PAKISTANE: LE ITALIANE DEL XX SECOLO

PAKISTANE: LE ITALIANE DEL XX SECOLO
Di Alice Garofalo
Sana Cheena e Asma Rani sono i nomi delle due donne pakistane uccise di recente, la prima per i suoi comportamenti occidentali, la seconda perché non aveva voluto accettare le nozze combinate.
Questi due nomi ci dicono tanto non solo della condizione della donna in Pakistan, ma anche della posizione dell’uomo, una posizione privilegiata, giustificata e quasi intoccabile.
L’apertura al mondo occidentale ha mostrato alle donne pakistane che un altro modo di vivere è possibile così come le femministe americane e le suffragette inglesi lo hanno insegnato alle donne italiane, Paese in cui fino al 1981 vigeva il delitto d’onore. Tuttavia, se due donne sono morte perché degli uomini hanno deciso che il loro comportamento era inappropriato per una pakistana, il problema va ben oltre le leggi e i regolamenti nazionali: si tratta di responsabilità sociale. Se, infatti, molte donne e uomini sono aperti all’equità, la maggior parte fa capo ad una coscienza sociale sessista e ad usi e costumi che vedono la donna sottomessa all’uomo.
Cambiare il substrato culturale di una società è molto più difficile che cambiare leggi, e anche quando queste vengono cambiate non è detto che l’atteggiamento della società cambi.
Basti pensare al numero di femminicidi e stupri commessi tutt’oggi in Italia, atti emblematici del possesso esercitati dall’uomo sulla donna; o al cosiddetto “soffitto di vetro” (ossia la possibilità di una donna di fare carriera grazie alla parità di diritti e opportunità ma che a parità di curriculum vede l’uomo sempre preferito alla donna) che riporta numeri altissimi di donne che, nonostante un importante curriculum non riescono ad avanzare nella carriera professionale.
Insomma, se ancora in Italia la strada per un cambiamento culturale è lunga, in Pakistan sono ancora agli albori nonostante gli assassini di Sana Cheena rischino la pena di morte che, benché la determinazione a punire gli assassini, la dice lunga sul tema dei diritti umani.

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