Occupazione ancora in negativo il saldo dei primi 3 mesi 2015 in provincia di Enna

Il “sistema” economico Italia pare che lentamente si sia messo in moto. Ma in provincia di Enna invece il motore continua ad essere “in panne”. Infatti secondo i dati del sistema informativo Excelsior Uniocamere nel primo trimestre dell’anno in corso, a livello nazionale il saldo occupazionale dovrebbe tornare positivo. Ma in provincia di Enna invece continua a rimanere negativo. Secondo i dati del sistema camerale infatti a fronte di 330 nuovi posti di lavoro, se ne dovrebbero perdere 440, quindi con un saldo negativo di 110 posti equivalenti in percentuale ad un – 25 per cento, uno dei dati peggiori di tutta l’isola dove la percentuale di perdita di posti di lavoro è di un – 8 per cento mentre a livello nazionale invece l’incremento positivo è del 4 per cento. Un dato che dovrebbe fare riflettere al mondo imprenditoriale. Se è vero che l’economia è ancora stagnante e nel Sud ed in particolare in Sicilia la situazione è ancora più difficile di altri territori, è anche vero però che le aziende che anche in questo momento di congiuntura economica hanno puntato all’innovazione, ricerca ed investimento sulle proprie risorse umane, hanno già messo definitivamente il motore in moto e va a pieni giri. Per quanto riguarda le altre province siciliane, poco meglio di Enna stanno Messina e Siracusa che fanno segnare un saldo negativo del 24 per cento. Segue Caltanissetta con il 21, Agrigento – 5, Catania – 4, Palermo -2. Saldo positivo solo per Trapani con un + 2 per cento ed addirittura Ragusa che ritorna ad essere la provincia siciliana più dinamica da un punto di vista economico e dove le previsioni per i prossimi 3 mesi arrivano ad un saldo positivo del 14 per cento. La migliore performance regionale la fa segnare la Lombardia. Ma in questo caso l’effetto Expo si sta rivelando determinante. Le previsioni dicono che il rapporto di lavoro privilegiato sarà quello subordinato con in testa quello a termine ed a seguire quello a tempo indeterminato, i contratti di apprendistato ed interinali. A seguire le forme contrattuali atipiche tra quelli di collaborazione a progetto, con partita Iva e occasionali. Il settore con più richiesta di nuove unità è il manifatturiero e nello specifico della moda, alimentare e delle costruzioni. Una forte richiesta pare dovrebbe arrivare anche dal commercio e servizi di alloggio e ristorazione, alle persone e dei servizi operativi e avanzati di supporto alle imprese.

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