Precari ex Provincia: continua la protesta

Si apprestano a trascorrere la seconda notte in terrazzo i dipendenti precari della ex Provincia che da martedì si sono recati sul terrazzo di un palazzo dell’ente per protestare contro la loro situazione che li vede sospesi dall’attività lavorativa dallo scorso 1 agosto. Ieri ai lavoratori è arrivata la solidarietà di diversi sindaci che si sono recati a trovarli. Ma anche dei deputato regionale Antonio Venturino. Lo stress però tra i lavoratori si è fatto sentire e diversi hanno accusato dei lievi malori ma che hanno necessitato l’intervento dei sanitari.

 

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«E’ inutile nascondersi, non ci sono soldi per i servizi essenziali delle ex Provincie. Martedì prossimo si terrà la Conferenza autonomie locali e in quella sede saranno ripartiti i 19,5 milioni di euro di trasferimenti regionali destinati ai Liberi consorzi, che saranno utilizzati per ricontrattualizzare i precari e pagare gli stipendi dei dipendenti». Lo dice l’assessore regionale alla Funzione pubblica e Autonomie locali, Luisa Lantieri, che stamattina ha incontrato i precari dell’ex Provincia di Enna, che da ieri protestano sul tetto di un edificio del centro storico della cittadina, dove si trovano alcuni uffici decentranti dell’ente, perché senza stipendio da un mese.
 «A settembre – prosegue l’assessore – l’Ars darà il via libera al ddl stralcio, consentendoci di sbloccare altri 9 milioni di euro. Queste somme serviranno per la spesa corrente. E’ inutile nascondersi, se resta qualcosa saranno finanziati i servizi essenziali».
 Domani Lantieri incontrerà il ministro Costa per chiedere che “anche alla Sicilia vengano riconosciute le somme ripartite dallo Stato alle regioni che hanno adottato la legge Delrio». (ANSA).

ON. ALLORO (PD): LA PROBLEMATICA DEI PRECARI DELLE EX PROVINCE

REGIONALI SONO ALL’ATTENZIONE DELL’ARS

Enna 06/09/2016 – In riferimento alla protesta messa in atto da un gruppo di precari della ex Provincia Regionale di Enna, l’On. Mario Alloro ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Ho avuto modo di incontrare una delegazione dei precari della ex Provincia Regionale di Enna poco prima della pausa estiva, rassicurandoli sulla presenza di un apposito articolo che avrebbe finanziato la loro voce di spesa nell’ambito della manovra di assestamento in quel momento in discussione all’ARS.

L’articolo di legge contenente tale previsione di spesa è stato regolarmente approvato ma, tuttavia, per le note vicende che sono seguite subito dopo, il proseguo dei lavori sull’articolato normativo è stato rinviato alla ripresa dei lavori, fissata per il 13 settembre p.v.

Sono vicino ai lavoratori che vivono sulla loro pelle un tale disagio ma voglio, al contempo, invitarli ad evitare gesti inconsulti, rassicurandoli, ancora una volta, sul fatto che le somme a loro destinate sono già state decise ed approvate e che la prossima settimana l’Assemblea Regionale Siciliana completerà speditamente il proprio lavoro, mettendo nelle condizioni il Commissario di avviare le relative attività lavorative”

Venturino li incontra, Regione deve intervenire subito

(ANSA) – PALERMO, 7 SET – «La politica muore sui tetti della ex Provincia di Enna». Così il vicepresidente dell’Ars, Antonio Venturino, che stamane ha incontrato i lavoratori precari della ex Provincia, da ieri sul tetto di un edificio nel centro cittadino.

«La situazione è diventata assolutamente intollerabile – afferma Venturino – E’ giunto il momento, improcrastinabile, che il governo regionale si assuma le proprie responsabilità. E’ bene che ritorni a prevalere il buon senso su una legge di riforma che avrebbe dovuto costituire una vera svolta sociale, politica ed economica per diversi territori e invece si sta rivelando un vero e proprio boomerang soprattutto per le zone interne della Sicilia come Enna e Caltanissetta, che sono state del tutto abbandonate, e per i tanti dipendenti che rischiano andare sul lastrico assieme alle loro famiglie. Non è accettabile che servizi fondamentali come l’assistenza ai disabili, la manutenzione di scuole e strade siano bloccati».

