Niscemi; dibattito su pace e religioni

In un clima di grande attenzione e di cordiale accoglienza verso gli ospiti, i cittadini niscemesi hanno assistito alla tavola rotonda sul tema della guerra e delle religioni svoltasi a Niscemi, nella terra del MUOS (Mobil User Objective System), il sistema di telecomunicazioni militari della Marina Usa, fortemente contestato dalla popolazione.

Cosa possono fare i credenti, e i non credenti,  per contrastare la spinta alla guerra che viene da più parti nel mondo, spesso in modo non chiaramente comprensibile dall’opinione pubblica? Esiste la possibilità di tornare a un modello di coesione pacifica tra i popoli di diversa etnia e religione? Cosa significa parlare di pace in un territorio fortemente militarizzato come quello di Niscemi? Queste e altre domande, diventate nel giro di poche settimane di stringente attualità, sono stati i contenuti dibattuti nel corso dell’incontro che si è tenuto a Niscemi il 27 febbraio alle 17,00 presso l’Istituto Superiore Leonardo da Vinci.
Ne hanno discusso  il Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana, l’Imam della Moschea di Catania, Mufid Abu Touq,  il Pastore della Chiesa Cristiana Avventista  del Settimo Giorno, Enzo Caputo,  il direttore del Servizio Cristiano Istituto Valdese di Riesi, Gianluca Fiusco, l’Archimandrita Patriarcato Ecumenico Ortodosso di Costantinopoli, Paolo Patricolo, il Pastore dell’Unione  Cristiana Evangelica Battista d’Italia,  Salvatore Rapisarda.
Ha moderato il dibattito Salvatore Giordano, sociologo delle religioni. Sono intervenuti, tra gli altri,  il sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa, i rappresentanti di Pax Christi, associazione cristiana da sempre attiva sui temi riguardanti la pace, dei comitati No MUOS , di Ap Arte No MUOS, di Legambiente, del Movimento internazionale di Riconciliazione e di Porte Aperte.
L’artista niscemese Eleonora Pedilarco  ha esposto  le sue tele e ha presentato l’ultima sua opera, che è stata scelta come immagine dell’evento.
Il dibattito ha avuto come leit motiv l’esposizione dei messaggi di pace insiti in ogni confessione religiosa: necessariamente, gli argomenti sono stati contestualizzati parlando di MUOS e di presenza militare nel territorio di Niscemi. L’Archimandrita Paolo Patricolo ha affermato che nessuna religione prevede la guerra e che “… il MUOS non previene la guerra. Per prevenirla per davvero bisogna distruggere le armi”.  Il pastore Battista, Salvatore Rapisarda,  ha dichiarato che “…impegnarsi contro il MUOS è una questione di civiltà”. Ha inoltre espresso solidarietà ai comitati e al Comune di Niscemi. L’esponente valdese ha focalizzato l’attenzione sul tema del rispetto delle diversità.  Il Vescovo ha sottolineato con forza il valore della pace e del dialogo;  l’Imam ha evidenziato come le religioni in realtà siano molto simili e come abbiano molto in comune in merito al patrimonio di credenze. Il pastore avventista ha ricordato il cammino difficile nel dialogo tra le confessioni e  come la sua Chiesa sia stata presente sin dalle prime battute nell’attività di opposizione al MUOS e a ciò che rappresenta; argomenti riaffermati anche da altri interventi come quello dell’esponente di Pax Christi “L’occidente ha molte responsabilità nelle guerre attuali” e dei rappresentanti dei comitati NO MUOS che hanno espresso un sentito ringraziamento agli esponenti religiosi per avere  affrontato un tema di grande attualità, la pace in pericolo, nel contesto niscemese caratterizzato dalla presenza del MUOS.

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