Piazza Armerina il 19 dicembre convegno “Omega 3 e i Tesori nel Guscio”

OMEGA 3 E TESORI NEL GUSCIO, I BENEFICI DELLA FRUTTA SECCA PER LA SALUTE

SE NE DISCUTE IN UN CONVEGNO LUNEDI’ 19 DICEMBRE A PIAZZA ARMERINA

Omega 3 – Tesori nel guscio” è il titolo del convegno su frutta secca, dieta mediterranea, e sviluppo del territorio che si svolgerà lunedì 19 dicembre alle 10,30 nel Polo Museale di Palazzo Trigona, a Piazza Armerina (Enna), nato su progetto di Idimed, Istituto della Dieta Mediterranea, con il patrocinio dell’Assemblea regionale siciliana, in partenrship con il Consiglio italiano del Movimento Europeo.

Una importante vetrina di settore con le mandorle, i pistacchi, le nocciole, i “tesori nel guscio” Made in Sicily. E’ un’occasione per promuovere la cultura, la salute e la sostenibilità e al contempo valorizzare le eccellenze enogastronomiche siciliane ponendo in primo piano il benessere e il mangiar sano della dieta mediterranea; il Mediterraneo come luogo di civiltà e di identità culturale e la sostenibilità ambientale come volano di sviluppo integrato del territorio. Istituzioni, amministrazioni, aggregazioni locali, produttori, trasformatori, chef, pasticceri, imprenditori ed esperti del settore, come agronomi, economisti, specialisti di marketing territoriale, tutti insieme in una manifestazione che vuole essere un momento di riflessione comune, per capire meglio ed evidenziare ed individuare le azioni comuni da portare avanti per interventi più efficaci. Buone pratiche a confronto per scoprire i punti di forza e per rilanciare e riorganizzare, attraverso l’aggregazione, il territorio.

Aprirà i lavori Antonio Venturino, vice presidente vicario dell’Ars. Interverranno: Luisa Lantieri, assessore regionale alle Autonomie locali, Mario Alloro, deputato Ars, Liborio Gulino del Gal Rocca di Cerere, Tiziano Caruso, presidente distretto AgroBioPesca, Cateno Ferreri, presidente Apromas. Conclude: Bartolo Fazio, consigliere delegato IdiMed.

Nel pomeriggio, alle 15, interventi tematici con: Rosario Schicchi, direttore del Consorzio Cirita, Unipa; Vincenzo Fasone, direttore corso Economia aziendale UniKore; Giuseppe Carruba, ricercatore oncologo coordinatore scientifico Fed e Dimesa; Fabrizio Carrera, giornalista e direttore di Cronachedigusto.it; Giulio Mastrogiuseppe, esperto di comunicazione e marketing, Claudio Gambino, docente di Geografia economica UniKore; Luciano Caruso, dipartimento Agricoltura, alimentazione e ambiente, Unicatania.

Saranno presenti, tra gli altri, Pippo Ricciardo dell’ufficio assessorato Agricoltura di Sant’Agata di Militello, Salvatore Cassarino di Gal Terra Barocca, Felice Genovese, vice presidente regionale della federazione dei Dottori Agronomi e Forestali, Giuseppe Ippolito del Gal Terre del Nisseno; ed ancora, il sindaco di Polizzi Generosa, Giuseppe Lo Verde, Giovanni Messina del Caseificio Bompietro, l’azienda Fernandez per i pistacchi di Bronte, Gaspare Marano, preside dell’Istituto Professionale alberghiero di Stato “Pietro Piazza” di Palermo, Michelangelo Fabio Montesano, presidente Ordine Commercialisti Enna; Maurizio Prestifilippo, presidente Confcommercio Enna, una delegazione di produttori e trasformatori della Nocciola dei Nebrodi, Comitato “La Nocciola della Sicilia centrale”. Modera: Francesca Cerami, direttore di Idimed.

Oggi più che mai si assiste al moltiplicarsi di iniziative e attività collegate alla prevenzione e alla ricerca e alla sensibilizzazione e all’informazione per un corretto stile di vita – Bartolo Fazio, consigliere delegato IdiMed -. Educazione alimentare e promozione delle specificità enogastronomiche locali sono diventati “di moda”. Nascono nuovi programmi, proliferano convegni e giornate di studio, concorsi, laboratori e progetti specifici, ma spesso manca un coordinamento in grado di creare “valore aggiunto” per il territorio. E’ necessario, infatti, assumere una governance territoriale di questo processo – aggiunge Fazio – mettere in campo un’azione di mappatura, monitoraggio e di valutazione, nonché di raccordo e di messa in rete delle iniziative di successo. Individuare le Buone Prassi a livello locale e “replicarle” e poi trasferirle nel contesto nazionale. Interpretare un ruolo istituzionale di regia. Avviare un percorso di sviluppo concertato, partecipato, sostenibile e armonico tra le diverse componenti pubbliche e private chiamate in campo”, conclude.

