Occupazione in Sicilia, dati preoccupanti nei comuni delle Madonie

Pil Sicilia in aumento, ma l’occupazione preoccupa anche sulle Madonie
Pil in netto aumento in Sicilia . Questo è l’esito che emerge dal 46° Resort Sicilia uno studio sull’economia siciliana che si è svolto a Palermo alla presenza del presidente Crocetta, dal presidente della Fondazione Curella Pietro Busetta (Universita’ di Palermo), dal presidente del Diste Consulting Alessandro La Monica, che ne hanno discusso con i professori Sebastiano Bavetta e Fabio Mazzola dell’Universita’ di Palermo. Un punto positivo per gli esperti siciliani che mettono la Sicilia in un posto strategico e diverso che può uscire da un periodo buio e difficile da superare. Numeri che tendenzialmente sono diversificati alle varie classifiche interne delle varie regioni e anche a livello nazionale dove evince il miglioramento del prodotto interno lordo siciliano rispetto agli anni passati.
Se da un lato i dati sono leggermente migliori , non si può dire lo stesso sull’occupazione giovanile e delle donne, che nella giornata della festa dell’8 Marzo , hanno rimarcato l’evidente distacco che subiscono dagli uomini, pur sapendo che questi non navigano nell’oro almeno in Sicilia e nel territorio interno dove nei vari paesi delle Madonie la situazione si amplifica con punti alti e di quasi totalità di attività lavorativa. Punti sfavorevoli tendenzialmente al ribasso e cui gli stessi uomini si affiancano con argomenti anche preoccupanti e a cui la semplice attività agricola della propria campagna viene usata come calunnia per tamponare la mancanza di lavoro. e se a questo aggiungiamo il fatto dei giovani, mettiamo in seguito un bel trittico per completare l’opera da “suicidio” !. Figli che continuano a studiare anche se non hanno le intenzioni a farlo, per allungare altri 5 anni in attesa di un qualcosa che attualmente non c’è…
Problema serio quello dell’occupazione e/o disoccupazione che a volte mettono in dubbio o per meglio dire si pensa con quali criteri si effettuano tali sondaggi con dati che tendono ad ingannare o aggirare il problema che rimane principalmente di una società che chiede tanto rispetto a quello che la terra offre. Unico sbocco lavorativo attualmente a livello territoriale potrebbe essere l’agricoltura come punto di innovazione , ma che deve essere affrontato a livello aziendale o di cooperativa e certamente non da singolo operaio o bracciante che lavora la terra. guadagni che possono vedersi alla lunga e dove purtroppo le bollette arrivano puntualmente ogni mese, quindi non semplice da gestire o attuare. Così come per le donne che possono trovare un lavoro saltuario come assistente agli anziani,lavoro che sostituisce la donna romena che qualche anno addietro aveva preso il sopravvento nei paesi interni , trovando un lavoro che nessuno delle donne madonite voleva fare. Situazione che la stessa persona anziana oggi deve dare una mano e/o mantenere i propri figli adulti, succubi di questa società misera e indegna. Gente over 50 che non mette la sua vita a nuove avventura e trasferimenti di città pensando che restando al paese riesce a “sopravvivere” con la misera pasta e verdura di campagna, impossibile nella città, con stili diversi di vita e situazioni economiche che triplicano a macchia d’olio. Punti di vista o di semplice apparenza, ma difficili da valutare o consigliare, meglio la singola interpretazione….

Antonio David

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