Petralia Sottana la collettiva fotografica “Madonie. Paesaggi”

Con alcune foto di Enzo Sellerio, Leonard Freed e Josip Ciganovic si inaugura sabato a Petralia Sottana la collettiva fotografica “Madonie. Paesaggi”

PETRALIA SOTTANA, 23 OTTOBRE 2018

Per dimostrare che le immagini sono più potenti delle parole, Leonardo sfidava a scrivere il nome di Dio e a dipingere contemporaneamente un ritratto: vedrete, diceva, dove tutti andranno a pregare. E per questo che un quadro o una foto ci commuove più di un discorso o un testo scritto.
Sarà inaugurata sabato prossimo (27 ottobre 2018), alle ore 12, a palazzo Pucci Martinez, in corso Paolo Agliata, a Petralia Sottana (Palermo), sede dell’Ente Parco delle Madonie, la mostra fotografica “Madonie. Paesaggi” a cura di Emilia Valenza.
Si tratta di una collettiva di fotografi di generazioni differenti, che sarà visitabile sino al 31 dicembre (da giovedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19) con foto di Roberto Boccaccino, Alfredo D’Amato, Alessandro Di Giugno, Turiana Ferrara, Ezio Ferreri, Sandro Scalia.
La mostra, inserita nel cartellone culturale del progetto “Madonie Landscapes” e di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, include alcune opere della storica esposizione “Le Madonie viste da Enzo Sellerio” del 1973, ospitata negli spazi della Pro Loco di Petralia Sottana, con foto di Enzo Sellerio, Leonard Freed e Josip Ciganovic. Impressioni e suggestioni di questi maestri della fotografia, un siciliano, un newyorkese e un serbo, che hanno prestato uno sguardo attento all’identità delle Madonie, una fotografia in grado con i suoi contorni di rendere immortali aspetti della cultura, luoghi e personaggi, ridisegnando i paesaggi, le umanità, la natura e l’architettura, dove il bianco e nero svela atmosfere inattese e potenti scorci di natura.
E appunto, “Madonie. Paesaggi” intende riprendere un filo narrativo con questa porzione di territorio siciliano, offrendo una selezione di fotografie, una narrazione articolata su più registri, tale da proiettare lo spettatore verso coordinate visive differenti: dalle ampie distese dei campi, dove la natura si svela attraverso il lavoro dell’uomo, alle vedute lontane segnate dalle serpentine delle strade, al biancore accecante delle miniere di sale fino ai dettagli di un letto ormai asciutto di un fiume. Nelle case, lampadine accese svelano nuove abitudini come la scrittura o la meditazione. E poi la memoria degli incendi, la viltà dell’uomo che spegne col fuoco il respiro della natura.
I fotografi coinvolti sono tutti professionisti che vantano collaborazioni con testate nazionali e internazionali e magazine di settore, vincitori di premi di fotografia, partecipazioni a mostre personali e collettive, presenti in importanti collezioni museali.
“La mostra è inserita – afferma Laura Barreca, Direttore del Museo Civico di Castelbuono – nel programma di Madonie Landscapes e sposa a pieno le finalità del progetto iniziato nei mesi scorsi concepito come strumento di rilancio turistico e culturale del territorio madonita, grazie alla collaborazione strategica degli amministratori dei tredici comuni aderenti, con i quali è stata realizzata la programmazione culturale di “Palermo Capitale della Cultura 2018”. Una piattaforma di buone pratiche pensata per promuovere le Madonie come “brand”, ovvero Madonie Landscapes fondato sulla valorizzazione di un patrimonio materiale e immateriale tra i più importanti d’Italia, che rende il paesaggio madonita un unicum nel Mediterraneo. Un ringraziamento particolare – conclude Laura Barreca – va al Parco delle Madonie e all’ITALKALI, quest’ultima ha supportato la mostra, preziosa la collaborazione di Mario Murgia (Presidente della Pro Loco di Petralia Sottana), Alessandro Valenza, Luca Calderaro, Piero Ferlino, gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: Giulia Terzo (collaborazione alla declinazione grafica della mostra) e Riccardo Farinella (collaborazione all’allestimento), i ragazzi del servizio civile di Petralia Sottana”.

