Open Day sulle cure palliative domani all’Umberto I. Famiglia seguita dalla Samot racconta…

Saranno gli operatori del gruppo Samot Catania onlus (Società per l’assistenza al malato terminale) presenti a Enna da due anni a organizzare sabato 11 novembre un Open Day all’ospedale Umberto I di Enna bassa. Dalle 10 alle 13.30 sarà allestito uno stand all’ingresso del nosocomio con materiale informativo sulle cure palliative e l’assistenza che può essere fornita alle famiglie che scelgono di curare in casa un malato affetto da una patologia cronico-degenerativa giunto al fine vita.

La Samot Catania onlus ha sul territorio ennese 40 operatori che in oltre due anni di attività hanno assistito 200 famiglie. Il team per l’assistenza alle cure palliative è formato da medico, infermiere, psicologo, fisioterapista, assistente sociale, operatore socio-sanitario e assistente spirituale. “Parleremo alla gente della nostra esperienza e apriremo le porte a una nuova figura da inserire nelle nostre equipe, i volontari – spiega Carmela Savoca, psicologa supervisore dell’equipe – raccoglieremo le adesioni per chi desidera affiancarci in questa delicata missione, che prevede naturalmente un periodo iniziale di formazione”.

“Davvero? È possibile affiancarvi come volontari?”. A parlare è una coppia di sposi della provincia di Enna che da poco ha vissuto la perdita di una giovane parente: “Non è importante conoscere il nostro cognome o la città dove abitiamo, vogliamo solo portare la nostra testimonianza”.
Ad andare via con un tumore, poco più che 50enne, è stata la sorella di lui: “Siamo stati seguiti dalla Samot per sette mesi, abbiamo avuto a turno in casa gli operatori ogni giorno – racconta – l’equipe al gran completo, solo l’operatore socio-sanitario è stato sostituto da mia moglie”. Una malattia descritta come “mostro” che è piombata all’improvviso su una famiglia già provata da un lutto recente e che si è trovata a gestire due minorenni: “Mia cognata e i miei nipoti hanno scelto di lasciare la loro città e appoggiarsi a casa nostra – continua – la permanenza in ospedale non l’abbiamo neanche presa in considerazione, ma sapevamo bene che l’assistenza a casa non sarebbe stata una passeggiata”.

È da un medico della radioterapia che la coppia fu informata dell’esistenza della Samot: “Non conoscevamo questa realtà – ammette lei – ci siamo fidati dell’indicazione del dottore, ne abbiamo fatto richiesta attraverso il medico di famiglia e poi abbiamo fatto domanda all’Asp”. Così, un giorno il personale della Samot si è presentato a casa loro: “Non li abbiamo visti come estranei – confida – stavamo vivendo tante difficoltà e il loro arrivo è stato per tutti di grande conforto. Noi venivamo educati a sostenere mia cognata e lei aveva qualcuno che ascoltava il suo malessere, ogni giorno, a volte semplicemente avere un professionista che ascoltava, una persona esperta con cui sfogarsi era un grande aiuto”.

Respingendo forzatamente le lacrime, i due ricordano l’assistenza ad alta intensità, il medico della Samot che era entrato in sintonia con la loro parente (“avevano un affiatamento speciale”, dicono) e di quando il dottore arrivò a casa loro alle due del pomeriggio e fu invitato a restare a pranzo, come una persona di famiglia. “Non si tratta solo delle visite – aggiunge lei – gli operatori ci sono stati accanto anche ricevendo le nostre telefonate quotidiane per i dubbi sulle cure e i piccoli problemi che sorgevano”. E se la psicologa del team ha avuto modo di accompagnare con professionalità i figli della malata lungo questo percorso, la coppia ricorda con affetto un infermiere “che è stato più di un professionista, perché – dicono – ha svolto il suo lavoro con grande amore, insegnandoci alcune procedure di medicazione giornaliera, sempre con il sorriso, una battuta spiritosa, spronando la nostra malata, davvero un grande sostegno”.

E ancora oggi che la loro vita è stata visitata dal dolore e stravolta dalla perdita di una persona amata, i due assistiti si sentono di dire grazie alla Samot: “Anche se per legge, la loro presenza in casa nostra non può più essere prolungata – concludono – il nostro rapporto umano con gli operatori continua. Perché raccontiamo tutto questo? Per tutti quelli che come noi si trovano un mostro dentro casa all’improvviso: affrontare le malattie oncologiche è pesante, non si è mai preparati abbastanza e il lavoro svolto dalla Samot è un aiuto fondamentale”.

Per info e adesioni, rivolgersi a
Centrale operativa di Catania, via Enna 15/A, 95128 Catania, tel. 095.7167579
Centrale operativa Enna, via Libero Grassi 14, 94100 Enna, tel. 0935.29961
www.samotcatania.it
samotct@tiscali.it

Mariangela Vacanti

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