme di denaro quale contropartita per la restituzione delle autovetture sottratte. In un caso è stato accertato il coinvolgimento di un congiunto del titolare del veicolo al quale, ottenuti i soldi, GRASSO Sebastiano e MODICA Cristian comunicavano, persino, tempi e modi per ritrovare l’autovettura.

Dalle indagini è emersa la spiccata pericolosità sociale e la personalità criminale di alcuni degli arrestati. In tal senso, ha dimostrato un particolare carisma criminale Seby GRASSO, soggetto di riferimento del gruppo criminale in parola, il quale risulta, tra le altre cose, gravemente indiziato di aver incendiato, per futili motivi, la stalla all’interno della quale era custodito un cavallo, dopo averlo appositamente cosparso d’olio. L’equino ucciso apparteneva ad un soggetto “reo” di aver preso le difese della propria sorella, la quale, in occasione di una festa, era stata maltrattata da Seby GRASSO.

Di particolare gravità l’evento verificatosi il 1° maggio 2013 allorché proprio Seby GRASSO, coadiuvato da almeno due complici (SOTERA Gaetano e MANCIA Samuel) ha sottratto la somma di circa 15.000,00 € ad un’anziana donna, derubata in casa dopo essere stata immobilizzata dai malviventi, i quali la hanno imbavagliata e legata ad una sedia.

L’attività tecnica di intercettazione telefonica e tra presenti, anche nella vicenda appena descritta, consentiva di acquisire elementi investigativi inequivocabili in ordine alla responsabilità penale di alcuni degli odierni indagati. Significativi, in tal senso, i dialoghi intercorsi tra Seby GRASSO e Gaetano SOTERA dall’ascolto dei quali si è potuto agevolmente ricostruire le fasi organizzative preliminari, concomitanti e successive al grave fatto delittuoso.

I fatti delittuosi specifici riferibili ai membri del gruppo in parola appaiono essere episodi di un più ampio programma criminoso, in parte realizzato, in parte da realizzare.

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Gli arrestati, dopo le incombenze di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Caltanissetta, a disposizione dell’A.G. procedente.

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