Movimento Sicilia Nazione su Bilancio Regione

Regione: Sicilia Nazione, “Il bilancio 2016 pietra tombale per la
Sicilia. I deputati che lo voteranno tradiranno l’isola e li additeremo
alla condanna da parte dell’opinione pubblica”.

“I deputati regionali che voteranno il bilancio di Baccei e Crocetta
tradiranno la Sicilia, facendole perdere quanto le spetta dallo Stato
italiano. Noi renderemo noti i loro nomi e li additeremo alla condanna
dell’opinione pubblica siciliana”. Così Sicilia Nazione si rivolge ai
parlamentari dell’Ars che voteranno favorevolmente il bilancio 2016,
attualmente in discussione a Sala d’Ercole. “Il bilancio 2016, a causa
dei meccanismi della nuova contabilità pubblica e dell’accordo
forfettario contenuto nella Finanziaria, che calcola il credito dello
Stato in un miliardo e 400 milioni di euro – afferma Sicilia Nazione – è
la pietra tombale per la Sicilia perché azzera tutti i crediti degli
ultimi decenni che la Regione vanta nei confronti dello Stato.”. Sicilia
Nazione illustra i dettagli che rendono il bilancio approvato dal
governo e all’esame dell’aula, “la conferma della disfatta della
Sicilia”. “Il bilancio 2016 – spiega il movimento indipendentista – è
infatti il primo redatto secondo i principi della nuova contabilità
pubblica varata nel 2011, e come tale deve essere predisposto a seguito
del riaccertamento dei residui attivi e passivi e quindi nel caso
specifico della verifica definitiva di crediti e debiti della Regione.
La Regione Siciliana ha da decenni contenziosi mai risolti con lo Stato
derivanti da articoli dello Statuto mai attuati o attuati solo
parzialmente. Basti pensare all’articolo 36 che prevede che la Sicilia
debba incassare per intero i tributi relativi ai redditi dei siciliani,
o all’articolo 37 sulla base del quale le imprese che operano, anche
solo parzialmente, in Sicilia debbono versare le tasse relative in
Sicilia (anche se hanno sede legale fuori dalla Regione), o all’articolo
38 che prevede una quota di solidarietà relativa alla differenza di
reddito tra la Sicilia e le altre regioni italiane (quota di solidarietà
che vede un mancato versamento da circa vent’anni), o alle accise una
parte del cui incasso doveva essere versato alla Sicilia in cambio
dell’aumento della compartecipazione alle spese sanitarie”. Secondo
Sicilia Nazione, “questi contenziosi dovevano essere risolti da un
accordo in sede di Commissione paritetica Stato Regione, come già fatto
dalle altre regioni a Statuto speciale. La Sicilia aveva quasi raggiunto
l’accordo nel 2012 con l’allora assessore al Bilancio Armao, ma
Crocetta, appena diventato Presidente della Regione azzerò tutto e la
paritetica non si riunì più”. “Questi crediti – commenta Sicilia Nazione
– non sono stati quindi quantificati e non è stato possibile per questo
inserirli nel riaccertamento dei residui e non sono messi in bilancio. A
tutto questo vanno aggiunti gli effetti devastanti dell’accordo
forfettario contenuto negli allegati alla finanziaria che calcola in un
sottostimatissimo miliardo e quattrocento milioni il credito annuale nei
confronti dello Stato relativamente a tutte le partite, determinando con
questo l’azzeramento sostanziale di ogni partita pregressa e facendo
presupporre una prossima ratifica da parte dell’inutile Commissione
Paritetica che viene messa di fronte ad un accordo già compiuto”.
Sicilia Nazione sottolinea che oggiAggiungi un appuntamento per oggi la forza contrattuale della Regione
è stata ridotta a zero. “Per sommare anche la beffa a questo danno
macroscopico – continua Sicilia Nazione – che rischia di pregiudicare
per sempre ogni possibilità della Sicilia di recuperare una parte del
gap con le regioni italiane, Baccei porta da Roma il ricatto vergognoso
secondo il quale il governo Renzi per consegnarci l’ultima tranche di
500 milioni (del miliardo e quattrocento) vuole la garanzia che
legiferiamo sotto dettatura (o dittatura)”. Per il movimento
indipendentista, “resta una sola possibilità. Non approvare il bilancio,
rinviarlo e pretendere l’attivazione della Commissione paritetica per
arrivare a un accordo rapidissimo”.

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