Questura, denunce per furti in supermercati

“Enna, Compiono razzie per i supermercati della Sicilia, asportando costose bottiglie di alcolici ed altra merce di pregio; grazie alle telecamere dei circuiti di videosorveglianza delle attività commerciali, i malviventi vengono individuati dalla Polizia di Stato: pregiudicati originari della provincia di Palermo, denunciati dai poliziotti, diventano destinatari della misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Enna, emessa dal G.I.P. del Tribunale, su richiesta della Procura Erea, ed eseguita dalla Polizia di Stato di Enna”.

Nei giorni scorsi, gli uomini della Squadra Mobile di Enna, – diretti dal Vice Questore Aggiunto dott. Gabriele Presti e coordinati dal Commissario Capo dott. Emanuele Vaccaro –hanno eseguito la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia comune di Enna a carico di tre uomini, originari della provincia di Palermo – S.C., classe 1995, F.M. 1971, M.D. 1990, tutti gravati da numerosi pregiudizi di polizia in materia di reati contro il patrimonio – poiché gravemente indiziati del reato di furto aggravato, essendo stati riconosciuti quali autori del furto di numerosa merce, anche di valore, presso un supermercato della città erea.

I FATTI

In particolare, nella giornata dei fatti in questione, tre individui, originari di Palermo, si recavano presso un supermercato ubicato in Enna bassa, apparentemente per effettuare delle ordinarie spese, ed invece, si rendevano responsabili dell’asporto furtivo di diversa merce di rilievo, come delle bottiglie di champagne di note marche francesi, oltre cento bustine di zafferano ed altri prodotti.
Tuttavia, le immagini del circuito di videosorveglianza dell’esercizio commerciale, immortalavano – non solo l’azione delittuosa del trio, tra loro perfettamente coordinati, nell’eludere i controlli ed assicurarsi illecitamente il bottino – ma soprattutto le sembianze dei soggetti.
Gli investigatori erei, attraverso l’analisi delle predette immagini, comparandole con quelle di altri supermercati della Sicilia razziati dalla banda – ed in particolare nei centri di Cefalù ed Acireale – riuscivano ad individuare sia i soggetti che l’autovettura utilizzata per compiere le razzie.
Trasmesso l’esito delle attività investigative esperite dagli investigatori all’Autorità Giudiziaria competente, la Procura della Repubblica di Enna, nella persona della dott.ssa Stefania Leonte, avanzava proposta di misura cautelare al G.I.P. presso il Tribunale ereo nei confronti degli indagati.
Il Giudice, nella persona del dott. Vittorio Giuseppe La Placa, emetteva la misura cautelare del divieto di Dimora in Enna, provvedimento che i poliziotti ennesi, nei giorni scorsi, eseguivano, con la collaborazione dei colleghi del Commissariato di P.S. di Brancaccio, rintracciando i tre uomini nell’omonimo quartiere palermitano e notificandogli la misura coercitiva.

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