Ospedale Umberto I; Reparto Ostetricia e Ginecologia; Asp “Richiesto raddoppio personale medico, ostetrico e infermieristico”

Nella proposta della nuova pianta organica al vaglio, in questi giorni, della Regione la direzione dell’Asp ha chiesto il raddoppio del personale medico, ostetrico e infermieristico del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Umberto I. A darci la notizia il direttore sanitario Emanuele Cassarà: «È indubbio che in questo momento c’è un surplus di prestazioni che l’Ostetricia sta garantendo con una certa difficoltà – è inutile nasconderlo – tanto è vero che nella nuova proposta della dotazione organica abbiamo proposto il raddoppio del personale: 19 medici, 23 ostetrici e 23 infermieri». I numeri dimostrerebbero che l’intenzione dell’Azienda sanitaria è quella di risolvere definitivamente il problema ormai cronico della carenza di personale che qualche giorno fa ha fatto scattare l’allarme di una riduzione dei posti letto da 35 a 24. Il rischio di incorrere in casi di malasanità sembra essere alto. Il primario Ettore La Ferrera, interpellato dopo le innumerevoli segnalazioni che ci sono arrivate da neomamme e familiari ha commentato: «oltre a garantire un posto letto è necessario prima di tutto assicurare un’assistenza adeguata e con questi ritmi è davvero difficile», ha ribadito il camice bianco. Anche ieri – questa è la media degli ultimi mesi – nel reparto dell’Umberto I unico Punto nascita attualmente attivo in provincia ci sono stati sei parti. Ricordiamo, infatti, che il Ginecologia è stato designato dalla Regione come Hub, ovvero Centro di riferimento per le gravidanze ad alto rischio e per le emergenze ostetriche e ginecologiche per tre Enna, Caltanissetta e Agrigento ma se entro questo mese le cose non cambieranno dalla 25esima donna saranno trasferite a Catania o Palermo si dice. Le parole dell’Azienda se pur incoraggianti non risultano convincenti e il personale così come i pazienti adesso vogliono i fatti. «La situazione è critica – dice Cassarà nel suo ufficio e aggiunge – ringraziamo il personale per tutti i sacrifici che sta facendo e vogliamo rassicurare perché con la richiesta avanzata alla Regione stiamo ponendo le basi per migliorare in maniera definitiva la situazione». E fino all’ok della Regione? «Domani mattina inviterò il direttore del presidio (Calogero Vasco) per vedere se c’è la possibilità di dare un supporto immediato al reparto reperendo altri infermieri». Il vero problema sono proprio gli infermieri, complessivamente undici ma di turno due alla volta che devono dividersi tra il reparto dove attualmente ci sono mediamente 35 ricoverate e al piano inferiore dove si trova la sala parto. E il personale di Nicosia? Il punto nascita è attualmente chiuso. «Resta là perché devono garantire la pronta disponibilità», risponde Cassarà. «In ogni caso – continua – proprio questa mattina (ieri per chi legge ndr) ho firmato una nota per i medici di Nicosia che secondo le note ministeriali devono recarsi all’Umberto I per frequentare il reparto e acquisire esperienza nei Punti nascita di secondo livello come Enna». A lungo ci siamo battuti affinché fosse aperta la quarta sala operatoria dedicata per non bloccare tutti gli altri interventi e adesso che è pronta non si apre per assenza di personale. «È vero – risponde il Dirigente – mancano gli infermieri e per ovviare il problema il primario La Ferrerà dovrebbe formare le ostetriche all’ uso della strumentazione operatoria».

Angela Montalto

fonte: Giornale di Sicilia 7/10/2015

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