Questura Enna, arresto a Piazza Armerina per detenzione di armi clandestine

“Piazza Armerina, nasconde un congegno micidiale, un’arma clandestina, realizzata artigianalmente, costituita da più tubi di acciaio tra loro interposti e lavorati, idonei a costituire un’arma da fuoco, ed in particolare ad esplodere cartucce, all’interno della propria campagna sita in agro armerino, oltre ad attrezzi agricoli di sospetta provenienza furtiva. Giovane incensurato arrestato dalla Polizia di Stato”.

Nel pomeriggio di sabato gli uomini della Squadra Mobile – diretti dal Vice Questore Aggiunto dott. Gabriele Presti e coordinati dal Commissario Capo Emanuele Vaccaro – e del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina – diretti dal Commissario Capo Vincenzo Sangiorgio – hanno arrestato un giovane piazzese, CASTORO Filippo, classe ’97, incensurato, poiché colto nella flagranza del reato di cui all’art. 23, co. 3, L. 110/75 poiché trovato in possesso di un congegno micidiale, un’arma clandestina, dotato di culatta e percussore, costituita da più tubi di acciaio, tra loro interposti e lavorati, idonei a costituire un’arma da fuoco, ed in particolare ad esplodere cartucce calibro 12; ed inoltre per i reati di cui all’art. 624 e 625 e 648 c.p., poiché trovato, altresì, in possesso di attrezzi agricoli di sospetta provenienza furtiva.

I FATTI

In particolare nella giornata di sabato scorso i poliziotti dei due Uffici investigativi effettuavano una perquisizione nell’abitazione, ubicata nel centro storico armerino, e successivamente anche la sua proprietà rurale, in agro di Piazza Armerina, del giovane Filippo.
La perquisizione domiciliare permetteva di rinvenire degli attrezzi agricoli di sospetta provenienza furtiva, oltre a materiale verosimilmente utilizzato per il furto di carburante dai veicoli.
L’attività di ricerca all’interno del fondo rurale invece, oltre a permettere il rinvenimento di altri attrezzi agricoli, anch’essi di provenienza verosimilmente furtiva, consentiva di rinvenire – nonostante il tentativo del CASTORO di disfarsi del congegno lanciandolo in un terreno vicino – anche “un congegno micidiale”, costituito da più tubi di acciaio, dotato di culatta e percussore, tra loro interposti e lavorati, idonei a costituire un’arma da fuoco, ed in particolare ad esplodere cartucce calibro 12, e pertanto micidiale.
In considerazione della gravità del fatto, che si desume dalla tipologia del congegno da fuoco rinvenuto, di tipo micidiale, nonché della sospetta refurtiva rinvenuta, i poliziotti erei ed armerini dichiaravano in stato di arresto il CASTORO Filippo.
Il giovane, dopo gli adempimenti di rito, veniva collocato agli arresti domiciliari, come disposto dall’A.G. procedente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, che coordina le indagini nella persona del Sostituto Procuratore Dr. Francesco Rio.

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