Parco Minerario Floristella nell’abbandono la Cgil: “Apriamo una vertenza per la sua promozione turistica”

Un sito che potrebbe rappresentare uno dei volani di sviluppo economico di un intero comprensorio rischia invece di essere assolutamente abbandonato dalle istituzioni. E’ quello che succede per il Parco Minerario Floristella Grottacalda in territorio da Enna e Valguarnera. Il sito minerario dove è passata un pezzo si storia del ventesimo secolo dell’ennese oggi rappresenta con i suoi impianti di estrazione e il suo sontuoso Palazzo Pennisi, uno dei maggiori esempio e meglio conservati di archeologia industriale del meridione d’Italia. In altre aree italiane e straniere da siti come queste ne hanno tratto da un punto di vista turistico importanti benefici. Ma per quello di Floristella le istituzioni pubbliche interessate dalla Regione che ne è proprietaria ai comuni di Enna, Valguarnera, Piazza Armerina e Aidone che ne fanno parte del Cda dell’ente gestore pare non interessa nulla, Solo alcuni giorni fa il “teatrino” della nomina da parte della Regione di un Commissario che però si è immediatamente dimesso. E così nel caos generale, i 15 dipendenti tra l’altro tutti provenienti dal bacino dei precari, si trovano nel non sapere cosa fare ma sopratutto senza stipendi da diversi mesi. In considerazione di tutto ciò la segreteria provinciale della FP Cgil ha proclamato lo stato d’agitazione di tutto il personale, ma ancor di più vuole aprire una vertenza sul sito perchè ritiene che si deva iniziare un vero progetto di valorizzazione e promozione del sito. “Siamo veramente al ridicolo – commenta il segretario provinciale della FP Cgil Giovanni La Valle – la Regione nomina una persona per la guida dell’Ente Parco e questo 5 minuti dopo si dimette. Il personale è stato lasciato senza avere una guida e senza stipendio. Ma la cosa ancora più assurda è come un sito di questa portata ed importanza possa essere lasciato nel più totale disinteresse quando invece potrebbe rappresentare un punto di riferimento per le politiche di turismo sostenibile del territorio ennese. LaCgil aprirà una vertenza che riguardi sia la tutela dei diritti dei lavoratori ma anche il recupero del sito per farne un importante strumento di sviluppo economico del territorio”.
Riccardo Caccamo

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