Provincia, futuro del personale all’insegna dell’incertezza

Per poco più di 100 dipendenti precari della Provincia il 2016 si è aperto come si era chiuso il 2015, all’insegna dell’incertezza sul futuro lavorativo. Infatti proprio lo scorso 31 dicembre, nell’ultimo giorno utile, il neo commissario della Provincia Angela Scaduto ha disposto la proroga per questi soggetti sino al 31 gennaio. Per tanti pare che il solo mese di contratto sia un dettato solo da un problema “tecnico” in modo da avere la certezza delle risorse. Infatti la Provincia deve compartecipare alla spesa dei precari finanziati per buona parte dalla Regione. Ma per i lavoratori però continua lo stillicidio che va avanti da oltre un anno. E pare che la situazione non cambi anche nei prossimi mesi visto che sull’ente grava un problema finanziario non indifferente. Infatti anche quest’anno come prevede un provvedimento del Governo nazionale ci sarà un taglio di trasferimenti dello stato centrale nei confronti di tutte le Province. E per quella di Enna pare assommi a diversi milioni di euro. Ad onor del vero nel 2015 sono andati in quiescenza una ventina di dipendenti di ruolo e altrettanti lo dovrebbero fare nel 2016. e considerando che dopo il trasferimento delle competenze del liceo linguistico dalla Provincia allo Stato un buon numero di dipendenti ha fatto lo stesso tragitto entro l’anno in corso il personale di ruolo della Provincia dovrebbe ridursi di una sessantina di unità attestandosi a circa 200 unità, con una notevole riduzione del costo del personale. Ma malgrado questo “dimagrimento”, il problema finanziario non è scongiurato e si continua a non avere la certezza che l’ente possa garantire la compartecipazione nella spesa del personale precario. “La situazione rimane molto preoccupante – commenta il segretario provinciale Enna – Caltanissetta del Pubblico impiego Uil Giuseppe Adamo – il problema finanziario c’è tutto e non riguarda solo il personale precario. Anche con il consistente numero di dipendenti che tra 2015 e 2015 va in pensione, l’incertezza rimane tutta. Come sindacati abbiamo l’obbligo di tenere la soglia di attenzione molto alta”. Ma pare che i problemi finanziari nei prossimi mesi possano interessare anche il personale di ruolo. Ma di contro riguardo al personale precario se questo dovesse essere fermato, significherebbe il collasso dell’ente da un punto di vista operativo. Infatti questi soggetti che ormai da oltre 15 anni operano nell’ente, svolgono mansioni di vitale importanza per lo stesso a vario titolo. Tanto per fare un esempio, quasi la metà del personale precario svolge la mansione di cantonieri e quindi impegnato giornalmente nell’attività di manutenzione della rete stradale di competenza dell’ente. Se questi soggetti dovessero essere sospesi si verrebbe a fermare anche la manutenzione in una rete viaria già una situazione drammatica.

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