Biografie DEI FOTOGRAFI
ROBERTO BOCCACCINO
Nel 2009 si diploma alla Danish School of Media and Journalism di Aarhus in Danimarca. Si occupa primariamente di ricerche fotografiche di lungo corso e progetti legati all’immagine. Negli anni ha ricevuto riconoscimenti internazionali tra cui il Premio ATF Fnac e il primo premio nella categoria ritratto al Årets Pressefoto (Danish Press Photo), oltre ad essere stato finalista in selezioni come lo Joop Swart Masterclass, il Premio Gabriele Basilico, il Premio Graziadei, il Lumix Photojournalism Multimedia Award.
I suoi lavori sono stati pubblicati da magazine italiani e internazionali (New York Times Lens, Burn, Geo Germany, Zoom (new talent Issue), Yet, D/La Repubblica, FK Magazine, Vision China e altri) ed esposti in mostre collettive e personali in Europa e Nord America.
Vive a Palermo dove sono nati Samuele e Nina, i suoi figli, e Minimum, uno spazio dedicato ai progetti per la fotografia e l’immagine.

ALFREDO D’AMATO
Alfredo D’Amato (1977) ha studiato Arte, Media e Design al London College of Printing. Successivamente si è laureato in Fotografia documentaria presso l’Università del Galles, Newport, Regno Unito. Lavora principalmente a progetti a lungo termine incentrati su diversi fronti, Europa occidentale e orientale, Africa e Sud America, con un particolare interesse per i paesi di lingua portoghese, concentrandosi sulle interrelazioni tra origini africane e influenze occidentali. Ha pubblicato il suo lavoro su numerosi giornali e riviste internazionali e ha lavorato con l’UNHCR, l’UNICEF e molte altre ONG in Europa e oltre. Ha vinto il prestigioso Observer Hodge Award e ha ricevuto il primo premio nel fotogiornalismo agli One Media awards e all’ UNICEF Photo dell’anno nel 2005; lo stesso anno è stato anche selezionato per il World Press Photo Masterclass e ha ricevuto la borsa di studio Marco Pesaresi in Italia. “Cocalari”(Postcart Editions), è la sua prima monografia fotografica, pubblicata nel 2010. Attualmente sta lavorando a un nuovo progetto di libro sui paesi lusofoni in Africa e Brasile. Il lavoro di Alfredo fa parte della collezione permanente del George Eastman House Museum di Rochester, nello stato di New York

ALESSANDRO DI GIUGNO
Si diploma nel 2001 presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, nel 1999 partecipa al progetto Socrates-Erasmus presso l’Ecole de Beaux Art de Rennes. Nel 2001, vince la II edizione del Genio di Palermo studi aperti degli artisti); maggio 2002 fa una residenza d’artista presso l’AIR -Artist in Residence, con il patrocinio della Kunsthalle di Vienna. Nel 2005 insieme a UDLA -Università de las Americas- Puebla MEXICO realizza un progetto fotografico per AZTECAS American Football team. Per ACCR Associacion de Centre Culturel de Rencontre e UNESCO realizza un progetto fotografico all’interno del Programme Odyssée / projet de résidence, presso la fortezza di Suomenlinna Helsinky-Finlandia, l’IMEC – Abbaye d’Ardenne Caen- Francia e la Saline Royale d’Arc-et-Senant Francia. Sempre nel 2005, vince il premio Banco di Sicilia / Il Genio di Palermo VI ed. studi aperti degli artisti . Per la ONG CISS realizza nel marzo 2006 “Petit Passage en Maroc”. Ha pubblicato per Arte, le Monde 2, Sportweek, Mood. È tra gli artisti dell’Archivio S.A.C.S – Sportello per l’Arte Contemporanea della Sicilia – del Museo RISO con sede a Palermo. Dal 2015 lavora al progetto “Magenta”, un reportage sugli incendi in Sicilia. Insegna fotografia e video nella scuola superiore.