«In mancanza di attuazione dell’applicazione della norma regionale la ex Provincia di Enna – spiega Venturino – rischia di non poter chiudere il bilancio, quindi si va verso il dissesto e di conseguenza la messa in mobilità dei lavoratori, prima tappa verso il licenziamento».

«I fondi alle ex Province – conclude Venturino – devono essere erogati non soltanto in base al criterio del numero di abitanti, ma ponderando il fatto che altre province hanno avanzi di amministrazione che consentirebbero di chiudere i bilanci e non hanno personale precario, a differenza di Enna che ha oltre un centinaio di precari con famiglie a carico e, su base nazionale, il reddito medio delle province più basso assieme ad Agrigento». (ANSA).

11,44

Enna e Ragusa verso dissesto finanziario. Manifestazione all’Ars

(ANSA) – PALERMO, 07 SET – La situazione finanziaria delle nove ex Province siciliane è sull’orlo del baratro. L’allarme è lanciato da Cgil, Cisl e Uil: «La politica torni dalle vacanze e intervenga subito: non c’è più tempo da perdere».

Nell’ex provincia di Siracusa i dipendenti non percepiscono lo stipendio da quattro mesi, ad Enna i dipendenti sono saliti sul tetto dello stabile perché l’Ente è lanciato verso il dissesto, così come Ragusa che ha informato la Corte dei Conti dello “squilibrio finanziario strutturale in atto». “Tutto questo è accaduto – denunciano i segretari generali di Fp Cgil,Cisl Fp e Uil Fpl, Claudio Di Marco, Luigi Caracausi e Enzo Tango – a causa di una politica disastrosa, chiamata ora ad interventi normativi straordinari».

E all’orizzonte una nuova manifestazione di protesta: «Alla riapertura dei lavori dell’Assemblea regionale, previsti per il 13 settembre,i lavoratori e i sindacati faranno sentire la loro voce sotto Palazzo dei Normanni».

11,39

In corso incontro nell’aula consiliare con assessore Lantieri

(ANSA) – PALERMO, 7 SET – Hanno trascorso la notte sul tetto di un palazzo in via Barisano, a Enna, dove si trova una delle sedi decentrate dell’ex provincia di Enna, i lavoratori precari dell’ente, saliti ieri per protesta perché senza stipendio da un mese. Sono 204 i dipendenti, di questi 104 sono precari. Durante la notte alcuni lavoratori hanno accusato un malore e sul posto è stato necessario l’intervento dei sanitari del 118.

Intanto, nell’aula consiliare dell’ex Provincia l’assessore regionale alla Funzione pubblica Luisa Lantieri, insieme al deputato regionale Antonio Venturino, sta incontrando i lavoratori.

Nei giorni scorsi, i dipendenti hanno inviato una lettera al prefetto, al commissario del Libero Consorzio e all’Arcivescovo di Enna per sensibilizzare le istituzioni laiche e religiose sulla loro condizioni occupazionale.(ANSA).

(ANSA) – ENNA, 7 SET – Dallo scorso 1 agosto questi dipendenti, seppur precari della Provincia, sono sospesi dall’attività lavorativa mentre dovevano ricevere tre mensilità arretrate. I dipendenti hanno già incontrato il prefetto di Enna Maria Rita Leonardi, consegnandole un documento. La crisi finanziaria dell’ex Provincia investe anche i dipendenti di ruolo, che rischiano da questo mese di settembre di prendere solo il 50 per cento dello stipendio.(ANSA).

PROTESTA DIPENDENTI PRECARI EX PROVINCIA ENNA, IL VICE PRESIDENTE VICARIO ARS VENTURINO: “LA POLITICA MUORE SUI TETTI DI ENNA NELLA DISPERAZIONE DI DECINE DI LAVORATORI, IL GOVERNO REGIONALE SI ASSUMA LE RESPONSABILITÀ”

 

“La politica muore sui tetti della ex Provincia di Enna, mentre decine e decine di lavoratori precari esasperati, disperati e ormai sul lastrico lanciano il loro grido d’allarme proprio a quella politica che dovrebbe risolvere i problemi dei cittadini. Questa mattina ho incontrato i lavoratori sui tetti testimoniando la mia totale e incondizionata solidarietà e ascoltando il loro grido di dolore, tra malori, pianti di rabbia e disperazione”. Sono le parole del vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino a proposito della protesta dei lavoratori precari della ex Provincia che stanno manifestando da ieri a causa della mancata erogazione degli emolumenti.

