Povere pensioni, poveri noi: dibattito di Spi Cgil Sicilia, Siracusa e Ragusa

Povere pensioni, poveri noi: dibattito di Spi Cgil Sicilia, Siracusa e
Ragusa

Siracusa, 6 apr – Fotografare la povertà del territorio e delle
pensioni, accendendo i riflettori anche sulle gravi diseguaglianze che
stanno spaccando il Paese. E’ con questo obiettivo che lo Spi Cgil
regionale, con lo Spi Siracusa e lo Spi Ragusa, hanno dato vita a due
giornate di studio, ieri e oggi, a Noto e Modica. L’evento ha avuto la
finalità di entrare più nel merito del fenomeno della povertà; il primo
giorno, a Noto, si sono messe a confronto economisti, istituzioni locali
e associazionismo; il secondo giorno, a Modica, lo spazio è stato dato
anche alle pensioni con un confronto con i parlamentari nazionali,
parlando di misure e di interventi di contrasto alla povertà e di
modifica del sistema previdenziale. Alle tavole rotonde, pertanto, si
sono alternati diversi ospiti: i direttori provinciali di Inps Siracusa
e Ragusa, rispettivamente Carmelo Sciuto e Saverio Giunta; il presidente
del Centro Studi “Pio La Torre”, Vito Lucio Lo Monaco; il direttore
della Caritas Diocesana di Siracusa, Marco Tarascio; Vera La Monica,
segretario Spi Cgil nazionale; Fausto Raciti, deputato nazionale Pd;
Guglielmo Epifani, deputato nazionale LeU. Non ha potuto essere
presente, ma ha inviato una lunga e articolata lettera, Marialucia
Lorefice, M5S, con cui ribadisce la disponibilità a ragionare insieme su
questi temi.
<>.
<< In Italia ci sono quasi 18 milioni di pensionati: il 62% è al di sotto dei 750 euro – spiega Roberta Malavasi, segretario Spi Cgil Ragusa - in Sicilia ci sono circa 500mila pensionati al di sotto di 500 euro (circa 950mila sono le pensioni contributive e circa 370mila quelle da assistenza). Dati che fanno capire quanto drammatica sia la condizione degli anziani. L’innalzamento dell’età pensionabile, tra l’altro, ha determinato una riduzione delle possibilità occupazionali per i giovani con effetti negativi sulla produttività. I giovani rimangono più a lungo fuori dal mercato del lavoro o ai margini, con lavori discontinui e precari che, sulla base dell’attuale legge, si tradurranno in pensioni da fame>>. Le pensioni italiane, tra l’altro, soffrono per due gravi
diversità col resto dell’Europa: hanno una tassazione altissima, e il
sistema previdenziale nazionale oltre a pagare le pensioni paga anche
misure assistenziali che negli altri paesi sono pagate dalla fiscalità
generale>>.
<>.

Visite: 79

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI