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	<title>Enna Press &#187; Libri</title>
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	<description>Testata Giornalistica di sport e spettacolo di Radio Enna</description>
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		<title>&#8220;Il maxiprocesso venticinque anni dopo&#8221;, Alfonso Giordano si racconta nel suo libro</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 10:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Enna dott. Calogero Ferrotti, ha organizzato, martedi prossimo 15 maggio alle ore 17.00 presso l’aula “Falcone – Borsellino del Tribunale una conferenza di presentazione del libro del magistrato palermitano Alfonso Giordano dal titolo:  &#8220;Il maxiprocesso venticinque anni dopo&#8221;memoriale del Presidente. Dopo il saluto iniziale delle autorità introdurrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="yui_3_2_0_1_1336817872832106">Il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Enna dott. Calogero Ferrotti, ha organizzato, martedi prossimo 15 maggio alle ore 17.00 presso l’aula “Falcone – Borsellino del Tribunale una conferenza di presentazione del libro del magistrato palermitano Alfonso Giordano dal titolo:  &#8220;Il maxiprocesso venticinque anni dopo&#8221;memoriale del Presidente.<span id="more-46299"></span> Dopo il saluto iniziale delle autorità introdurrà la serata il Procuratore Ferrotti per lasciare poi spazio a importanti contributi da parte del professore emerito dell’università di Palermo Antonino Buttitta, del presidente del Tribunale di Caltanissetta, Claudio Dell’Acqua e del presidente dell’associazione nazionale magistrati di Caltanissetta Giovanbattista Tona. A moderare l’incontro il giornalista ennese Ivan Scinardo segretario provinciale dell’associazione siciliana della stampa. Sarà lo stesso autore del libro,  Alfonso Giordano a concludere la serata di martedi prossimo.</p>
<p>Sinossi del libro (fonte: Giustizia.it)</p>
<p>10 febbraio 1986 – 16 dicembre 1987. Due date importantissime, perché hanno segnato l’inizio e la fine del primo maxiprocesso ai danni della mafia. Un processo durato quasi due anni interi, con 349 udienze e che viene ricordato come il primo vero tassello verso la sconfitta della mafia. Fino ad allora nessuno aveva osato infliggere 19 ergastoli, 2665 anni di reclusione e pene pecuniarie per oltre 11 miliardi di lire; dopo quel maxiprocesso la mafia venne riconosciuta come un’associazione criminale a delinquere, dotata di un vertice che decide come i suoi sottoposti debbano agire, non fermandosi davanti a niente. Dopo venticinque anni da quegli avvenimenti, arriva il libro Il maxiprocesso venticinque anni dopo, un libro che racconta tutto ciò che Alfonso Giordano (presidente di quel processo ed autore del libro) visse, dai retroscena precedenti il processo ai tratti più importanti dello stesso, sottolineando come non sia stato per niente facile portare a termine un’operazione che facile non lo è mai nemmeno sembrata. Racconta lo svolgimento del processo, tra le mille difficoltà presenti, alcune realmente esistenti, altre solamente instillate dal tipo di processo che si stava portando avanti, e dalla paura per le possibili conseguenze. Ma di paura, Giordano, non ne ha avuta abbastanza da fermarsi e arrendersi davanti alla “piovra”, perché se aveva avuto il coraggio di accettare la presidenza di quel processo, avrebbe avuto anche il coraggio di portarlo fino in fondo. E così fu. Giordano, nel libro, ha voluto utilizzare uno stile di scrittura che invogli il lettore a leggere, mettendogli addosso curiosità, ed aggiungendo particolari e retroscena che, fino ad oggi, non erano noti a tutti. Ha dato ampio spazio alle descrizioni dei due PM protagonisti del processo (Ayala e Signorino), ha puntualizzato alcuni degli errori che sono stati fatti dai giornalisti che hanno raccontato il processo, ha ricordato gli interventi legislativi che furono necessari affinché il processo potesse giungere al termine. Quello che è successo venticinque anni fa è stato importantissimo per l’Italia, ma certamente ha anche cambiato la vita a molte persone, compreso lo stesso Alfonso Giordano. E non ci si stupisce se lui stesso afferma di avere lasciato a questo libro il suo testamento spirituale.</p>