 

“La situazione ormai è diventata assolutamente intollerabile – afferma Venturino –  adesso è giunto il momento, improcrastinabile, che il Governo regionale si assuma le proprie. E’ bene che ritorni a prevalere il buon senso su una legge di riforma che avrebbe dovuto costituire una vera svolta sociale, politica ed economica per diversi territori della nostra Isola ed invece si sta rivelando un vero e proprio boomerang soprattutto per le zone interne della Sicilia come Enna e Caltanissetta, che sono state del tutto abbandonate, e per i tanti dipendenti che rischiano andare sul lastrico assieme alle loro famiglie. In tutto questo bailamme, non è accettabile che servizi fondamentali come l’assistenza ai disabili, la manutenzione di scuole e strade siano bloccati”.

 

“In mancanza di attuazione dell’applicazione della norma regionale la ex Provincia di Enna – spiega Venturino – rischia di non poter chiudere il bilancio, quindi si va verso il dissesto e di conseguenza la messa in mobilità dei lavoratori, prima tappa verso il licenziamento. E’ una situazione che questa  politica non può assolutamente né permettere né tollerare. La maggioranza che ha approvato la legge – sostiene Venturino – metta a disposizione subito le somme per poter pagare gli stipendi accertandosi che servano davvero per pagare retribuire i lavoratori stipendi e non per fare altro visto che a tal proposito la norma non è abbastanza chiara”.

 

“I fondi alle ex Province – conclude Venturino – devono essere erogati non soltanto in base al criterio del numero di abitanti, ma ponderando il fatto che altre province hanno avanzi di amministrazione che consentirebbero di chiudere i bilanci e non hanno personale precario, a differenza di Enna che ha oltre un centinaio di precari con famiglie a carico e, su base nazionale, il reddito medio delle province più basso assieme ad Agrigento”.

 

SOLIDARIETA’ VERSO COLORO I QUALI SONO STATI LASCIATI SOLI

Questo Comitato promotore per i diritti dei cittadini fondato nel 1995, con questa denominazione, ha voluto esprimere nella sua attività la salvaguardia di tutti i diritti sanciti dalle leggi, basandosi principalmente sulla Costituzione Repubblicana che fra l’altro sancisce il diritto al lavoro e ad una giusta remunerazione.

Per questo il Comitato esprime solidarietà ai lavoratori che con rabbia democratica esprimono la loro protesta per il rischio di perdere il loro lavoro e il loro stipendio.

La rabbia è anche nella riflessione, perché non è giusto ancora una volta penalizzare la nostra provincia.

Non si conosce cosa avviene nelle altre provincie, dopo la loro soppressione, il 15-6-2013, ma senza dubbio le responsabilità delle Istituzioni di avere avuto fretta di abolire le provincie e poi non realizzare, per la Sicilia quello che prevede lo Statuto Siciliano all’art. 15 n.1,2 e 3 e cioè i liberi Consorzi, è grave ed ingiusto poiché a distanza di quattro anni dalla soppressione delle provincie, non hanno realizzato quello previsto dalla legge lasciando in balia delle onde sia i lavoratori che i servizi.

La provincia di Enna da tempo subisce ingiustizie dai vari “scippi” in tutti questi anni, fino al tentativo della soppressione della Prefettura ed anche alla mortificazione con il ritardo della nomina del nuovo Prefetto, dopo il trasferimento del precedente, così anche per il nuovo Questore.

Si auspica che le Istituzioni prendono subito iniziative concrete e fatti per dare dignità, serenità a coloro i quali rischiano il proprio posto di lavoro, senza prospettive concrete e positive, bandendo chiacchiere, rinvii e silenzi.

