Palermo, stasera in diretta radio l’intervista al Pittore Pietro Alessandro Trovato

Si sente pronunciare centinaia e migliaia di volte, si ripete in qualsiasi esposizione d’arte: “l’Artista”, “l’Artista”, per indicare, al suo arrivo, l’autore dei colori di quelle tele. Chi sa a quanti è chiaro l’etimo del termine, la forma più antica, documentata o ricostruita, cui si possa risalire percorrendo a ritroso la storia della parola, che vuole l’artista persona aperta al sentimento del bello. L’etimologia sanscrita della parola arte ne significa andare verso, e l’etimologia latina della nozione artista rimanda al concetto di maestro d’arte. Si può dedurre che tutti possono dare arte sebbene poche volte questa è proposta e creata da veri artisti. È una delle ragioni, già espressa in altre occasioni editoriali, e che si ritiene opportuno ripetere, per le quali il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese accetta di recensire esclusivamente il prodotto dell’opera di artisti che hanno raggiunto la maestria e che in essa vedono solo un punto di partenza, e non di arrivo.

Alle 21:30 il critico Paolo Battaglia La Terra Borgese sarà dunque ospite del conduttore della trasmissione Mauro Faso negli studi della storica Radio In.

Scrive il Critico in merito a questa opera di Pietro Alessandro Trovato:

È steso su una tela 50 x 40 cm, l’olio del 2009 con cui Trovato ritrae il padre e la madre; il titolo è infatti Ritratto dei miei genitori . È un raffigurazione di grande qualità pittorica oltre che di precisione descrittiva. Spiccano la dolcezza, l’amore e la dedizione che marito e moglie dedicano a Pietro e all’ambiente creato appositamente per la sua crescita.

La perla bianca naturale è usata quale usuale appannaggio della donna altolocata, qui in chiave speculativa per esaltare la purezza d’animo della madre.

I capelli di entrambi sono pettinati secondo una foggia di ascendenza siciliana.

Il divano giallo come il grano alla luce del sole, la cesta che contiene la candela e gli altri oggetti davanti la coppia di coniugi, sono gli artifici di cui Trovato si serve per indicare la compostezza con cui i suoi l’hanno allevato ed educato senza privazioni in un ambiente ancora rurale, sano e sincero.

Il pittore ha prestato particolare attenzione alla postura delle figure: la posa rigida in trattenuta compostezza dell’uomo e della donna simboleggiano l’innocenza, l’ignoranza del male, la incapacità d’intenderlo e di commetterlo. Lui guarda lei ammirato e lei, innamorata, estasiata e lusingata, vede lui pur posando lo sguardo altrove. L’affetto viaggia sorridente su di una linea non dipinta ma comunque visibile, la sua assenza è l’unica forma di dipingere l’invisibile, pochi artisti ci riescono.

I monili che lei indossa alle dita, nel dipinto come nella vita, alludono alla fiamma d’amore che la riguarda, che nel marito è sempre accesa così come vuole la candela dipinta.

Gli abiti sono privi di ogni ridondanza, puliti ordinati e composti rispecchiano l’eleganza di dignità vere, condizione di quella nobiltà morale che il loro figlio dipinge e rappresenta col perfetto ordine di luci ed ombre. L’oscurità dello sfondo rafforza l’impressione dell’intimità.

Visite: 343

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI