Polemica sui Licei Classici, il Napoleone Colajanni di Enna da sempre un esempio di inclusione

Si diceva una volta che compito della scuola non era solo quello di istruire ma anche quello di educare e formare i cittadini di domani e fornir loro gli strumenti per potersi confrontare con chiunque fosse portatore di culture diverse. La scuola doveva fare in modo che ogni ragazzo, una volta diventato adulto, potesse comprendere i complessi processi di un mondo sempre più globalizzato senza esserne schiacciato.
Qualcosa, evidentemente, non è stato ben compreso, se oggi, a giudicare dai rapporti di autovalutazione (RAV) presentati dai vari Istituti Superiori Italiani e pubblicati sul portale “Scuola in chiaro” del Ministero dell’Istruzione per convincere studenti e famiglie a scegliere un Istituto piuttosto che un altro, si nota la tendenza a considerare come valore determinante per la scelta, l’appartenenza “ad una classe sociale più elevata” e l’assenza di alunni stranieri, poveri e disabili.
Dopo decenni di lotte in favore dell’integrazione sociale e quando già pensavamo che certi valori fossero ormai acquisiti, oggi ci ritroviamo ad assistere ad una chiara inversione di tendenza con la riproposizione di un modello scolastico per soli ricchi e alla recrudescenza di una mentalità becera e bigotta che trova la sua ragion d’essere nell’esaltazione di forme di discriminazione sociale e sull’esclusione di tutti coloro che non appartengono all’elite.
E toppano alla grande proprio alcuni tra i più noti Istituti Italiani, soprattutto licei classici, che si sono rivelati tra i più classisti.
La lettura di alcuni rapporti di autovalutazione fà davvero accapponare la pelle:
Il liceo genovese D’Oria sottolinea come l’assenza di “gruppi particolari” (ad esempio nomadi) offra ai ragazzi un “background favorevole” mentre il liceo classico Parini di Milano pone l’accento sulla provenienza sociale dei propri iscritti, “più elevata rispetto alla media” e di come tale consapevolezza sia particolarmente avvertita nella scuola. Il liceo classico romano Visconti si vanta invece che i propri studenti, tranne un paio, siano tutti italiani e che non ci siano disabili.
E di fatto si nega anche il principio di uguaglianza di tutti i cittadini sancito dall’articolo 3 della Costituzione nonché il diritto ad avere pari dignità sociale.
C’è da vergognarsi ad essere cittadini di questa Italia.
Ma per fortuna che noi viviamo nella povera e scalcinata Enna. Il nostro piccolo ma glorioso Istituto Napoleone Colajanni è divenuto di colpo un gigante dinanzi a tanti ma blasonati pigmei della cultura umanistica poiché, oggi come più di 40 anni fa tiene alta la bandiera dell’inclusione e dell’integrazione sociale. Il Colajanni accoglie il ricco e il povero dando a tutti le stesse possibilità nonostante le difficoltà economiche in cui si dibatte a causa dei problemi non risolti dell’ex Provincia da cui dipende finanziariamente.
L’istituto Superiore Napoleone Colajanni è oggi una scuola omnicomprensiva nata dall’aggregazione, avvenuta nel 2000, del liceo classico N. Colajanni con l’Istituto Magistrale D. Alighieri. La sua offerta formativa è costituita da tre indirizzi di studi quali il liceo Classico, il liceo delle Scienze Umane e il liceo Musicale.
Il Colajanni considera una ricchezza l’integrazione sociale e l’interculturalità e a differenza di quel che scrivono i licei classisti, nel suo RAV, tra l’altro, si legge: “… la provenienza socio-economica degli studenti risulta stratificata e presenta i diversi livelli: medio-basso, medio-alto e alto. Tale condizione consentirà agli studenti, attraverso i diversi momenti di socializzazione, di condividere esperienze socioculturali ed espressioni di diversi ambiti sociali.” E ancora, nella parte riservata agli obiettivi da raggiungere: “Elaborare strategie educative volte ad ampliare i saperi. Per il Liceo delle Scienze Umane e Musicale, la scuola deve porre particolare attenzione nella fase di costituzione delle classi che devono essere formate in modo eterogeneo, tenendo conto delle diverse provenienze.”
Il nostro vecchio liceo, in questo marasma generale, è un gioiello di cui andare fieri e da preservare con cura; ed è anche uno dei motivi che, nonostante tutto, ci rende ancora fieri di essere Ennesi. Compiaciamocene!
Michele Pirrera

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