ODIARE FA MALE AGLI ALTRI… E A SE STESSI! di Alice Garofalo

ODIARE FA MALE AGLI ALTRI… E A SE STESSI!
di Alice Garofalo

In una fase storica in cui in Italia (e non solo) torna di moda il segregazionismo, il finto buonismo, l’esclusione, l’ostracismo, il diverso a eccezione negativa, ognuno si sente in dovere di dire la sua. Così, anche io, dirò la mia per quel che posso.

Potremmo parlare di un “Governo dell’odio” dove chi non è odiato o disprezzato, è propulsore di questi sentimenti, e se siete tra quelli che dicono “io non sono razzista, ma non è giusto avere gli immigrati qui” non preoccupatevi perché il razzismo è solo uno dei tanti effetti dell’odio (e dell’ignoranza) che questo governo sta seminando e autorizzando a tirar fuori. 
Ce lo ha insegnato il Cattolicesimo, “Ama il prossimo tuo come te stesso” (la Bibbia nel Levitico); l’Ebraismo “Ciò che a te non piace non farlo al tuo prossimo! Questa è tutta la Torah, il resto è commento; va’ e studia” (Shabbat); l’Islamismo “Nessuno di voi è un credente fino a quando non desidera per il suo fratello quello che desidera per se stesso” (dagli hadith di Maometto); e con tutte le altre religioni documentate, anche la filosofia della regola Aurea “non fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”. Molto più comunemente è quello che ci ripetevano i nostri genitori, quando ci dicevano di non litigare, di comprendere i più piccoli, di fare pace, di chiarire… Molto di ciò che è degno di essere seguito, come le religioni, i libri e la famiglia, ci ha educato alla giustizia, al perdono, alla bontà, all’accoglienza, alla serenità e lo ha fatto, consapevolmente o meno, per il nostro bene e per quello comune.

La scienza ha dimostrato che chi vive concentrandosi su sentimenti positivi e gestendo quelli negativi migliora sia il proprio umore che la propria salute, viceversa, emozioni negative producono effetti negativi sia sul corpo che sulla mente: la tristezza chiama tristezza, rabbia chiama rabbia, la violenza chiama violenza e tutto questo produce emicranie, dolori lombari, ulcere e molti altri danni fisici, per di più, non elimina alcun problema ma, al contrario, lo fomenta. 

Infatti, provare sentimenti negativi non permette di affrontare lucidamente i problemi e non li risolve. A proposito di questo, la mindfulness ci insegna che una mente consapevole e serena, che accetta la rabbia, la tristezza e le lascia andare accogliendo sentimenti propositivi, permette agli individui di prendere le distanze dai propri problemi, vederli da una prospettiva diversa e risolverli. 

Smettere di dare la colpa agli altri dei propri problemi, di quelli quotidiani, di quelli familiari e, per quanto possibile, assumersi serenamente le proprie responsabilità ci dà possibilità di risolverli anche per il semplice motivo che cambiare gli altri è impossibile, cambiare se stessi è un lungo percorso ma del tutto fattibile. 

Occuparsi di se stessi, della propria felicità, di mandare via odio e rabbia verso gli altri è vivere meglio. E, dopotutto, non è quello che chiediamo a questo Governo? Non è quello che chiediamo a noi stessi? 

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