TURIANA FERRARA
Turiana Ferrara (1980) ha studiato all’ABA di Palermo e al Biennio Specialistico di Fotografia all’ABA di Catania. Docente presso i laboratori fotografici di Obiettivo Creativo, un progetto del Ministero della P.I. Realizza diverse ricerche fotografiche sul paesaggio siciliano seguendo percorsi tematici sulla storia e la memoria dei luoghi e sui mutamenti del territorio. Sviluppa il tema del viaggio, del percorso, del camminare, inteso come strategia cognitiva e strumento di indagine ed esplorazione del paesaggio. Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive: Fondazione Fotografia di Modena (2010), Premio Nazionale delle Arti (Napoli 2010), Festival della Creatività (Firenze 2010); Premio nazionale delle Arti per il Design della Comunicazione (Urbino 2012), Mostra Area189 (Catania 2012); Magazzini del Sale (Cervia 2012) Premio OPERA/le vie dell’acqua (Ravenna 2012). Nel 2013 realizza lo scatto fotografico per l’immagine guida Acqua Micans creata da Marzia Migliora per la Nona edizione della Giornata del Contemporane; Premio Giovane Talento al Ragusa Foto Festival (2013). Lo sguardo e la Luce (Palazzo Sant’Elia, Palermo 2015) Paesaggi di nuvole (Galleria Nuvole, Palermo – Casa dell’Architettura, Roma 2016); Festival Internazionale di Fotografia Gibellina Photoroad (Gibellina 2016), MaGa (Museo Arte Gallarate, 2017). Nel 2017 e 2018 ha condotto il progetto SpaccaMurgia per Legambiente Puglia. Vive e lavora a Palermo.

EZIO FERRERI
Ezio Ferreri (1955, vive e lavora a Palermo) fotografo professionista, opera nell’ambito della fotografia per la comunicazione visiva (pubblicità, still life, industriale, architettura). Parallelamente all’attività professionale sviluppa percorsi di ricerca fotografica. Insegna Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Sassari. Tra le sue mostre personali: Ezio Ferreri | Tabula rasa (Collateral Event di Manifesta12, Palermo 2018); I Fantasmi del Belìce (Salemi 2018,); Le Pietre di Palermo (Festival internazionale di Fotografia Gibellina PhotoRoad, Gibellina 2016); In Sicilia. Cronache del paesaggio ultimo (Sofia, Palermo 2014; Salemi 2015); Miniere di Sicilia (Gibellina 2013; Palermo 2014 ); I fantasmi di Poggioreale/Ritorno alla vita (Poggioreale 2012), I luoghi (Gibellina 2012); Metropolis/ Sao Paulo (Palermo 2010); Ritratti degli artisti del genio di Palermo (Palermo 2005); Dissolvenze (Palermo 2002); Corpo e natura (Palermo 2001); Trazas de juegos sobra de antigua piedras (Buenos Aires 2000); I fantasmi di Poggioreale (Palermo 1999-2000); Gelatine (Palermo 1996); I teatri di Palermo (Palermo 1994); Masserie e case di campagna (Basel 1988); Ville di Bagheria e dintorni (Bagheria 1986); La ricchezza intelligente (Canicattì 1984); La condizione degli emigrati italiani (Frankfurt am Mein 1973). Ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all’estero. Ha pubblicato diversi libri di fotografia.

SANDRO SCALIA
Studi in fotografia a Milano alla Riccardo Bauer (ex Umanitaria) e all’Accademia di Belle Arti di Palermo e Catania. Inizia a lavorare professionalmente a Milano collaborando con redazioni internazionali, Fondazioni e studi di Architettura. Nei Rencontres de la Photographie di Arles nel 1995 è uno dei cinque autori internazionali premiati. Nel 1996 a “ModenaFotografia” vince il Premio Portfolio. Nel 2006 la Biennale di Venezia, 10ª Mostra internazionale di Architettura, lo invita a esporre fotografie, video e una videoinstallazione. Si occupa prevalentemente di architettura, paesaggio e beni culturali, ricevendo incarichi di campagne fotografiche per la creazione di archivi e pubblicazioni di libri. Dal 1997 è Professore docente di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo ed ha ricoperto per diversi anni il ruolo di professore a contratto in Fotografia presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo. Sue opere sono state acquisite da importanti collezioni pubbliche/private internazionali e ha pubblicato molti libri. Si è appena conclusa “Bel Vedere” una mostra presso Villa Zito a Palermo inserita nel progetto “Incursioni contemporanee”; per Manifesta 12 ha partecipato al progetto Rotor/Pizzo Sella/Manifesta 12, presso l’ex Mulino Sant’Antonino di Palermo.

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