Movimento Sicilia Nazione; No a chiusura del Cerisdi”

Regione: Sicilia Nazione, “No a chiusura del Cerisdi, prestigioso
istituto di formazione e ricerca, che l’incapace governo Crocetta non ha
voluto valorizzare”

“La chiusura del Cerisdi è un altro dei fallimenti del governo Crocetta.
Il rilancio di un prestigioso istituto di alta formazione e ricerca in
Sicilia avrebbe risposto all’esigenza di tanti giovani costretti invece
ad emigrare per formarsi. Erano disponibili anche gli strumenti per la
ripresa della struttura, a partire dall’utilizzo delle risorse europee
sulla formazione che la confusionaria gestione di Crocetta e della sua
sgangherata maggioranza si accinge a restituire in misura ingente alla
Commissione Ue. E invece oggiAggiungi un appuntamento per oggi su tutto questo calerà il sipario,
lasciando per strada gli operatori del Cerisdi che si sono sempre
distinti per professionalità e competenza. Anche questo, a futura
memoria, del disastro targato Crocetta- Pd”. Così Gaetano Armao,
coordinatore nazionale di Sicilia Nazione sull’annunciata chiusura del
Cerisdi di Palermo. Sicilia Nazione, oltre a esprimere solidarietà ai
lavoratori dell’Ente, invita i deputati regionali a intervenire per
evitare “un ulteriore danno al patrimonio culturale siciliano”.

Regione: La petizione ‘Crocetta dimettiti’ raccoglie 5 mila firme.
DomaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani Sicilia nazione le consegnerà nella sede della Presidenza della
Regione

DomaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani, mercoledì 10 febbraio, alle 12,00 una delegazione di Sicilia
Nazione guidata dal portavoce nazionale Rino Piscitello consegnerà
presso la sede della Presidenza della Regione Siciliana le oltre 5.000
firme raccolte sul sito change.org per chiedere le dimissioni del
presidente, Rosario Crocetta.

Questo il testo della petizione sul quale sono state raccolte le firme:

“Da circa tre anni Rosario Crocetta è Presidente della Regione Siciliana
e in questo periodo ha dimostrato incapacità, superficialità e totale
subalternità alle indicazioni romane.
Ha cambiato finora 41 assessori (55 se si considerano rotazioni e
riconferme), un record assoluto per un governo regionale.
La Sicilia ha raggiunto in tutti i campi gli ultimi posti in Europa.
La vecchia politica e l’antimafia di facciata sono diventati i suoi
principali punti di riferimento.
Decine di deputati saltimbanchi hanno cambiato casacca in questi anni
avvicinandosi a Crocetta, e si suppone che lo abbiano fatto per ragioni
non propriamente ideali.
Ha appoggiato le trivellazioni e l’utilizzo del mare e del territorio
della Sicilia ai fini della ricerca e delle estrazioni petrolifere.
Ha concluso un accordo con il governo Renzi per la rinuncia a tutti i
contenziosi che la Sicilia aveva nei confronti dello Stato (oltre cinque
miliardi di regalo).
Si è attorniato di un cosiddetto “cerchio magico” del quale hanno fatto
parte personaggi discutibilissimi e ai confini della legalità.
Ha ignorato le prerogative statutarie della Sicilia non impugnando
davanti alla Corte Costituzionale leggi dello Stato che violavano
palesemente i diritti della Sicilia e dei siciliani.
Ha accettato come assessori al bilancio personalità non siciliane
inviate da Roma.
Non ha rispettato nessuno degli impegni programmatici che aveva
presentato.
A tutto questo va aggiunto il ridicolo che in più occasioni e per sua
colpa ha colpito le istituzioni siciliane.
Le sue dimissioni sono ormai diventate indispensabili e urgenti”.

 

 

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