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		<title>Il Magistrato Alfonso Giordano presenta a Enna il suo libro &#8220;Il maxiprocesso 25 anni dopo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 20:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Enna dott. Calogero Ferrotti, ha organizzato, martedi prossimo 15 maggio alle ore 17.00 presso l?aula ?Falcone ? Borsellino del Tribunale una conferenza di presentazione del libro del magistrato palermitano Alfonso Giordano dal titolo: &#8220;Il maxiprocesso venticinque anni dopo&#8221;memoriale del Presidente . Dopo il saluto iniziale delle autorità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Enna dott.  Calogero Ferrotti, ha organizzato, martedi prossimo 15 maggio alle ore 17.00  presso l?aula ?Falcone ? Borsellino del Tribunale una conferenza di  presentazione del libro del magistrato palermitano Alfonso Giordano dal  titolo:<span id="more-46183"></span> &#8220;Il maxiprocesso venticinque anni dopo&#8221;memoriale del Presidente .  Dopo il saluto iniziale delle autorità introdurrà la serata il Procuratore  Ferrotti per lasciare poi spazio a importanti contributi da parte del professore  emerito dell?università di Palermo Antonino Buttitta, del presidente del  Tribunale di Caltanissetta, Claudio Dell?Acqua e del presidente  dell?associazione nazionale magistrati di Caltanissetta Giovanbattista Tona. A  moderare l?incontro il giornalista ennese Ivan Scinardo segretario provinciale  dell?associazione siciliana della stampa. Sarà lo stesso autore del libro,   Alfonso Giordano a concludere la serata di martedi prossimo.<br />
Sinossi del libro (fonte: Giustizia.it)</p>
<p>10 febbraio 1986 ? 16 dicembre 1987. Due date importantissime, perché hanno  segnato l?inizio e la fine del primo maxiprocesso ai danni della mafia. Un  processo durato quasi due anni interi, con 349 udienze e che viene ricordato  come il primo vero tassello verso la sconfitta della mafia. Fino ad allora  nessuno aveva osato infliggere 19 ergastoli, 2665 anni di reclusione e pene  pecuniarie per oltre 11 miliardi di lire; dopo quel maxiprocesso la mafia venne  riconosciuta come un?associazione criminale a delinquere, dotata di un vertice  che decide come i suoi sottoposti debbano agire, non fermandosi davanti a  niente. Dopo venticinque anni da quegli avvenimenti, arriva il libro Il  maxiprocesso venticinque anni dopo, un libro che racconta tutto ciò che Alfonso  Giordano (presidente di quel processo ed autore del libro) visse, dai retroscena  precedenti il processo ai tratti più importanti dello stesso, sottolineando come  non sia stato per niente facile portare a termine un?operazione che facile non  lo è mai nemmeno sembrata. Racconta lo svolgimento del processo, tra le mille  difficoltà presenti, alcune realmente esistenti, altre solamente instillate dal  tipo di processo che si stava portando avanti, e dalla paura per le possibili  conseguenze. Ma di paura, Giordano, non ne ha avuta abbastanza da fermarsi e  arrendersi davanti alla ?piovra?, perché se aveva avuto il coraggio di accettare  la presidenza di quel processo, avrebbe avuto anche il coraggio di portarlo fino  in fondo. E così fu. Giordano, nel libro, ha voluto utilizzare uno stile di  scrittura che invogli il lettore a leggere, mettendogli addosso curiosità, ed  aggiungendo particolari e retroscena che, fino ad oggi, non erano noti a tutti.  Ha dato ampio spazio alle descrizioni dei due PM protagonisti del processo  (Ayala e Signorino), ha puntualizzato alcuni degli errori che sono stati fatti  dai giornalisti che hanno raccontato il processo, ha ricordato gli interventi  legislativi che furono necessari affinché il processo potesse giungere al  termine. Quello che è successo venticinque anni fa è stato importantissimo per  l?Italia, ma certamente ha anche cambiato la vita a molte persone, compreso lo  stesso Alfonso Giordano. E non ci si stupisce se lui stesso afferma di avere  lasciato a questo libro il suo testamento spirituale.</p>
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		<title>&#8220;Il maxiprocesso venticinque anni dopo&#8221;, Alfonso Giordano si racconta nel suo libro</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 17:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Enna dott. Calogero Ferrotti, ha organizzato, martedi prossimo 15 maggio alle ore 17.00 presso l’aula “Falcone – Borsellino del Tribunale una conferenza di presentazione del libro del magistrato palermitano Alfonso Giordano dal titolo:  &#8220;Il maxiprocesso venticinque anni dopo&#8221;memoriale del Presidente. Dopo il saluto iniziale delle autorità introdurrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Enna dott. Calogero Ferrotti, ha organizzato, martedi prossimo 15 maggio alle ore 17.00 presso l’aula “Falcone – Borsellino del Tribunale una conferenza di presentazione del libro del magistrato palermitano Alfonso Giordano dal titolo:  &#8220;Il maxiprocesso venticinque anni dopo&#8221;memoriale del Presidente. <span id="more-46177"></span>Dopo il saluto iniziale delle autorità introdurrà la serata il Procuratore Ferrotti per lasciare poi spazio a importanti contributi da parte del professore emerito dell’università di Palermo Antonino Buttitta, del presidente del Tribunale di Caltanissetta, Claudio Dell’Acqua e del presidente dell’associazione nazionale magistrati di Caltanissetta Giovanbattista Tona. A moderare l’incontro il giornalista ennese Ivan Scinardo segretario provinciale dell’associazione siciliana della stampa. Sarà lo stesso autore del libro,  Alfonso Giordano a concludere la serata di martedi prossimo.</p>
<p>Sinossi del libro (fonte: Giustizia.it)</p>
<p id="yui_3_2_0_1_1336671849433181">10 febbraio 1986 – 16 dicembre 1987. Due date importantissime, perché hanno segnato l’inizio e la fine del primo maxiprocesso ai danni della mafia. Un processo durato quasi due anni interi, con 349 udienze e che viene ricordato come il primo vero tassello verso la sconfitta della mafia. Fino ad allora nessuno aveva osato infliggere 19 ergastoli, 2665 anni di reclusione e pene pecuniarie per oltre 11 miliardi di lire; dopo quel maxiprocesso la mafia venne riconosciuta come un’associazione criminale a delinquere, dotata di un vertice che decide come i suoi sottoposti debbano agire, non fermandosi davanti a niente. Dopo venticinque anni da quegli avvenimenti, arriva il libro Il maxiprocesso venticinque anni dopo, un libro che racconta tutto ciò che Alfonso Giordano (presidente di quel processo ed autore del libro) visse, dai retroscena precedenti il processo ai tratti più importanti dello stesso, sottolineando come non sia stato per niente facile portare a termine un’operazione che facile non lo è mai nemmeno sembrata. Racconta lo svolgimento del processo, tra le mille difficoltà presenti, alcune realmente esistenti, altre solamente instillate dal tipo di processo che si stava portando avanti, e dalla paura per le possibili conseguenze. Ma di paura, Giordano, non ne ha avuta abbastanza da fermarsi e arrendersi davanti alla “piovra”, perché se aveva avuto il coraggio di accettare la presidenza di quel processo, avrebbe avuto anche il coraggio di portarlo fino in fondo. E così fu. Giordano, nel libro, ha voluto utilizzare uno stile di scrittura che invogli il lettore a leggere, mettendogli addosso curiosità, ed aggiungendo particolari e retroscena che, fino ad oggi, non erano noti a tutti. Ha dato ampio spazio alle descrizioni dei due PM protagonisti del processo (Ayala e Signorino), ha puntualizzato alcuni degli errori che sono stati fatti dai giornalisti che hanno raccontato il processo, ha ricordato gli interventi legislativi che furono necessari affinché il processo potesse giungere al termine. Quello che è successo venticinque anni fa è stato importantissimo per l’Italia, ma certamente ha anche cambiato la vita a molte persone, compreso lo stesso Alfonso Giordano. E non ci si stupisce se lui stesso afferma di avere lasciato a questo libro il suo testamento spirituale.</p>
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		<title>Presentato a Tivoli un libro sul volo libero</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Volo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il volo in deltaplano e parapendio è un&#8217;attività che affascina migliaia di persone. Basta pensare agli oltre 35.000 attestati conseguiti in circa 40 anni da persone d&#8217;ogni età ed ambo i sessi, frequentando i corsi nelle 60 scuole sparse in tutta la penisola. Se decollare grazie alla brezza da un pendio montano, sfruttare quale propellente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il volo in deltaplano e parapendio è un&#8217;attività che affascina migliaia di persone. Basta pensare agli oltre 35.000 attestati conseguiti in circa 40 anni da persone d&#8217;ogni età ed ambo i sessi, frequentando i corsi nelle 60 scuole sparse in tutta la penisola. <span id="more-46133"></span>Se decollare grazie alla brezza da un pendio montano, sfruttare quale propellente ecologico l&#8217;azione del sole sul suolo e le conseguenti masse d&#8217;aria ascensionali per alzarsi di quota e planare infine verso l&#8217;atterraggio, si apprende facilmente ed in tempi brevi, il gioco si complica quando il pilota s&#8217;impegna in voli di distanza, detti di cross country, o nella task di un campionato, sorvolando monti e valli. Sì, perché questi mezzi senza motore hanno ali efficienti che, dopo aver immagazzinato la massima quota possibile, la spendono come benzina per<br />
avventurarsi in tragitti inimmaginabili da chi non pratica questo mondo. Due esempi valgano per tutti: l&#8217;attuale record mondiale di distanza in deltaplano è di 701 km, mentre 450 sono quelli raggiunti in parapendio. Nella letteratura del volo libero &#8220;Volare ResponsAbilMente&#8221; è forse l&#8217;unico libro che tratta l&#8217;argomento dal punto di vista psicologico e le maiuscole nell&#8217;avverbio Responsabilmente, che ripartiscono il vocabolo in Abilmente e Mente in un accattivante gioco di parole, non lasciano dubbi.<br />