E’ una occasione per parlare di una nuova cultura dell’alimentazione legata al territorio che preserva e valorizza l’identità attraverso la contaminazione, l’integrazione, lo scambio e la valorizzazione dei prodotti locali – spiega Antonio Venturino, vice presidente vicario dell’Assemblea regionale siciliana, che ha sostenuto il progetto – ma è una giornata che serve a far incontrare le persone che si occupano a vario titolo ogni giorno di cibo, di benessere e di salute. Le istituzioni hanno precise responsabilità anche per mettere in rete tutti gli attori che a vario titolo si occupano di cibo, salute e benessere per queste ragioni ho ritenuto opportuno sostenere questo momento di confronto”, conclude Venturino.

E’ prevista una degustazione con assaggi di gastronomia ispirati al tema del ristorante “Al Fogher”, a cura dello chef Angelo Treno. Petit four di frutta secca, a cura del Culinary Team Associazione Cuochi e Pasticcieri di Palermo.

NOTE

Riprendendo la definizione che ha riconosciuto la “Dieta Mediterranea” come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità (Novembre 2010, Comitato Intergovernativo Unesco, Kenya). “La Dieta Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra le culture, la raccolta, la pesca, conservazione, trasformazione, preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale che è rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali o frutta secca e verdura fresca, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, condimenti e numerose spezie, il tutto accompagnato da vino ed infusi, sempre rispettando le convinzioni di ogni comunità. Tuttavia, la dieta mediterranea (dal greco Diaita, o stile di vita) è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l’interazione sociale, dal momento che i pasti comuni sono la pietra angolare di costumi sociali e feste. Essa ha dato luogo ad un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. Il sistema si fonda sul rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali ed artigianali collegate alla pesca ed alla agricoltura nelle comunità del Mediterraneo”. La scelta degli alimenti che compongono la dieta mediterranea, e in particolare, delle dosi e delle modalità di consumo e trasformazione delle stesse, è basata sulle principali conoscenze che la ricerca scientifica ha potuto solidamente confermare, in decenni di ricerche cliniche ed epidemiologiche sul ruolo dell’alimentazione e dello stile di vita nella genesi delle malattie croniche che caratterizzano il mondo moderno. Il corretto equilibrio nutrizionale della dieta mediterranea è stato dimostrato scientificamente negli anni Settanta dallo Studio dei sette Paesi di Ancel Keys (un medico americano) che metteva a confronto le diete di diverse popolazioni per verificarne i benefici e i punti critici. Da quell’analisi emersero per la prima volta le forti correlazioni tra tipologia di dieta e rischio d’insorgenza di malattie croniche, in particolare quelle cardiovascolari. A partire da quel primo studio, molte altre ricerche hanno approfondito l’analisi dell’associazione tra alimentazione e salute, confermando che l’adozione di un regime alimentare di tipo mediterraneo è collegata a un basso tasso di mortalità, una minore incidenza di malattie cardiovascolari, di disfunzioni metaboliche e di certe tipologie di tumori. La promozione e la valorizzazione della Dieta Mediterranea, come strumento di prevenzione primaria delle principali malattie cardiovascolari, metaboliche, oncologici che e degenerative è l’obiettivo del nostro evento che nasce dal connubio tra cultura, gusto e salute. Oggi, più che mai, è necessario parlare di “alimentazione a 360°”aggregando e integrando diversi aspetti del fenomeno: salutistici e di prevenzione primaria, agronomici, botanici, gastronomici/salutari, psicologici, relazionali e della comunicazione. Far conoscere l’alimento, fornire indicazioni precise in merito alla specificità nutrizionali e nutraceutiche, al peso e quantità, all’uso dei condimenti, alla provenienza e alla filiera, alla tradizione e alla saggezza dei nostri avi, nonché alle raccomandazioni degli Istituti accreditati, è la finalità che ci siamo posti. Il cibo rappresenta, infatti, l’occasione per “far gustare” il territorio attraverso una immersione e un coinvolgimento diretto del fruitore nelle specialità culinarie, culturali e ambientali che caratterizzano i luoghi di origine degli alimenti.

Visite: 371

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI