Movimento Sicilia Nazione su Esercizio Provvisorio

Sicilia Nazione presenta l’esposto alla Corte dei Conti
sull’illegittimità dell’esercizio provvisorio del Bilancio della Regione
Siciliana.

Come annunciato, Sicilia Nazione ha presentato ieri, a firma del suo
Portavoce nazionale Rino Piscitello, l’esposto alla Corte dei Conti
relativo all’illegittimità dell’esercizio provvisorio deliberato dalla
Giunta regionale e approvato dall’ARS con legge regionale n. 32 del 31
dicembre 2015.
L’esposto, che analizza tutti gli aspetti legislativi relativi al
bilancio, si basa sulle disposizioni del decreto legislativo 118 del
2011 (e successive modifiche e integrazioni), concernente le nuove norme
sulla contabilità pubblica.
Come è noto, il recepimento in Sicilia del suddetto decreto legislativo,
in violazione del prescritto ricorso alle norme di attuazione dello
Statuto, era inserito tra le condizioni del famoso accordo tra Crocetta
e Renzi del 2014 con il quale la Regione rinunciava ai contenziosi
davanti alla Corte costituzionale.
Il nuovo regime, recepito, forzando i tempi, su input di Baccei e
Crocetta, ha escluso per il 2016 la previsione alla stregua della quale
l’esercizio provvisorio del bilancio della Regione potesse essere
autorizzato in base al bilancio di previsione e al relativo disegno di
legge presentato dal Governo.
Sull’applicazione piena della normativa del 118/2011 l’Assessorato
regionale per l’economia con la circolare n. 6 del 11 febbraio 2015 ha
precisato che, con riguardo all’ordinamento contabile della Regione
siciliana, vanno applicate anche le previsioni transitorie di cui
all’art. 11 del menzionato decreto legislativo.
Tali disposizioni sanciscono con chiarezza che “in caso di esercizio
provvisorio o gestione provvisoria nell’esercizio 2016 gli enti di cui
al comma 1 gestiscono gli stanziamenti di spesa previsti nel bilancio
pluriennale autorizzatorio 2015 – 2017 per l’annualità 2016”.
Si tratta di una previsione relativa al solo esercizio 2016, ma non
derogabile dallo stesso legislatore che ha deciso di armonizzare
l’ordinamento contabile regionale con quello statale.
Ci si trova di fronte ad un legislatore regionale che prima recepisce
rigidamente le norme statali sull’armonizzazione contabile al di fuori
dei meccanismi procedurali, ribaditi dalla Corte Costituzionale,
derivanti dall’autonomia speciale e dalle previsioni generali sul
federalismo fiscale, e poi cerca di derogare, in modo a questo punto
illegittimo, nei casi nei quali gli conviene, come ad esempio per
l’esercizio provvisorio.
Ci troviamo davanti alla doppia illegittimità di scelte legislative
adottate in spregio allo Statuto regionale e alla normativa di
armonizzazione dei sistemi contabili.
La Regione non poteva quindi legiferare modificando la normativa
contabile, come ha invece fatto, e l’approvazione dell’esercizio
provvisorio come proposto dalla Giunta regionale è quindi illegittima.
Per questo Sicilia Nazione ha chiesto alla Corte dei Conti di
intervenire, a garanzia degli equilibri di finanza pubblica che
risultano pregiudicati, e di assumere le conseguenti determinazioni in
ordine alle spese sin qui effettuate.

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