“Oasi” di Troina, Cisl Fp e Fp Cgil: “I primi atti del commissario non ci rassicurano” I sindacati chiedono maggiore tutela per i lavoratori e la creazione di percorsi ad hoc per trattare i casi di Sars-Cov-2

“Oasi” di Troina, Cisl Fp e Fp Cgil: “I primi atti del commissario non ci rassicurano”
I sindacati chiedono maggiore tutela per i lavoratori e la creazione di percorsi ad hoc per trattare i casi di Sars-Cov-2

Irccs “Oasi” di Troina, i sindacati bacchettano il commissario Giuseppe Murolo: “I primi provvedimenti adottati destano in noi maggior preoccupazione”.
Il segretario generale della Cisl Fp per le province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna Floriana Russo Introito, il segretario territoriale Gianluca Vancheri e il segretario della Fp Cgil Giovanni La Valle intervengono con una nota nel merito della complessa vicenda che ha riguardato la struttura sanitaria, dove si sono registrati numerosi casi di Covid-19 nei giorni scorsi.
Un intervento che nasce, appunto, dalle prime scelte adottate dal commissario regionale nominato nei giorni scorsi dall’assessore Ruggero Razza, le quali presentano “gravi falle e disposizioni di servizio che impongono il prosieguo delle attività nonostante la certezza di esposizione a positivi di Covid 19 senza adeguati dispositivi di protezione individuale”.
Fp Cgil e Cisl fp, in particolare, denunciano di ricevere “continue segnalazioni da parte di moltissimi operatori” e per questo “invitano le autorità preposte a porre immediatamente rimedio”. In particolare i sindacati chiedono “con fermezza il pieno rispetto del protocollo dei dispositivi di protezione individuale raccomandati per la prevenzione del contagio da Sars-Cov-2”.
In particolare, “gli operatori esposti che trattano positivi intendono denunciare di non essere in possesso di adeguata protezione ed esplicitano che gli venga, addirittura, imposto di continuare la turnazione senza che, gli stessi, siano esaminati con il tampone. Diversamente da ogni ragionevole prudenza e rispetto dei protocolli – continuano i sindacati – invece vengono precettati in massa a proseguire il servizio, sebbene le attività si siano ridotte. Quanto accade è molto grave, specie perché non è la prima volta”.
Fp Cgil e Cisl ribadiscono inoltre come sia “pericoloso non separare nettamente il percorso Covid dalle altre attività dei reparti. È gravissimo – continuano – non dare adeguate precauzioni di cautela a chi sta rischiando la propria vita e quella dei propri familiari. È palese che così facendo non solo si mette a rischio la salute dell’operatore ma dell’intera collettività”.
Così i sindacati denunciano che ad oggi nessuno stia ascoltando il grido d’aiuto del personale dell’ “Oasi” di Troina.
“Noi – concludono – non possiamo accettare che un servizio pubblico a beneficio della collettività non rispetti i protocolli e le le norme. Poiché sono rimasti inevasi i nostri appelli chiediamo un intervento immediato e senza ulteriori deroghe ai vertici dell’Asp ed alle autorità preposte nei confronti di chi continua a precettare la presenza in servizio di operatori in massa e giá esposti. Si rappresenta – chiudono – che l’ipotesi di reato più grave che si può configurare è quella descritta nell’articolo 452 del codice penale che punisce i delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica”.

Visite: 174

Condividi questo Articolo

GUARINO-ASSICURAZIONI