Non ci sono più le condizioni per poter fare politica in modo sereno e per pura passione: circa 200 giovani consegnano la tessera della federazione provinciale dei Giovani Democratici

E’ una vera emorragia di revoche di tessere quella che si sta determinando all’interno del movimento provinciale dei Giovani Democratici e di conseguenza del Pd. Infatti per le “non scelte politiche” chiare che il gruppo dirigente in particolare sta adottando in provincia di Enna dando spazio così ad una faida senza fine pare che non meno di 200 tesserati (sui circa 500 in tutto il territorio provinciale) abbiano deciso di consegnare la tessera. Una decisione questa di non poco conto sia per il “peso numerico” ma ancor più politico. I principali motivi che hanno indotto questi ragazzi a prendere una decisione così forte come afferma il segretario provinciale dimissionario Adriano Licata sono dovuti al fatto che in questi ultimi anni il Pd provinciale si è trasformato “da considerevole officina politica a una sorta di campionato primavera in cui poter imparare a scazzottare fino a trent’anni, sì da temprare la giusta ossatura ed emergere agli occhi dei “grandi” per poi misurarsi da navigati e incalliti dentro il partito”. Secondo Licata con il commissariamento provinciale il gruppo dirigente nazionale del Pd ha abbandonato la comunità provinciale ennese all’autogestione delle correnti “in evidente attesa che primeggiasse la corrente romana di maggioranza- e ha puntualmente occupato le prime pagine di tutti i quotidiani con il racconto a puntate di una interminabile guerra interna, estranea ai bisogni del popolo, alle cause proprie della Sinistra e dei giovani di questo territorio. Un territorio illanguidito dalla chiacchiera di un partito ridottosi a pluricomitato elettorale che spalanca le porte a soggetti di ogni dove politico e contestualmente assiste indifferente all’esodo della propria base che se ne va, poco a poco. Un’organizzazione giovanile che a più livelli ne fa da longa manus, emulando le prassi peggiori, finanche utilizzando lo strumento del commissariamento quale arma d’intervento politico, come avvenuto a spese del circolo capoluogo di Provincia dei GD di Enna, provocando un incalcolabile danno d’immagine e politico al partito”. Secondo Licata c’è un gruppo dirigente “che per trovare il successo ha smarrito la propria missione e che sembra porre il bene comune dopo gli interessi di consorteria; che si ostina a tenere un atteggiamento sprezzante verso i non allineati e che porta il partito al frazionamento e all’isolamento nel panorama del centrosinistra italiano, proprio allorquando il senso di responsabilità imporrebbe il dialogo tra le forze riformiste”. Licata afferma che all’interno del Pd e GD provinciale c’è un clima asfissiante per chi vuole fare politica per pura passione e non per calcolo. In parole povere non c’è agibilità per continuare a lavorare serenamente. Ed adesso questi ragazzi con in testa Adriano Licata stanno con grande attenzione guardando cosa sta succedendo nei vari “cespugli” della Sinistra che pare stanno anche iniziando a dialogare tra loro in modo da presentarsi alle prossime elezioni regionali come unico soggetto rappresentante tutte le anime della sinistra che non si rivedono nel Partito Democratico.

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