E&#8217; un vero e proprio manuale di psicologia del volo, steso in modo comprensibile a chiunque, che analizza il volo come metafora della vita. Sono parole tratte dalla recensione di Giuseppe Vercelli, docente di psicologia dello Sport presso la Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie di Torino. Ben conosciuto nel mondo del volo è l&#8217;autore Luca Basso, 45 anni, avvocato vicentino, presidente della FIVL (Federazione Italiana Volo Libero) e buon pilota, ora scrittore. L&#8217;opera, 382 pagine ed un centinaio di splendide fotografie, è suddivisa in cinque parti più un&#8217;intervista con l&#8217;autore.<br />
Ospite della Free Wings, associazione laziale di piloti praticanti il volo libero, il 25 maggio alle 17,30, Luca Basso presenterà il suo libro a Tivoli (Roma), presso il ristorante Planet Ripoli al km 2 della strada San Gregorio da Sassola. Non casuale la scelta del posto: ubicato nelle immediate vicinanze del decollo di Monteripoli, autore e convenuti si godranno un volo in parapendio prima del convegno. Condizioni meteo permettendo, ovviamente.</p>
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		<title>Associazione Fuori dal Coro. Presentato a Enna il libero del Procuratore DDA di Palermo Nino Di Matteo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 10:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Assedio alla Toga, un magistrato tra mafia, politica e stato&#8221;. Non è solo il titolo di un libro. E’ di più. Si fa appuntamento con la storia, incontro e dialogo con i suoi protagonisti, quelli buoni però. Quando? Domani venerdì 11 Maggio, ore 17,30, Sala Cerere. Ci sarà il procuratore Dda Palermo, Nino Di Matteo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Courier New,monospace;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong> </strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">&#8220;Assedio alla Toga, un magistrato tra mafia, politica e stato&#8221;. Non è solo il titolo di un libro. E’ di più. Si fa appuntamento con la storia, incontro e dialogo  con i suoi protagonisti, quelli buoni però. Quando? Domani </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>venerdì 11 Maggio,</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> ore 17,30, Sala Cerere. Ci sarà il procuratore Dda Palermo, </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Nino Di Matteo</strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">, uno dei due autori della pubblicazione ( l’altro è Loris Mazzetti, giornalista dirigente Rai Tre). Interverrà il docente universitario Alfredo Galasso. A moderare sarà Salvo Palazzolo, giornalista La Repubblica</span></span>. <span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L’invito è firmato associazione antimafia e antiracket </span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>“Fuori Dal Coro”, </strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">associazione</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong> Terra Matta, Anpi Enna </strong></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">e associazione</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong> Erga Omnes. <span id="more-46126"></span></strong></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Courier New,monospace;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Ci sono dei momenti in cui non ci si può rassegnare all&#8217;andazzo delle cose, alla legge del più forte: bisogna trovare il coraggio di esporsi e denunciare</em></span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">&#8220;. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Courier New,monospace;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Lo dice Nino Di Matteo a Loris Mazzetti, spiegando in questo modo la sua decisione di rompere un silenzio che per tutta la durata della sua carriera di pm a</span></span><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">ntimafia lo ha tenuto lontano dai microfoni e dai riflettori. In un&#8217;intervista che si delinea piuttosto come un dialogo, un accorato sforzo di capire come e perché la riforma costituzionale della Giustizia, la legge bavaglio, il processo breve metterebbero a rischio la democrazia. Di Matteo arriva fino al cuore del problema per farci capire come bloccare questa deriva, che sopravvive a qualunque tipo di esecutivo. Con il coraggio che lo ha contraddistinto in questi anni smaschera le false motivazioni, le ipocrisie e le demagogie nascoste dietro la riforma, e ne svela gli inquietanti parallelismi con il Piano di rinascita democratica della P2. Ma non solo: le sue parole ci spiegano a che punto si trovano le indagini sulla &#8220;trattativa&#8221; tra Stato e mafia, sulla strage di via D&#8217;Amelio, e su personaggi discussi e discutibili che ancora oggi tengono in mano le redini del potere, dopo le rivelazioni del pentito di mafia Gaspare Spatuzza. Il tutto con lo sguardo rivolto al suo grande maestro di lotta antimafia e di coraggio: il giudice Paolo Borsellino.</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT">&nbsp;</p>
