Prefettura; bilancio dell’attività svolta dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sul ciclo dei rifiuti

Enna, 14 febbraio 2020 – La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite
connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Commissione
Ecomafie) ha concluso la sua missione in Sicilia centrale, svolta nell’ambito di un
approfondimento dedicato alla depurazione delle acque reflue.
Tra il 13 e il 14 febbraio la Commissione ha sentito in audizione presso la prefettura di
Enna i commissari dei Liberi consorzi comunali e i sindaci di Enna, Ragusa e Caltanissetta
e il sindaco di Gela. Sono stati auditi inoltre i responsabili e i gestori degli impianti di
depurazione di Ragusa, Gela (Macchitella e petrolchimico) ed Enna.
Il sindaco di Gela Lucio Greco ha riferito di non essere a conoscenza di scarichi e allacci
abusivi e si è impegnato ad attivare controlli con gli uffici comunali.
Il sindaco di Enna Maurizio Di Pietro ha riferito di non aver mai emesso delle ordinanze
per questioni connesse alla depurazione. L’audito ha inoltre dichiarato di non aver mai
ricevuto, direttamente o attraverso i propri uffici tecnici, lamentele da parte dei cittadini o
segnalazioni da parte degli organi di controllo riguardanti la depurazione delle acque
reflue. L’audito ha riferito che a suo avviso allo stato non ci sono elementi tali da far
ritenere che ci sia una grave situazione nella depurazione delle acque.
Dalle audizioni dei commissari straordinari dei Liberi consorzi comunali è emersa una
diminuzione del numero delle sanzioni amministrative comminate agli impianti. Una
tendenza che, secondo quanto dichiarato dagli auditi, sarebbe connessa a una maggiore
attenzione per l’ambiente.
Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti di Eni Rewind, nel petrolchimico di Gela
momentaneamente l’impianto Tas (trattamento acque di scarico) riceve anche le acque in
uscita dal Taf (trattamento acque di falda). Secondo quanto riferito, dai controlli non sono
al momento emersi superamenti dei limiti. Gli auditi hanno inoltre dichiarato che il costo
sostenuto per la depurazione dei reflui biologici urbani è molto superiore all’importo
riconosciuto da Caltaqua.
Dalle audizioni degli altri gestori degli impianti di depurazione di reflui urbani è emerso
che le criticità riguardano sia la vetustà degli impianti di depurazione, sia lo stato di rete
fognaria e collettamento, nonché gli allacci fognari. Dalle audizioni è emersa inoltre una
criticità nella gestione dei fanghi di depurazione: ci sono casi in cui il gestore dell’impianto
e produttore del rifiuto non stipula il contratto con un impianto di compostaggio o con una
discarica, bensì con un intermediario. Dalle audizioni dei gestori di impianti di
depurazione di reflui urbani sono inoltre emerse criticità riguardanti la congruità delle
tariffe rispetto al servizio fornito dal gestore.
«Da questa seconda missione in Sicilia sono emerse diverse criticità che approfondiremo, a
partire dagli agglomerati urbani non collettati e i depuratori esistenti ma non funzionanti,
ma anche le storiche disattenzioni ai problemi della depurazione da parte dei sindaci,
prima autorità competente per la tutela della salute pubblica dei cittadini. Approfondiremo
anche la gestione dei fanghi di depurazione, per capire in particolare la loro destinazione
finale», dichiara il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.
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