Ospedale Umberto Primo; reparto Ginecologia, ridotti i posti da 34 a 24

Umberto I, l’allarme lanciato lo scorso mese diventa realtà, manca il personale e il primario di Ostetricia riduce i posti letto, che da 34 scendono a 24. Sale d’attesa piene, letti tutti occupati, e personale che fa su e giù dal reparto alla sala parto. «La situazione è ormai insostenibile», sostengono. L’unico punto nascita attivo nell’ennese, dopo la dismissione di Leonforte, Piazza Armerina e temporaneamente Nicosia viene depotenziato e, così, le partorienti sono costrette ad andare altrove per dare alla luce il loro bambino. Dal 2009 quando c’erano solo 16 posti letto a oggi che sono raddoppiati (da maggio sono 34 + 2) il personale in servizio è rimasto sempre lo stesso ma il reparto guidato da Ettore La Ferrera ha aumentato ogni genere di prestazione in quantità e complessità venendo, tra l’altro, individuato dalla Regione come trasporto emergenza neonatale STEN e assistito materno STAM e Hub della Sicilia centrale raccogliendo quindi le gravidanze ad alto rischio anche dal nisseno e dall’agrigentino oltre che dell’ennese. La combattuta decisione «con decorrenza immediata», assunta venerdì da La Ferrera, si è concretizzata senza batter ciglio da parte di nessuno. Risultato? La 25esima donna che giungerà all’Umberto I per partorire o essere ricoverata in Ginecologia sarà trasferita nel nosocomio più vicino di Catania o Palermo, se va bene. Lo stesso accadrà alle future mamme che seguite dai medici dell’ospedale ennese per tutti e nove i mesi partoriranno in altro ospedale con evidente disaggio. E pensare che il Decreto assessoriale vorrebbe per una divisione come quella di Enna 20 medici in organico, ma quelli in servizio sono 13, secondo i parametri regionali (stabiliti a luglio 2015) gli infermieri dovrebbero essere addirittura 36, ma invece sono 13, idem per le ostetriche che dovrebbero essere 23 e sono quindici. Insomma numeri da sogno che non sono per niente aderenti alla realtà. Nelle scorse settimane il giornale di Sicilia aveva raccolto delle testimonianze e interpellato la direzione sanitaria che aveva assicurato di individuare, almeno per il momento, del personale infermieristico da mandare al terzo piano ma questo non è avvenuto. Due erano gli infermieri per turno e due sono rimasti, dovendosi spartire fino a 40 ricoveri, più le urgenze ma soprattutto i parti, peraltro in un piano diverso. Il direttore sanitario Emanuele Cassarà, aveva informato gli operatori in servizio a Nicosia che avrebbero prestato servizio all’Umberto I fino alla riapertura del Punto nascita, così come tra l’altro prevede il decreto assessoriale, ma anche in questo caso tutto si è risolto in una bolla di sapone, il personale si è presentato di mattina senza essere messo nella turnazione regolare non provocando di fatto nessun miglioramento al reparto. La direzione, interpellata, non ha negato lo stato di sofferenza del reparto annunciando di avere richiesto nella nuova dotazione organica al vaglio dell’Assessorato un forte potenziamento del personale medico, ostetrico e infermieristico. E fino all’approvazione? Impossibile andare avanti così i medici si trovavano nelle condizioni di dover scegliere se dare priorità a una partoriente piuttosto che una donna con un cancro alle ovaie. Forte la preoccupazione dei cittadini che si aspettano risposte concrete dalla direzione generale.

Fonte: Giornale di Sicilia

Angela Montalto

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