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		<title>In Libreria &#8220;Palloni al vento&#8221;. L&#8217;ultimo lavoro di Anna Maria De Francisco</title>
		<link>http://ennapress.it/in-libreria-palloni-al-vento-lultimo-lavoro-di-anna-maria-de-francisco.html</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 16:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il libricino “Nato a Enna”, la cui edizione risale al 2009, una nuova pubblicazione di Anna Maria De Francisco dedicata all’infanzia è nelle librerie. Contiene una quarantina di poesie, adatte in particolare ai ragazzini, che possono essere apprezzate dagli adulti ed essere lette e spiegate dai più grandi ai più piccini. Sono raccolte in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Dopo il libricino “Nato a Enna”</span><span style="font-size: small;">, la cui edizione risale al 2009, una nuova pubblicazione di Anna Maria De Francisco dedicata all’infanzia è nelle librerie.  Contiene una quarantina di poesie, adatte in particolare ai ragazzini, che possono essere apprezzate dagli adulti ed essere lette e spiegate dai più grandi ai più piccini. Sono raccolte in un libro di piccolo formato, 64 pagine, Euno Edizioni, dall’accattivante titolo: “Palloni al Vento”, con sottotitolo in quarta di copertina “Vola in alto, su, su, su . . . tanto che presto non si vede più”.<span id="more-45611"></span> La prefazione di Livio Sossi, docente di storia e letteratura per l’infanzia all’Università di Udine, non solo indica le radici letterarie del testo, ma ne traccia anche il disegno compositivo. Infatti l’autrice intende accompagnare il bambino da quando si affaccia al mondo, cullato dalle ninne nanne materne, sino a quando sta per lasciare la scuola dell’obbligo e comincia a muovere autonomamente i primi passi nella vita. “L’autrice ci parla, scrive Sossi, della crescita e delle stagioni che passano, del primo anno di vita, della scuola materna, dei giochi, dei ‘giardini segreti’, quei luoghi da cui gli adulti sono esclusi”. Sono poesie fresche e allegre, a volte scanzonate filastrocche, a volte profonde, che lasciano un segno pur nella loro immediatezza e apparente semplicità. Anna Maria De Francisco Aveni è nata a Palermo, abita da oltre quarant’anni a Enna, dove ha insegnato materie letterarie nelle scuole medie e superiori. Ha tre figli, cinque nipoti, ai quali ha dedicato queste ultime poesie. E’rimasta legata d’affetto alla sua città natale tanto che non nasconde il suo attaccamento alla squadra del cuore, quella rosa-nero. A Enna ha dedicato la poesia di pagina 41 dimostrando di conoscerla e amarla. “Questa città a me cara indossa in autunno una cappa di nebbia, d’estate è tutta luce…”,  così descrive il capoluogo degli Erei nei versi “A spasso per la città”. Giornalista e pubblicista, da molti anni collabora con il Giornale di Sicilia, scrive per periodici e riviste, ha pubblicato saggi, recensioni, racconti, testi poetici, che hanno ricevuto lusinghieri apprezzamenti e premi in diversi concorsi letterari (poesia, narrativa, fiaba, saggistica). Si ricordano: il libro per ragazzi “Tre Sante di Sicilia” (Palermo, 1976); le raccolte poetiche “Passo a due” (Enna, 1988); “Il destino di Pentesilea” (Ragusa, 1992); “Haiku” (Enna, 1999); i testi per le immagini di Sei chiese di Enna (Enna, 1990), di Tintari (Enna, 1993), di Catania e Sant’Agata (Enna, 2008); i saggi letterari: “Nove decimi di umorismo” sullo scrittore Umberto Domina (Enna, 2010) e “In principio erat Verbum” (Enna, 2010). Cullare i bambini con le ninne nanne, raccontare e leggere loro le poesie, le fiabe, i racconti (‘i cunti’), preserverà, negli adulti che essi diventeranno, il senso di sicurezza relazionale tra loro e gli altri. “Palloni al vento” si presenta in un’elegante veste tipografica, delicatamente illustrato dalla disegnatrice catanese di origini sarde Nadia Ruju. Degli incontri con l’autrice, per delle conversazioni-presentazione del volumetto, sono in programma per giovedì 3 maggio, alle ore 18, nella libreria Minerva di via Roma, 385, successivamente nella nuova libreria “Mamorie del Mondo” di Enna Bassa e infine nella città di Palermo.</span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-size: small;">Salvatore Presti</span></p>
