Parco Minerario Floristella; in stato di agitazione i 20 dipendenti

Per colpa principalmente della burocrazia dallo scorso aprile non percepiscono lo stipendio e di conseguenza appoggiati dalla Uil e dai Cobas che hanno comunicato quanto sta avvenendo alla Prefettura, da ieri hanno proclamato lo stato di agitazione riservandosi di intraprendere nei prossimi giorni se non ci saranno risposte, azioni molto eclatanti. Succede ai 20 dipendenti dell’Ente Parco minerario Floristella Grottacalda uno dei più importanti esempi non solo in Sicilia di archeologia industriale, che dopo 5 mesi senza percepire un centesimo ma garantendo lo stesso con grande senso di responsabilità i servizi all’utenza, sono arrivati allo stremo. Ma la cosa che appare paradossale è che la loro situazione non è dovuta principalmente ad una carenza di liquidità della Regione, in pratica il loro “datore di lavoro”, ma a fatti quasi esclusivamente burocratici. L’ente parco minerario Floristella da poco più di un anno si trova senza presidente visto che nell’agosto del 2014 si dimise l’allora presidente Giuseppe Lupo. Ma da quel momento la Regione che avrebbe dovuto nominare il suo sostituto non lo ha fatto e l’attività ordinaria è stato portata avanti dal vice presidente Paolo Mancuso che in questi mesi che ha portato avanti l’attività ordinaria, ha fatto qualcosa anche di “straordinario” riuscendo anche ad anticipare qualche stipendio ai lavoratori. Ma dallo scorso giugno però è decaduto per scadenza regolamentare il cda e quindi l’ente si trova senza un soggetto giuridico in grado di poter fare richiesta alla Regione dei fondi necessari per il pagamento dello stipendio. Il vice presidente Mancuso proprio per non lasciare l’ente senza una guida aveva provveduto a farsi dare dagli altri enti, soci, vale a dire la Provincia ed i comuni di Enna, Valguarnera, Aidone e Piazza Armerina, i nominativi dei rappresentanti per la composizione del Cda. E l’11 giugno questo è stato convocato con la nomina intanto di un vice presidente in attesa che la Regione indichi il suo nominativo. Ma ad oggi però dalla stessa Regione non è arrivata la ratifica alla delibera di costituzione del nuovo Cda. E tra l’altro pare che prima che si possa nominare il nuovo cda, si dovrebbe procedere ad una modifica dello statuto. Ma senza il cda insediato la modifica chi la fa? Quindi è come la storia del cane che si morde la coda. E in mezzo a questo gran caos a pagarne le spese sono sempre i lavoratori che sono ormai arrivati allo stremo. E quando dicono che potrebbero intraprendere azioni più eclatanti, tutto ciò non dovrebbe essere assolutamente sottovalutato. Per chi non avesse idea di cosa è il parco minerario Floristella, si tratta di una miniera di zolfo non produttiva ormai da oltre 30 anni ma che conserva intatti tanti siti “sensibili” come cunicoli, discenderie, pozzi e torrette. Quindi quando l’esasperazione supera ogni limite fare una azione eclatante in un sito come questo diventa più pericoloso che farlo in un altro posto.

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