Piano Industriale Unicredit; Fabrizio Greco (First Cisl) In Sicilia centinaia di uscite e nessun turnover

Le dichiarazioni di Federico Ghizzoni circa le variazioni al Piano Industriale 2013/2018 annunciate ieri, impattano fortemente anche sulla rete siciliana del Gruppo Unicredit, che dalla fusione con Capitalia in poi non conosce pace.

I circa 4.000 dipendenti del Gruppo sono destinati ad assottigliarsi ulteriormente. Non si conoscono i numeri precisi degli esuberi in Sicilia, ma certamente saranno diverse centinaia, che si sommano alle migliaia di uscite realizzate con i prepensionamenti.

I Sindacati non ci stanno. Fabrizio Michele Greco – della Segreteria First Cisl Unicredit S.p.A. – è seriamente preoccupato e parla di desertificazione . “ E’ venuta fuori, ancora una volta, la “miopia strategica “ del Gruppo che sviluppa l’equazione – aumento redditività = riduzione del costo del lavoro – . L’accordo del 28 giugno 2014 prevedeva 800 nuove assunzioni e la stabilizzazione di 670 apprendisti, nessuna delle quali realizzata in Sicilia. Quindi è assolutamente necessario che si realizzi un positivo turn over (non svecchiamento come lo chiama Ghizzoni) attraverso l’assunzione di giovani in Sicilia, investendo anche nelle professionalità esistenti. Altrimenti si va verso la “desertificazione” con chiusura di filiali, ed è inutile lasciare l’insegna Banco di Sicilia perché “tira” per al clientela se poi non si investe seriamente sul territorio in termini di sviluppo. Bisogna fare ciò portando nell’Isola nuove attività, anche ad alto contenuto professionale: altrimenti gli esuberi si creano scientificamente in determinate aree del Paese”.

Il dubbio è – conclude Greco – che, in prospettiva, scompaia la Region Sicilia, creando ulteriori esuberi nelle strutture di Governo della banca nell’Isola – magari accorpandola con la Region Sud con sede a Napoli. Cosa che non avrebbe senso considerando la massiccia presenza di Unicredit in Sicilia.

 

Visite: 444

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI