Picchi di influenza e ospedali siciliani presi d’assalto, Fsi-Usae: “Più personale e più posti letto”

Picchi di influenza e ospedali siciliani presi d’assalto, Fsi-Usae: “Più personale e più posti letto”

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> PALERMO 07 FEBBRAIO – Picchi di influenza, più del solito quest’anno, fanno registrare problemi negli ospedali siciliani. In questi giorni le attese per i pazienti superano le ventidue ore e in generale è possibile aspettare anche più di un giorno per essere ricoverati. Barelle nei corridoi, attese di ore per una visita, personale ospedaliero allo stremo.

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> Secondo il sindacato Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti aderente alla confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei “in questi giorni si stanno verificando numerose criticità nei Pronto Soccorso dei maggiori ospedali siciliani quali Palermo e Catania in diversi reparti”. Le cause? “Solite carenze di organico e cattiva organizzazione – spiega Coniglio Calogero, segretario regionale – con il rischio che tale condizione perduri per tutto il periodo invernale. I Pronto soccorso sono intasati a causa dei soliti e prevedibili forti afflussi, i reparti ospedalieri sono pieni per ricoveri di pazienti a grave complessità”.

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> “Una situazione prevedibile – commentano Salvatore Ballacchino e Maurizio Cirignotta, componenti della segreteria regionale – che si ripete ormai ogni anno. E’ infatti evidente che con questa mole di lavoro a cui fare fronte, garantire un adeguato monitoraggio e un’adeguata sorveglianza è assolutamente difficile”.

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> Un situazione risolvibile secondo la Fsi-Usae apportando nuovo personale negli ospedali ed aumentando i posti letto soprattutto nelle medicine.

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> “Ormai a tutto si pensa, tranne al diritto alla salute dei cittadini. La politica in questi anni si è dimostrata sorda e cieca ai bisogni essenziali delle persone in nome dei risparmi. I sindaci, primi garanti della salute pubblica, sono che firmano e avallano in Conferenza dei sindaci, le riorganizzazioni ed i tagli di aziende sanitarie e Regione. La smettano di indignarsi e preoccuparsi solo a parole. Si oppongano a questa politica e pretendano il rispetto del diritto alla salute per i cittadini, pensando soprattutto ai più deboli.”, conclude Maurizio Libro componente segreteria regionale

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