Petrolchimico di Gela, Cgil, Cisl e Uil “Accordi inattuati”

Palermo, 6 gen- A due mesi dalla firma al Ministero dello sviluppo
economico dell’accordo con l’Eni sugli impianti di Gela, questo risulta
in larga misura inattuato. Lo denunciano Cgil, Cisl e Uil siciliane e di
Caltanissetta in una nota inviata alla Presidenza del Consiglio dei
ministri, al Presidente della regione, alle istituzioni locali, all’Eni,
a Confindustria e ai deputati della provincia di Caltanissetta. I
sindacati parlano di “ingiustificato immobilismo del governo regionale e
di quello nazionale, di irresponsabile equilibrismo politico delle
istituzioni locali e chiedono maggiore consapevolezza istituzionale.
Abbiamo sottoscritto il protocollo- sottolineano- per vederlo attuato”.
Per la cassa integrazione, “su cui si scontano- si legge nella nota-
ingiustificati ritardi sia a livello regionale che nazionale sulle
procedure per garantire tutti i lavoratori dell’indotto”, Cgil, Cisl e
Uil fanno sapere di avere inoltrato la richiesta al ministero del
lavoro, “di fatto sostituendoci alla Regione”, dicono. Si registra
invece ancora un nulla di fatto, rilevano, sulla dichiarazione dello
“Stato di crisi complessa”, il cui iter deve essere avviato dalla
Regione ed è funzionale all’attivazione di tutte le misure in favore dei
lavoratori dell’indotto, delle imprese e per gli investimenti. “Doveva
essere un adempimento rapido per accelerare l’iter del protocollo di
intesa- sottolineano i segretari regionali delle tre sigle Michele
Pagliaro, Domenico Milazzo , Claudio Barone e i segretari provinciali,
Ignazio Giudice, Emanuele Gallo, Vincenzo Mudaro- seguito da una decisa
iniziativa nazionale, ma tutto è fermo”. Questo, quando basta una
riunione della giunta di pochi minuti, osservano i sindacati, per
approvare la richiesta di stato di crisi da inoltrare al Mise: “La si
convochi subito- è la loro richiesta- non si perda tempo, perdendo la
grande opportunità che si offre per il territorio ”. Con lo Stato di
crisi complessa, ad esempio, “si agevolerebbe il percorso delle aziende
che hanno chiesto di usare a prezzo di costo le aree produttive
dismesse, come nel caso di Mossi e Ghisolfi. E’ interesse di tutte le
parti – sostengono i firmatari della nota- l’avvio rapido dell’iter e
auspichiamo dunque che tutti i soggetti interessati facciano sentire la
propria voce”. Da Cgil , Cisl e Uil viene anche un appello alle
istituzioni locali a fare sentire la propria voce “pretendendo
interlocutori tecnici e istituzionali che attuino il protocollo”. I
sindacati rilevano anche che “nei complessi rapporti tra Regione ed Eni
non possono esserci uomini per tutte le stagioni, che ricoprono più
incarichi”.

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