Enna, 7 settembre 2016.

p. IL COMITATO

(Gaetano Vicari

Comprendono che all’orizzonte per loro non c’è nessuna prospettiva e quindi decidono di intraprendere la strada della protesta estrema. Dalle 13 di ieri infatti i dipendenti precari dell’ex Provincia sono saliti sul tetto – terrazzo del palazzo di proprietà dell’ente in piazza VI dicembre minacciando che sino a quando la loro vicenda non avrà un minimo di chiarezza non hanno nessuna intenzione di scendere. Che l’aria si era fatta pesante per questo gruppo di lavoratori, precari “storici” da circa 20 anni, e che dallo scorso 1 agosto sono sospesi dall’attività lavorativa, lo si era compreso già nei giorni scorsi. Ma che ad un tratto la protesta potesse prendere una accelerata di questa portata nessuno se lo aspettava. Ed invece nella tarda mattinata di ieri al termine dell’incontro tra i dirigenti del Libero Consorzio e i segretari provinciali del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, Giovanni La Valle, Angelo Pirrera e Giuseppe Adamo, sentendosi ribadire che l’unica cosa da poter fare in questo momento è attendere, la riapertura dell’Ars il prossimo 13 settembre, hanno deciso di passare all’attacco. Per la precisione non è che le notizie che arrivano per i dipendenti di ruolo siano di quelli da far fare sonni tranquilli, visto che il rischio è che lo stipendio possa essere garantito solo per il mese di settembre. Infatti l’ente si avvia con una lenta agonia verso la dichiarazione del dissesto finanziario. Ma è fuor di dubbio che la vicenda dei precari rimane di gran lunga più drammatica. E la cosa ancora più grave è che gli unici precari in forza nelle ex 9 Province regionali ad essere sospesi dall’attività lavorativa sono solo quelli di Enna. Ma non solo. Il fermo di questi lavoratori comporterà per forza di cose altri gravi problemi a cascata per altri settori come quello della scuola. Infatti senza questo personale non si potrà garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria dei plessi scolastici che ospitano le scuole superiori in tutta la provincia e di proprietà del Libero Consorzio. Inoltre rischi ci sono anche per la viabilità visto che nelle strade provinciali da quasi due mesi non viene garantita la manutenzione. Ieri la notizia dell’occupazione del tetto – terrazza da parte di questi dipendenti, a cui si sono aggiunti come segnale di distensione e solidarietà un gruppo di dipendenti di ruolo, si è sparsa immediatamente a macchia d’olio e pare che anche in ambiti politici regionali si sia iniziato a muovere qualcosa. Immediatamente sul posto si sono portati anche le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco che hanno circoscritto la zona sottostante. Intorno alle 17 un gruppo di lavoratori e sindacalisti è stato ricevuto dal capo di Gabinetto della Prefettura Salvatore Grasso che ha voluto conoscere per filo e per segno quanto stava accadendo assicurando l’intervento della Prefettura per quelle che sono le sue competenze, nelle sedi preposte. A proposito di questo incontro c’è stato anche un “fuori programma”. Un lavoratore rappresentante i cantonieri è stato lasciato dietro la porta non facendolo rientrare nella delegazione che si è recata nel palazzo del governo ed è tornato sul tetto con il nervosismo alle stelle. “Mi sono sentito umiliato – gridava – un padre di famiglia che vive questa tragedia e che viene lasciato dietro la porta. Vergogna”. La tensione tra i dipendenti infatti era forte sin dal primo pomeriggio e c’è stata anche qualche signora che ha accusato dei malori. Ma di scendere però sino alle 19 non ne volevano assolutamente sentire e si stavano organizzando per affrontare la notte augurandosi che eventualmente sia solo questa e che già da oggi la vicenda possa trovare una soluzione positiva. “Siamo veramente stanchi – commentava ieri uno dei lavoratori –ormai stiamo vivendo una agonia e tra l’altro continuano a prenderci in giro. Mi auguro che domani (oggi per chi legge ndr) vengano sul tetto a protestare con noi sia i sindaci che i deputati regionali a mostrarci la loro solidarietà ed il loro impegno mettendosi al nostro fianco in questa battaglia”.

 

 

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