OMMITTENTI, LIBERI PROFESSIONISTI E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: DAL COLLEGIO DEI GEOMETRI DI PALERMO UNA PROPOSTA PER REGOLAMENTARE LE PRESTAZIONI E I COMPENSI

COMMITTENTI, LIBERI PROFESSIONISTI E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:
DAL COLLEGIO DEI GEOMETRI DI PALERMO UNA PROPOSTA
PER REGOLAMENTARE LE PRESTAZIONI E I COMPENSI

29 agosto 2018

Una legge a tutela delle prestazioni dei liberi professionisti, che preveda la presentazione di un’istanza autorizzativa obbligatoriamente corredata, oltre che da tutti gli elaborati previsti dalle normative vigenti, da una lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente.
La proposta è del Collegio dei Geometri e Geometri laureati della provincia di Palermo che, attraverso il presidente Carmelo Garofalo, si rivolge alla Regione Siciliana sollecitandone l’attuazione.
“In Calabria – spiega – la legge esiste già e prevede che per ottenere l’autorizzazione occorra presentare anche un documento che attesti il pagamento delle spettanze da parte del committente: se ciò non avviene, l’iter amministrativo viene bloccato”.
“Si tratta – chiarisce il presidente – di uno strumento efficace anche per contrastare i fenomeni dell’evasione fiscale e del lavoro irregolare, particolarmente diffusi nel Mezzogiorno ”.
La legge, secondo Garofalo, dovrebbe fondarsi sulla salvaguardia del lavoro dei geometri liberi professionisti, sulla base di istanze presentate alla pubblica amministrazione sia per conto di imprese e società che di privati cittadini.
In sintesi, il professionista dovrà dichiarare preventivamente che le proprie prestazioni sono state soddisfatte economicamente, indicando gli estremi della fattura.
“Crediamo sia giunto il momento di fare ordine e mettere regole certe nel mondo delle libere professioni tecniche – aggiunge – e pertanto crediamo che una simile iniziativa legislativa potrebbe contribuire a contrastare il caos determinato anche dalla deregulation in materia di compensi”.
Grazie al provvedimento, infatti, i professionisti non sarebbero più costretti ad accettare retribuzioni inadeguate rispetto al lavoro svolto.
Secondo Garofalo, infine, la legge tutelerebbe non soltanto la categoria dei geometri ma, più in generale, i professionisti tecnici.

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