Pesca Tardiva di Leonforte IGP; adesso grazie all’azienda Samperi si può anche bere

Dal sacchetto alla bottiglia. E’ il percorso che potrà fare la pesca tardiva conservata nel sacchetto di Leonforte Igp, l’unica con determinate caratteristiche organolettiche tanto da essere presidio Slow Food che il primo fine settimana di ottobre celebra la sua Sagra e che inizia ad essere trasformata anche come nettare da bere. L’idea è venuta a Giovanni Trovati titolare dell’Azienda Samperi che ha iniziato la trasformazione. Per quest’anno prevede di produrre non più di 1000 pezzi da 200 ml. “Ma spero di riuscire nei prossimi 2 anni – dice – a toccare 20 mila”. Giovanni Trovati che è anche presidente provinciale della Cia, origini leonfortesi ma sino a una decina di anni ha vissuto a Roma, ha ereditato l’azienda dal padre e quindi diventando imprenditore agricolo dapprima per necessità. Ma da diversi anni si è buttato a capofitto ed a tempo pieno in questa avventura imprenditoriale. “L’azienda la vivevo dapprima in modo distaccato – ci racconta incontrato nella sua azienda attiva dal 1978 – ma dopo la morte di mio padre me la sono trovato tutta sulle spalle”. Ma non si è affatto scoraggiato ed ha iniziato a portare delle migliorie ed oggi la sua azienda di circa è di circa 11 ettari di pescheto ( ma circa 8 in produzione effettiva). Ma anziché rimanere legato solo alla produzione del frutto fresco, ha iniziato a macinare idee ed a pensare come differenziare l’attività, iniziando dapprima con le pesche sciroppate e da alcuni mesi con la produzione di questo particolare succo realizzando nella stessa azienda un laboratorio per la trasformazione. Ne viene fuori così un nettare non meno del 50 per cento del prodotto proveniente dalla trasformazione del frutto. “Ma io voglio essere onesto – precisa – non ho inventato nulla perchè sia le pesche sciroppate che il succo a livello famigliare a Leonforte si fanno da sempre. Sto solamente cercando di rendere più aziendale queste tradizioni”. Ed i primi riscontri sono più che incoraggianti. “Voglio precisare che il prodotto rimarrà sempre per certi versi di nicchia anche perchè la quantità di prodotto rimane sempre la stessa. Io spero però che sia una “nicchia sostenibile, ovvero che abbia un prezzo che sia alla portata di più gente possibile”. (La produzione della pesca tardiva abbraccia un comprensorio di non più di 150 ettari con una ventina di produttori). Ma sicuramente i segnali che arrivano sono incoraggianti. Fermo restando che sia la produzione delle pesche sciroppate che del nettare rimane sempre una quota minoritaria rispetto a quello della vendita e commercializzazione del prodotto fresco. Ma è fuor di dubbio che quest’altra opportunità da la possibilità di non sprecare assolutamente nulla del prodotto”. I mercati di riferimento diventano quelli del nord Italia ed all’estero. E per questo inizia la fase più difficile che è quella della commercializzazione. “Sicuramente non sarà facile – continua – ma ripeto questo è un prodotto che ha un suo mercato che non è quello dei tradizionali succhi di frutta.” Tra l’altro questa nuova proposta imprenditoriale può aprire anche prospettive di opportunità lavorative. “Per adesso ho solo ampliato di 4 unità ed a carattere stagionale – commenta – ma mai dire mai”.

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