Provincia di Enna, nel 2015 il tessuto imprenditoriale ha tenuto

La notizia positiva è che anche se con percentuali irrisorie dopo quasi 8 anni ritorna il segno “più” e significa che il sistema economico ha tenuto. Quella negativa invece è che la percentuale di crescita è la più bassa la seconda più bassa in Sicilia di quasi tre quarti di punto della media nazionale e di mezzo di quella regionale. E’ la situazione del numero di imprese in provincia iscritte alla Camera di Commercio che nel 2015 secondo i dati forniti da Infocamere e Unioncamere ha fatto segnare un risultato pressochè stabile nel saldo tra quelle di nuova iscrizione e quelle cancellate, 778 contro 768 con un più 10. ed una percentuale di crescita dello 0,06 per cento facendo arrivare il numero complessivo di imprese iscritte al registro camerale a poco meno di 14900. Certo siamo ancora lontani dalle poco più di 16 mila del 2008 con quindi con un saldo negativo di oltre 1100 imprese e non meno di altrettanti posti di lavoro in meno. Ma il dato che conforta che è che dopo quasi 8 anni di trend negativo con addirittura un -500 nel 2014, nell’anno appena concluso il sistema economico ha tenuto e quindi un timido segnale di ripartenza. E tra l’altro andando ad analizzare le dinamiche interne di queste quasi 15 mila imprese si scopre che la provincia di Enna è tra le prime in Italia per percentuale di imprese “rosa” e con a capo un “under 35” o con un titolare extracomunitario, sulle complessive. Ed inoltre continua la “mutazione genetica” delle ragioni sociali passando da imprese individuali a società di capitali o cooperative e quindi adeguandosi a quanto richiede oggi il mercato. Un dato da analizzare con molto interesse e che dovrebbero guardare con molta attenzione anche Cgil, Cisl e Uil che in queste settimane stanno lavorando alla redazione di un documento programmatico di sviluppo economico del territorio dando degli imput su cui puntare per il rilancio occupazionale. Ma a patto che questo dato in particolare per le Start Up venga “accompagnato” da altri strumenti come incentivi e sgravi contributivi e fiscali o facilitazione di accesso al credito. Ed è fuor di dubbio che per capire effettivamente che tipo di crescita di settori economici ha necessità il territorio un ruolo determinante lo lo può giocare l’università. Tra i settori in evidenza quello del comparto turistico, agroalimentare e servizio alle imprese mente diminuiscono le imprese di costruzioni e agricole ed il manifatturiero in genere. Ma se da un lato si gioisce poiché da quasi 8 anni si piangeva a lacrime di sangue dall’altro però il dato rimane positivo sino ad un certo punto visto che la percentuale di crescita della provincia di Enna rimane la terz peggiore tra l 9 province siciliane. Peggio fanno solo Messina con una crescita dello 0,06 e Caltanissetta che chiude con un – 0,23 per cento. Per il resto le percentuali di crescita delle altre province sono superiore al massimo in linea quanto meno con la media regionale che è di circa lo 0,50 per cento. Consolazione se così si può dire è che in percentuale negativa ci sono oltre una trentina di province anche del centro e del nord est. Nello specifico la provincia siciliana con il maggiore incremento di crescita è Palermo che addirittura si piazza al quarto posto assoluto tra le 103 province italiane con quasi il 2 per cento. Seguono Siracusa 0,84, Catania e Agrigento 0,81, Ragusa 0,52, Trapani 0,44, Enna 0,07 Messina 0,06 ed infine Caltanissetta -0,23 per cento.

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