Puglisi, Unimpresa: “Così le star up non possono essere avviate. È necessario un Fondo di Rotazione dello Stato”

Puglisi, Unimpresa: “Così le star up non possono essere avviate. È necessario un Fondo di Rotazione dello Stato”

“O non ne sono a conoscenza oppure ci stanno imbrogliando”. Tira dritto il presidente interprovinciale En-Cl di Unimpresa Totò Puglisi riguardo le misure del governo nazionale volte a creare una nuova e più giovane imprenditoria nel Mezzogiorno. “Come diciamo noi siciliani – conferma Puglisi – la strada intrapresa per dare vigore alle Start up è senza sbocco, simile ad una grandissima presa in giro”. Un giudizio tanto netto quanto sprezzate che va sicuramente scandagliato non fosse altro perchè riguarda il futuro dei nostri giovani e del nostro territorio.
Presidente Puglisi perchè non crede ad iniziative che nella carta sembrano efficaci?
“Semplicemente perchè si scontrano con la vita di tutti i giorni”.
Potrebbe e essere più chiaro?
“Propongo un esempio rispetto una delle varie misure proposte, Restare al Sud i Bandi Regionali e via dicendo. Rispetto ad un progetto validato per un finanziamento di 100 mila euro, lo Stato assicura un fondo perduto del 75 %. A carico di chi propone il progetto resta il 25% più il 22% che riguarda l’Iva. A conti fatti per ottenere un contributo di 75 mila euro, su un progetto approvato di 100 mila euro, il nostro giovanotto deve avere in tasca ben 47 mila euro”.
Effettivamente non è facile che un giovane o un gruppo di giovani abbiano la capacità di poter gestire nei propri portafogli somme così elevate. Ma non è possibile rivolgersi alle banche?
“Si è possibile, ti ascoltano e poi non ti fanno credito. Lo erogano solo in presenza di garanti con somme in contanti, preferibilmente i genitori. Insomma è il classico gioco del gatto che si morde la coda. Se un giovane o un gruppo di giovani hanno una formidabile idea ma niente soldi nelle tasche non possono ottenere contributi anche in presenza di normative bellissime e validissime sulla carta ma praticamente inconcludenti”
E allora che fare?
“La strada è una e semplice per giunta. Il 25% e l’Iva dovrebbero essere finanziati da parte dello Stato tramite un Fondo di Rotazione con rientro quindicennale. Con una misura come questa la voglia di fare impresa dei giovani esploderebbe e lo Stato continuerebbe a finanziare a fondo perduto il 75%. Senza un Fondo di Rotazione ogni discorso è simile ad un buco nell’acqua. Verranno agevolati solo quei giovani che hanno famiglie alle spalle con depositi bancari ben capienti. E questa non è la strada giusta per assicurare una vera svolta imprenditoriale al Sud”.
Allora speriamo in una inversione di normativa?
“Spero che il parlamento percepisca il disagio di migliaia di giovani e intervenga. A questo riguardo faccio appello alla deputazione siciliana affinchè faccia la sua parte con convinzione”.

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