Pensioni, in corso a Catania manifestazione Flai Cgil

Pensioni: a Catania in corso la manifestazione della Flai per chiedere
tutele reali per gli stagionali.
Galli: “La protesta proseguirà”. Mannino: “la Regione riordini le norme
sul mercato del lavoro e gli enti di servizio all’agricoltura”

Catania, 13 dic- Parte dalla Sicilia la protesta della Flai Cgil per
chiedere un sistema pensionistico equo che tuteli i lavoratori del
settore agroalimentare, molti dei quali stagionali. E’ in corso a
Catania una manifestazione regionale che si concluderà con il comizio
della segretaria nazionale Flai, Ivana Galli. Secondo le stime del
sindacato sono in piazza circa 5.000 persone. Nell’isola il lavoro
discontinuo riguarda 120 mila addetti tra agricoltura, forestale e
industria agroalimentare. “Partiamo dalla Sicilia – dice Ivana Galli-
per il peso che ha in questa regione il lavoro bracciatile. Ma non ci
fermeremo: venerdì terremo infatti un presidio davanti a Montecitorio
chiedendo di essere ricevuti dalla Commissione Bilancio, dove sono in
discussione gli emendamenti alla legge di Bilancio che riguardano il
nostro settore e andremo avanti anche dopo la conclusione del mandato di
questo governo”. La Flai chiede che l’emendamento che blocca per due
anni l’innalzamento dell’età pensionistica in rapporto all’aspettativa
di vita venga modificato in modo da potere realmente comprendere i
lavoratori agricoli a tempo determinato e quelli della pesca. “Devono
essere fatti riferimenti specifici- dice Alfio Mannino, segretario
generale della Flai Sicilia- parlando chiaramente di Otd (operai a tempo
determinato) e prevedendo per i lavoratori della pesca 9 mesi di
continuità lavorativa, che sono quelli effettivamente svolti in un anno.
La norma attuale – osserva- pur citando questi lavoratori parla di 6
anni di continuità nel lavoro, irraggiungibili per gli stagionali”. La
Flai chiede anche al Governo di inserire il lavoro agricolo tra quelli
gravosi, garantendo l’accesso all’Ape sociale agli stagionali a partire
dai 63 anni con l’abbassamento da 36 a 30 della contribuzione
necessaria. “ Sarebbe questo già un segnale- afferma Ivana Galli- nel
senso dell’equità, peraltro parliamo di una platea di soggetti
potenzialmente interessati di appena 10 mila persone. Se non si modifica
la legge Fornero inoltre – aggiunge la segretaria Flai- i nostri
stagionali rischiano di andare in pensione dopo i 70 anni e questo è
impensabile da tutti i punti di vista, quello umano, quello sociale,
vista la gravosità dei lavori svolti”. La protesta siciliana di oggi è
rivolta anche al nuovo governo regionale: “Chiediamo attenzione alla
qualità del lavoro nell’agroalimentare- dice Alfio Mannino- procedendo
al più presto al riordino delle norme che riguardano il mercato del
lavoro e degli Enti al servizio dell’agricoltura, cioè Esa e Consorzi di
bonifica”.

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