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		<title>Si è chiusa a Enna la Quarta edizione della Festa del Libro</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 14:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiuderà con la gigantesca “Libreria vivente” allestita in piazza VI Dicembre dall’associazione Giosef (Giovani senza frontiere), la quarta edizione della Festa del libro e della lettura. In coincidenza con la Giornata internazionale del libro, la manifestazione che ha letteralmente invaso spazi culturali e non solo del capoluogo da oltre una settimana, sensibilizzando soprattutto i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiuderà con la gigantesca “Libreria vivente” allestita in piazza VI Dicembre dall’associazione Giosef (Giovani senza frontiere), la quarta edizione della Festa del libro e della lettura.<span id="more-45317"></span> In coincidenza con la Giornata internazionale del libro, la manifestazione che ha letteralmente invaso spazi culturali e non solo del capoluogo da oltre una settimana, sensibilizzando soprattutto i più giovani all’amore per la lettura, si concluderà oggi (lunedì 23) con la proposta di integrazione sociale e culturale del gruppo presieduto da Lorenzo Floresta e che già più volte ha proposto con successo il suo modello di “lettura vivente” in giro per l’Italia. Una Biblioteca vivente, allestita dal giovane Lino Chiusa e attrezzata di tutto, dalla sala lettura, agli scaffali, catalogo e bibliotecari, in cui i libri però sono delle persone in carne e ossa. “In effetti verranno lette, si fa per dire, delle persone – spiega il presidente Giosef Lorenzo Floresta – Ci saranno dei nostri ragazzi che racconteranno la loro vita a chi vorrà, aprendo un dialogo e facendosi sfogliare come se si trattasse di un libro”. In contemporanea per tutta la mattinata che si svilupperà prevalentemente al centro città, la Festa del libro continuerà tra giochi di strada, “giullarate”, musica e allegria con i “Ciarlatani di Sileno”, sotto la direzione dell’artista Sergio Beercock. Infine nel pomeriggio alle 18 nella chiesa delle Anime sante, in coincidenza con la Giornata Dante e nell’ambito dei festeggiamenti per il seicentesimo anniversario del culto della Madonna della Visitazione, si terrà la conversazione con la docente di filosofia Mariangela Savoca, sul tema “Maria tra Dante e Sartre”, ultimo appuntamento della festa organizzata quest’anno da secondo circolo Santa Chiara, Club Unesco e varie associazioni di volontariato (Un libro per amico, L’albero dei colori, Dante Alighieri, I Putiara, Avo, Unione ciechi, Fimp), in gemellaggio con le scuole di Villarosa e Leonforte e in collaborazione con biblioteca e archivio comunale, museo Varisano, caffè letterario Al Kenisa, museo Musical art e L’albero dei colori. <strong> </strong></p>
<p><strong>Danila Guarasci</strong></p>
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<p>Libri viventi e giullari di strada, oltre un inaspettato splendido sole, hanno salutato ieri nella Giornata internazionale del libro, la quarta edizione della Festa del libro e della lettura. Tra le chiacchierate in piazza VI Dicembre con i ragazzi della libreria vivente Giosef (mezz’ora per narrare la loro vita, le loro speciali esperienze e, insomma, farsi sfogliare come un vero e proprio libro) e l’esilarante spettacolo della “Bottega di mastro porpora” in piazza San Francesco (in verità un fuori programma, offerto spontaneamente dal gruppo composto dai bravi Sergio Beercock, Sebastiano Sicurezza, Noa Di Venti, Sabrina Sproviero e Valerio Severino, attori di strada alle prese con giullarate, tellane e intelligenti quanto simpatiche rivisitazioni di testi classici), è stato un gran finale di vera e autentica gioia per tutti, grandi e piccini, scolari e insegnanti, organizzatori, ospiti o solo passanti. E sì, perché in fondo il “praticare la gioia” è stato il messaggio che quest’anno – forte più di ogni altro – ha lanciato la manifestazione appena conclusasi che, proponendo soprattutto a bambini e ragazzi i suoi laboratori creativi, spettacoli, incontri con gli autori, letture di solidarietà (ieri l’ultima in pediatria con Tilde Di Dio), conversazioni storiche, ha anche indicato alcune armi speciali per arrivarvi: un buon libro, la poesia, la fantasia. “Sono d’accordo – commenta la direttrice artistica della manifestazione Fenisia Mirabella che anche quest’anno ha coordinato con entusiasmo unico e palpabile lo staff organizzativo composto dalla dirigente scolastica Maria Rita Giarrizzo, le colleghe Alda La Porta, Cettina Russo, Maria Carmela Patti, Marisa Vetri e Rosetta Comito, oltre alle associazioni locali che hanno collaborato (Un libro per amico, Dante Alighieri, I Putiara, Avo, Unione ciechi, Fimp), le scuole di Villarosa e Leonforte gemellate, Biblioteca e Archivio comunale, museo Varisano, caffè letterario Al Kenisa, museo Musical art e L’albero dei colori – Il libro e l’amore per esso, altro non devono essere che strumenti per arrivare a scoprire la bellezza che ciascuno porta dentro di sé, come ci ha detto in questi giorni l’autore Fuad Aziz e anche tutti gli altri. Un libro insegna a diventare cercatori di speranza, diffusori di gioia e bellezza”. In serata, con la Giornata Dante alla chiesa Anime Sante e la conversazione su “Maria tra Dante e Sartre” con Mariangela Savoca, l’ultimo appuntamento per adulti e studenti delle scuole superiori.</p>
<p><strong> Danila Guarasci</strong></p>
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		<title>Ad un ennese il Premio &#8220;Streghetta&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 13:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ ennese, perito elettrotecnico, dopo avere fondato una cooperativa di raccolta differenziata a carattere ecologico e poi un laboratorio di lavorazione artigianale del cuoio, oggi è titolare di una enoteca. Scrive poesia per passione sin da piccolissimo e quest’anno è il primo premio “Streghetta”. Si tratta di Sergio Cancelliere, classe 1956, poeta dell’anima che, dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ ennese, perito elettrotecnico, dopo avere fondato una cooperativa di raccolta differenziata a carattere ecologico e poi un laboratorio di lavorazione artigianale del cuoio, oggi è titolare di una enoteca. Scrive poesia per passione sin da piccolissimo e quest’anno è il primo premio “Streghetta”.<span id="more-45315"></span> Si tratta di Sergio Cancelliere, classe 1956, poeta dell’anima che, dopo ripetute partecipazioni al prestigioso concorso internazionale di poesia su tema con suoi inediti che gli sono valsi segnalazioni per merito o ex aequo (nel 2009 e nel 2010), si è distinto strappando tra oltre 700 partecipanti un meritatissimo primo premio nell’ambito della 46 edizione della manifestazione diretta da Serena Siniscalco. “Ancora non ci credo – racconta Cancelliere che andrà a ritirare il suo primo Trofeo Streghetta il prossimo 4 maggio all’università di Milano – Nella mia vita ho sempre cercato percorsi alternativi nel lavoro e negli hobby. Ma la poesia mi ha accompagnato sempre, sin da piccolo. Credo che la mia sia fondamentalmente una poesia esistenziale e spirituale, che nasce semplicemente da riflessioni legate al tempo e allo spirito. Niente di più”. A valergli l’ambito riconoscimento (che in pratica è l’equivalente in poesia del premio Strega per la letteratura), il componimento “Ora che l’autunno è l’unica stagione”. “E’ un lavoro che è maturato il gennaio scorso – racconta Cancelliere, mentre sorseggia un bicchiere di vino tra i profumi e le botti della sua enoteca, dove spesso si incontra con amici per leggere assieme poesia o cantare qualche vecchia canzone (chitarrista e cantautore, negli anni settanta diede vita anche a un trio musicale) – nell’ambito degli incontri settimanali in Biblioteca comunale, organizzati dal circolo “Amici poeti” di Peppe Morgano. E’ in quell’humus di sensibilità, attenzione alle cose e amore per la parola, che è nata questa poesia. E’ per questo che non la considero una vittoria personale”. E poi c’è stata anche la sorella Anna Eleonora (docente a Como e poetessa essa stessa) a incoraggiarlo a partecipare a questo, come ad altri concorsi di poesia  tanto che Sergio Cancelliere – che si definisce solo un poeta dell’improvvisazione – può vantare varie affermazioni (tra le tante, finalista al premio internazionale Poesia Sacra Famiglia di Cesano Boscone, premio speciale per la poesia sulla ricerca esistenziale di Chieti, finalista al premio Aupi 2009, Agenda dei poeti 2010, premio Giuria al Villa Bernocchi di Verbania). Premi o no, finchè gli sarà “padrona ancora meraviglia”, Sergio assicura, continuerà a scrivere e raccogliere, sparsi nei suoi cassetti, “pizzini” di poesia. <strong></strong></p>
<p><strong> Danila Guarasci</strong></p>
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		<title>Presentato il libro &#8220;Il Silenzio della Gioconda&#8221; di Pippo Lombardo</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 09:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre due ore per presentare venerdì pomeriggio alla libreria Memorie dal Mondo il libro di Pippo Lombardo “Il silenzio della Gioconda”, edito da “con-fine”. L’iniziativa è legata alle manifestazioni della settimana del libro e della cultura. Ha iniziato una collega dell’autore (che è insegnante, scrittore, pittore), Mariella Faro docente di filosofia al liceo di scienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Oltre due ore per presentare venerdì pomeriggio alla libreria Memorie dal Mondo il libro di Pippo Lombardo “Il silenzio della Gioconda”, edito da “con-fine”. L’iniziativa è legata alle manifestazioni della settimana del libro e della cultura.<span id="more-45193"></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ha iniziato una collega dell’autore (che è insegnante, scrittore, pittore), Mariella Faro docente di filosofia al liceo di scienze umane Alighieri, tracciando il percorso della poetica dell’arte da Aristotele a Kant,Baumgarten, Heidegger, Nietzsche. Dall’arte come imitazione all’arte come rappresentazione, all’arte infine svincolata dai canoni di bellezza, moralità, veridicità.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ha preso poi la parola Giuseppe Di Bella, ex allievo dell’Alighieri, redattore della rivista “con-fine”. Si è soffermato sull’arte moderna e contemporanea, diventata sempre meno espressione della realtà oggettiva, sempre più espressione individuale dell’artista creatore o ri-creatore della realtà circostante.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Era previsto un intervento dell’editore Gino Fienga, giovane culturalmente impegnato, ma è stato solo possibile collegarsi con lui via internet. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ha concluso l’autore ripercorrendo in sintesi il concetto di arte sino a quella attuale, a partire da alcuni decenni fa, di arte-provocazione. Ma si tratta di arte? O è solo bravata, ostentazione, mezzo di lucro? Infatti  i quadri, presentati con enfasi da mercanti e galleristi, giungono a cifre astronomiche, sono venduti fior di quattrini.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">A questo punto il fruitore (l’autore) si ribella, denuncia l’aspetto mercantilistico dell’arte, rivendica la sua libertà di scelta, il suo diritto di godimento estetico.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> Anna Maria De Francisco</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Festa del Libro a Enna. Presente anche lo scrittore curdo-iracheno Fuad Aziz</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 12:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Capo Redattore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comune]]></category>
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		<description><![CDATA[“Verso la libertà” è l’ultimo dei suoi libri, uscito per i tipi Euno edizioni, che lo scrittore curdo iracheno Fuad Aziz &#8211; nel capoluogo ieri e venerdì per la quarta edizione della Festa del libro e della lettura &#8211; ha presentato ai detenuti della casa circondariale e poi nel corso di “Stuzzica libro”, uno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Verso la libertà” è l’ultimo dei suoi libri, uscito per i tipi Euno edizioni, che lo scrittore curdo iracheno Fuad Aziz &#8211; nel capoluogo ieri e venerdì per la quarta edizione della Festa del libro e della lettura &#8211; ha presentato ai detenuti della casa circondariale e poi nel corso di “Stuzzica libro”, uno dei tanti appuntamenti della Festa, svoltosi venerdì sera in una nota pizzeria del centro città.<span id="more-45046"></span> Tra profumi di legna arsa e pizza fumante, qualcuno sorseggiando anche un buon bicchiere di birra, al pubblico presente (bambini, studenti, insegnanti, professionisti, genitori, insomma un po’ di tutto e in più anche l’artista Gek Tessaro con la compagna Lella Magazzini, di ritorno dal laboratorio per adulti “Cantare gli alberi”), è arrivato e con forza esplosiva il messaggio di Fuad. Lui che, come ha raccontato narrando e mostrando altre sue opere (“Ogni bimbo ha la sua stella”, “Il viaggio di un violoncello” e “Quel fiore”, racconti brevi da lui stesso illustrati – da 15 anni lo fa &#8211; per l’infanzia), ha conosciuto l’orrore della guerra, della lontananza dalla sua terra e dalla sua famiglia per ben 18 anni (“Non potevamo neanche scriverci – ha raccontato – avevamo notizie reciprocamente solo per vie segrete”). E, nonostante tutto, Fuad Aziz, artista di fama internazionale, ma anche uomo impegnato nella difesa dei diritti civili (è tra i fondatori della Biblioteca di pace di Firenze e della Carta dei diritti dei bambini all’arte e alla cultura) ha sempre creduto nella forza dei sogni, della poesia e della tenerezza. “La poesia – ha detto Aziz – deve essere semplice, ma forte. Io cerco di parlare di cose forti, ma con tenerezza”. Cercando di realizzare al contempo quella necessaria, a suo dire, contaminazione tra culture che porta alla crescita di ogni uomo e alla costruzione di una vera cultura di pace. “Io scrivo e disegno per educare i bambini, insegnare loro a desiderare, a usare la fantasia e a volere conoscere ciò che è diverso”. E anche venerdì, letture, sogni e racconti di vita, mondi e atmosfere diverse si sono intrecciati e contaminati, “guidando” tutti, grandi e piccini, verso la pace e il rispetto degli altri. Presente l’editore Emilio Barbera,  lo stesso scrittore e la giornalista Pierelisa Rizzo hanno letto alcuni brani di Aziz “dedicati a tutti i viaggiatori che nella valigia hanno un sogno”. Certamente uno dei momenti di maggiore impatto emotivo nell’ambito dei tanti ben riusciti appuntamenti della manifestazione voluta anche quest’anno dal secondo circolo Santa Chiara, il Club Unesco e varie associazioni del territorio. Lunedì 23, la chiusura con la “Giornata internazionale del libro” e la Giornata Dante.</p>
<p><strong> Danila Guarasci</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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